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Infermieri extracomunitari 

Le strutture sanitarie pubbliche e private italiane soffrono di carenza di personale infermieristico. Per questo motivo la Legge 30 luglio 2002 n. 189 ha modificato il Testo Unico sull’immigrazione e ha stabilito che, per rispondere a questa esigenza, l’ingresso in Italia degli infermieri professionali non è regolato nell’ambito delle quote annuali (cosiddetti ingressi fuori quota).  

Per esercitare la professione in Italia perciò, un infermiere professionale extracomunitario deve essere in possesso di due requisiti:

1. Titolo di studio riconosciuto dal Ministero della Salute italiano (equipollenza del titolo). 

Come indica la circolare 12 aprile 2000 del Ministero della Salute, questa procedura può essere attivata dal datore di lavoro interessato all’assunzione dall’estero o dal lavoratore interessato che soggiorna regolarmente in Italia. Al fine del riconoscimento vengono valutati il diploma posseduto e il curriculum di studi, documenti che devono essere tradotti e legalizzati presso la competente rappresentanza diplomatica o consolare italiana, con indicazione del monte ore di ciascuna materia, per ogni anno di corso. 

2. Iscrizione al Collegio IPASVI (infermieri professionali assistenti sanitari vigilatrici d'infanzia) del luogo di lavoro o di domicilio.

L’iscrizione è subordinata al superamento di un esame di conoscenza della lingua italiana, delle norme deontologiche e delle leggi che regolano la professione.

L’esame viene realizzato da una commissione nominata, a seguito di specifica richiesta, dalla Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI. Superato con successo l’esame, l’infermiere, una volta in Italia, provvederà a richiedere l’iscrizione presso il collegio provinciale competente.

Il permesso rilasciato può essere utilizzato per istaurare un nuovo rapporto di lavoro solo se prevede la stessa professione per la quale è stato autorizzato l’ingresso e non è convertibile. 

Il permesso di soggiorno è rinnovabile senza richieste di proroga alle quali sono sottoposte altre tipologie di ingressi “fuori quota”.



 






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