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Finanziamenti europei

Nel 2014 il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha approvato la Programmazione dei Fondi strutturali e di investimento europei per il prossimo settennio 2014-2020 sulla base dell’Accordo di partenariato che stabilisce la  strategia di impiego dei Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE). Il D.P.R. 5 febbraio 2018 ha stabilito, successivamente, i criteri per la rendicontazione delle spese relative ai programmi cofinanziati con tali Fondi.

Tra le priorità indicate negli Obiettivi Tematici di interesse per la crescita dell’occupazione e per il mercato del lavoro ci sono il rafforzamento della ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione; il miglioramento dell’accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; la promozione della competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell'acquacultura; la promozione  dell'occupazione sostenibile e di qualità e il sostegno alla mobilità dei lavoratori; gli investimenti   nell'istruzione, formazione e formazione professionale, per le competenze e l'apprendimento permanente e il rafforzamento della capacità  delle  PA e la promozione della loro efficienza.

Numerose novità contraddistinguono i finanziamenti Ue in "via diretta" 2014-2020, contenuti nel pacchetto di proposte riguardanti il nuovo quadro finanziario pluriennale. 

finanziamenti "in via diretta" non sono da considerarsi "residuali", ossia avanzi dei Fondi strutturali, ma vere potenzialità create a sostegno delle varie politiche comunitarie. La loro natura permette, attraverso la costituzione di partnenariati tra enti, imprese e associazioni, sia pubblici che privati in Stati membri diversi, di attuare progetti di elevato interesse innovativo, incentivando la collaborazione tra i 27 paesi dell'Unione europea. Il filo conduttore della nuova programmazione è la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Le risorse verranno ridistribuite – in base a questa logica- a settori prioritari quali le infrastrutture paneuropee, la ricerca e l'innovazione, l'istruzione e la cultura, la sicurezza delle frontiere e i rapporti con l'area mediterranea. Ma anche alle priorità strategiche trasversali, quali la protezione dell'ambiente e la lotta contro il cambiamento climatico, come parte integrante di tutti i principali strumenti e interventi.

L'ambizione della Commissione per il prossimo bilancio UE è, infatti, quella di spendere in modo diverso, con una maggiore enfasi sui risultati e sull'efficacia, concentrandosi sulla realizzazione del programma Europa 2020. La nuova programmazione 2014-2020 mira, infatti, ad una riduzione del numero di programmi, ad un più ampio ricorso alle agenzie esecutive esistenti e, dove sarà possibile, ad una gestione più rigorosa ma con procedure amministrative più snelle ed efficienti.

Sul fronte della Ricerca, tra le principali novità, vi è il progetto: “Orizzonte 2020: un quadro strategico comune per la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo tecnologico”. Il nuovo programma - con un budget di 80 miliardi di euro - punta ad eliminare la frammentazione e a garantire più coerenza, anche con i programmi di ricerca nazionali. Una caratteristica della nuova strategia di finanziamento della ricerca sarà il maggiore ricorso a strumenti finanziari innovativi, a seguito del buon esempio del meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi. 

Per le PMI viene confezionato un nuovo strumento, il COSME “Programma per la competitività e le PMI”, finalizzato a promuovere PMI più dinamiche e competitive a livello internazionale. Il COSME si focalizza su quattro asset di intervento: favorire l’accesso al credito ed al mercato, supportare le PMI nella varie funzioni aziendali (come la formazione manageriale e le capacità organizzative e gestionali), creare migliori condizioni per la creazione di nuovi business e crescita.

Servizi di assistenza e supporto sono offerti anche dall’ APRE Agenzia per la promozione della ricerca europea a coloro che intendono proporre progetti di ricerca o iniziative di cooperazione internazionale, nell'ambito dei Programmi promossi dalla Commissione Europea.

Il Fondo Sociale Europeo è uno dei più importanti strumenti finanziari dell'Unione Europea. Nell'ambito delle politiche comunitarie la sua azione si esplica nello sviluppo e nel finanziamento di progetti volti alla promozione della coesione tra gli stati membri, nel quadro del Trattato di Roma siglato nel 1957, che sancì la nascita della Comunità Economica Europea.

Le linee di intervento su cui si snoda la sua azione si basano su una piattaforma di programmazione, risultato della collaborazione sinergica di diversi enti: i Ministeri competenti, la Commissione Europea, le Regioni e le parti sociali.

Il FSE è solo uno dei quattro fondi strutturali esistenti, il FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale), il FEOGA (Fondo europeo agricolo di Orientamento e Garanzia) e lo SFO (Strumento finanziario di Orientamento per la Pesca), con cui coopera per ridurre il divario tra le aree più ricche e quelle più arretrate dell'Unione Europea.

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