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Cassa integrazione guadagni straordinaria

La cassa integrazione guadagni (CIG) è un istituto previsto dalla legge italiana che consiste in una prestazione economica, in favore dei lavoratori sospesi dall’obbligo di eseguire la prestazione lavorativa o che lavorino a orario ridotto.

È distinta in ordinaria (con risorse dell’INPS o dell’INPGI) e straordinaria (CIGS, con risorse del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

La ratio legis è quella di andare incontro alle aziende che si trovano in momentanea difficoltà, sgravandole in parte dei costi della manodopera temporanea non utilizzata.

Per i lavoratori e i datori di lavoro in cassa integrazione guadagni straordinaria sono previsti i seguenti incentivi:

I datori di lavoro che, non avendo in atto sospensioni dal lavoro, assumono lavoratori in CIGS in deroga, lavoratori in mobilità in deroga o lavoratori in disoccupazione speciale edile in deroga con contratto a tempo indeterminato, determinato (a tempo pieno o parziale) o di apprendistato, otterranno dall’INPS un incentivo pari all’indennità spettante al lavoratore.
L’incentivo - cumulabile con le riduzioni contributive eventualmente connesse a un particolare tipo di contratto - spetta anche se il lavoratore viene assunto per un periodo inferiore alla durata residua dell'ammortizzatore sociale. Se ne può fruire però solo per i periodi di effettiva erogazione della retribuzione e non può essere superiore all'importo della retribuzione erogata nel corrispondente mese dell'anno.

Lo stesso incentivo viene destinato ai lavoratori in CIGS in deroga, in mobilità in deroga o in disoccupazione speciale edile in deroga che desiderino avviare un’attività in proprio.
Le richieste vanno inviate alla sede Inps competente. L’incentivo ovviamente sarà pari al numero di mensilità autorizzate e non ancora percepite.
Altre agevolazioni sono previste in favore di datori di lavoro, comprese le società cooperative, che non abbiano in corso sospensioni dal lavoro e che non abbiano proceduto a riduzioni di personale negli ultimi 12 mesi, per assunzioni a tempo pieno ed indeterminato (o, anche, di ammissione di soci lavoratori) di soggetti in CIGS da almeno tre mesi, mentre l’impresa di provenienza lo deve essere da almeno sei mesi.

Per un periodo di dodici mesi la quota di contribuzione a carico del datore è del tutto uguale a quella prevista, in via ordinaria, per gli apprendisti, ossia il 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Presupposto per il “godimento” è la regolarità con le norme che disciplinano il DURC (documento unico di regolarità contributiva) e con il rispetto dei trattamenti economici e normativi previsti dalla contrattazione collettiva nazionale e, se esistente, da quella territoriale od aziendale.

L’aliquota complessiva è pari al 19,19%, essendo comprensiva del 9,19% a carico del lavoratore. L’assunzione di un lavoratore che si trova nelle condizioni appena citate comporta il riconoscimento (sotto forma di conguaglio contributivo) di una somma a favore dell’impresa pari al 50% dell’indennità di mobilità per un periodo non superiore a nove mesi per chi ha meno di 50 anni. L’incentivo sale a 21 mesi in alcune aree del Mezzogiorno ed in quelle ad alto tasso di disoccupazione: se il lavoratore ha più di 50 anni l’incentivo per tali zone è elevato fino a 33 mesi.
A seguito delle modifiche apportate dalla Legge di Stabilità 2015 in materia di incentivi, a partire dall'1 gennaio 2015 tale incentivo non può più essere richiesto.

Ai datori di lavoro che assumono con contratto a tempo indeterminato - pieno o parziale - lavoratori che risultino disoccupati o in Cassa integrazione guadagni straordinaria da almeno 24 mesi si applica, per un periodo di 36 mesi, una riduzione del 50% dei contributi dovuti (fermo restando il versamento dell'intera quota a carico del lavoratore). Per le imprese operanti nel Mezzogiorno e per quelle artigiane, i contributi previdenziali ed assistenziali non sono dovuti per un periodo di 36 mesi, mentre è dovuta l'intera quota a carico del lavoratore. Le assunzioni non devono essere effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti delle stesse imprese, licenziati per giustificato motivo oggettivo o per riduzione del personale o sospesi.

Per il riconoscimento delle agevolazioni di cui sopra, sono necessaire due condizioni: la prima è la dichiarazione di disponibilità prodotta dal lavoratore al centro per l’impiego, la seconda è l’attestazione di permanenza del soggetto nello stato di disoccupazione.

Con gli ultimi interventi normativi sono state rifinanziate la cassa integrazione guadagni in deroga e mobilità in deroga, nella misura di 600 milioni di euro, e la cassa integrazione guadagni per cessazione di attività prorogata a 24 mesi, nella misura di 50 milioni di euro  È, inoltre, previsto lo stanziamento di 30 milioni di euro per l’istituzione della cassa integrazione guadagni in deroga nel settore della pesca e, per lo stesso anno 2014, nel limite massimo di 50 milioni di euro, è incrementato rispetto a quello vigente, nella misura del 10% della retribuzione persa, l’importo riconosciuto a titolo di integrazione salariale ai lavoratori cui venga applicato un contratto di solidarietà.

La Legge n.205/2017 ha previsto la possibilità di accedere ad un servizio di assistenza intensiva alla ricerca del lavoro attraverso, cd. l’assegno di ricollocazione, anche per i lavoratori che percepiscono un trattamento di integrazione salariale straordinario.

L’assegno può essere richiesto dal lavoratore entro sei mesi dalla sottoscrizione dell’accordo di ricollocazione dove sono indicati gli ambiti aziendali e i profili professionali interessati dagli esuberi di personale.

Il lavoratore che usufruisce dell’assegno di ricollocazione che accetta un’offerta di lavoro - con un altro datore la cui impresa non presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell'impresa che ha richiesto la CIGS - beneficia dell'esenzione dal reddito imponibile ai fini IRPEF delle somme percepite in dipendenza della cessazione del rapporto di lavoro, entro il limite massimo di nove mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto. Il lavoratore ha inoltre diritto alla corresponsione di un contributo mensile pari al 50 per cento del trattamento straordinario di integrazione salariale che gli sarebbe stato altrimenti corrisposto.
Al datore di lavoro che assume il lavoratore è riconosciuto, invece, l'esonero dal versamento del 50 per cento dei contributi previdenziali a suo carico (con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL) nel limite massimo di importo pari a 4.030 euro su base annua. La durata dell’agevolazione è fissata a: 18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato; 12 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato. In caso di trasformazione a tempo indeterminato, il beneficio spetta per ulteriori sei mesi.

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