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Imprese nel settore turistico

In Italia, la normativa di riferimento che disciplina il lavoro nel settore turistico è il Decreto Legislativo 79/2011 che ha approvato il Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, abrogando la Legge 135/2001.

Il Codice del 2011 coordina ed integra le disposizioni legislative statali, nel rispetto dell'ordinamento dell'Unione europea e delle attribuzioni delle Regioni e degli Enti Locali. In particolare è ammesso l’intervento dello Stato nelle materie relative alla valorizzazione delle competitività del sistema turistico nazionale e per  la finalità di riordino e uniformità dell’offerta turistica italiana. Almeno ogni due anni è indetta la Conferenza nazionale del turismo, organizzata d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, per tracciare le linee guida del piano strategico nazionale.

In base al Codice, per imprese turistiche si intendono quelle che esercitano attività economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l'intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi turistici locali, concorrenti alla formazione dell'offerta turistica. Tenute al rispetto delle medesime disposizioni sono, poi, le imprese turistiche senza finalità di lucro.

L'iscrizione al registro delle imprese costituisce anche condizione essenziale per l'esercizio dell'attività turistica.
Anche gli imprenditori che operano nel turismo al di fuori dei paesi dell’Ue possono essere autorizzati a esercitare le loro attività in Italia dopo l’iscrizione al registro imprese.

Inoltre, le imprese turistiche sono soggette a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) sia per l'avvio e l'esercizio delle strutture , sia per l'apertura, il trasferimento e le modifiche concernenti l'operatività delle agenzie di viaggi e turismo, nel rispetto dei requisiti professionali, di onorabilità e finanziari, previsti dalle competenti leggi regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

In attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006, il Codice promuove un turismo accessibile per le persone con disabilità motorie, sensoriali e intellettive, ricevendo servizi al medesimo livello di qualità degli altri fruitori senza aggravi del prezzo.

Il Codice fornisce, poi, un’organica sistematizzazione della normativa relativa al mercato turistico, diversificandolo per settori di attività (di tipo ricettivo o di intermediazione) e soffermandosi anche sulla contrattualistica.

 

Con il Decreto Legge 83/2014, convertito dalla Legge 106/2014, sono state stanziate nuove risorse per il rilancio del settore turistico, in particolare per favorire la sua digitalizzazione anche tramite startup innovative e per il turismo accessibile.

Il Programma Operativo Interregionale "Attrattori culturali, naturali e turismo" prevede un insieme di interventi per stimolare la valorizzazione del patrimonio culturale, naturale e paesaggistico, migliorando nello specifico l’offerta turistica delle regioni Sicilia, Calabria, Campania e Puglia.
Sono stati stanziati 18 milioni di euro per finanziare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali nella filiera turistico-culturale tramite forme di autoimpiego. L’obiettivo è duplice: riqualificare l’offerta turistico-culturale e paesaggistica dei territori e creare nuove opportunità per l’ingresso nel mercato del lavoro.
Le idee di business devono svilupparsi all’interno degli otto Poli di attrazione, individuati nelle quattro regioni, di particolare interesse artistico-culturale e naturalistico.

Il Decreto cultura 2014 ha aggiunto alla definizione di startup innovativa presente nel Decreto Legge 179/2012, convertito dalla Legge 221/2012, anche le società che abbiano come oggetto sociale la promozione dell'offerta turistica nazionale attraverso l'uso di tecnologie e lo sviluppo di software originali, in particolare, agendo attraverso la predisposizione di servizi rivolti alle imprese turistiche. Grazie allo stanziamento di 2 milioni di euro annui a partire dal 2015, potranno accedere agli incentivi prevista dalla normativa di riferimento anche queste tipologie di startup.
Con lo stesso Decreto, di cui si attende il Decreto Ministeriale di attuazione, è stato introdotto anche un credito di imposta del 30% dei costi sostenuti per investimenti e attività di sviluppo tecnologico e digitale, fino all'importo massimo complessivo di 12.500 euro, relativamente agli anni 2014, 2015 e 2016. Possono accedere all’agevolazione le imprese turistiche che abbiano sostenuto spese relative a:
  • Impianti wi-fi
  • Siti web ottimizzati per il sistema mobile
  • Programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all'integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l'integrazione fra servizi ricettivi ed extra-ricettivi
  • Spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio
  • Servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale
  • Strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità
  • Servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente in ambito tecnologico.

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