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Finanziamenti

Gli interventi per contrastare la disoccupazione, tutelare l’ambiente, finanziare la formazione, la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, o creare un capitale di rischio necessario alla crescita dimensionale delle PMI, sono ritenuti obiettivi di interesse generale. Per questo motivo rientrano nelle deroghe - espressamente autorizzate dalla Commissione e previste per favorire tale tipologia - al “Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea” che stabilisce l’incompatibilità degli aiuti di Stato con il mercato comune.

I finanziamenti alle imprese - concessi sotto forma di prestiti agevolati o contributi a fondo perduto - possono essere erogati per l’avvio di un’attività o per la manutenzione, l’ampliamento e l’acquisto di nuovi materiali e tecnologie da parte di un’impresa già esistente.

Possono essere stanziati da Enti europei, statali, regionali, provinciali e comunali e sono previste diverse procedure per accedervi.

I fondi nazionali sono gestiti da INVITALIA – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo dell’impresa - lungo quattro direttrici: autoimprenditorialità, lavoro autonomo, micro-impresa e franchising.

Per ottenere i finanziamenti regionali occorre invece verificare i bandi emessi dalle Regioni, in quanto mirati alle specifiche esigenze territoriali.

I finanziamenti europei invece - a fondo perduto o tramite finanziamento agevolato - sono assegnati “a gestione diretta” erogati direttamente dalla Commissione Europea ai beneficiari finali, che possono essere sia cittadini sia a pubbliche amministrazioni, attraverso bandi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea;  oppure “a gestione indiretta” che sono quelli trasferiti dalla Commissione Europea alle amministrazioni centrali e periferiche e da queste erogati ai cittadini, alle imprese ed alle altre istituzioni nazionali con bandi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale nazionale o regionale.

I sostegni alle imprese sono erogati anche per migliorare l’efficienza e la qualità del lavoro. Così viene ad esempio sostenuta la formazione professionale. La convenienza delle imprese ad avvalersi di manodopera qualificata e aggiornata è spesso subordinata alla necessità di verificare il rapporto tra costo della formazione e benefici dell’apprendimento. L’eventuale sacrificio della formazione in azienda è riconducibile spesso a questioni di bilancio. Per questo il Fondo Sociale Europeo mette annualmente a disposizione un budget per supportare economicamente le imprese, finanziando formazione e riqualificazione professionale.

A livello locale, come anticipato, le regioni attivano dei bandi per la presentazione di progetti specifici ai quali le aziende possono partecipare per la formazione di propri dipendenti.

Esistono anche i fondi paritetici interprofessionali che finanziano piani formativi aziendali, settoriali e territoriali, che le imprese decidono di realizzare per i propri dipendenti. Tali fondi potranno anche finanziare piani formativi individuali.

Negli ultimi anni, inoltre, è molto diffuso il ricorso al micro-credito, strumento di sviluppo economico che permette l'accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione. I finanziamenti consistono in un prestito di limitato importo finalizzato all’avvio di un’attività imprenditoriale o per far fronte a spese d’emergenza, nei confronti di soggetti che hanno difficoltà ad accedere ai tradizionali canali di finanziamento.

Parallelamente ai finanziamenti, lo Stato o le singole Regioni possono erogare degli incentivi di tipo fiscale od economico (ad esempio Bonus occupazionali).  


Sai come accedere ai fondi europei?
Consulta la nuova guida della Commissione Europea “A beginner's guide to EU funding rivolta a PMI, Ong, ricercatori, giovani, enti pubblici e agricoltori che intendono beneficiare delle risorse europee.  



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