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Intervista a Daniele Gioia per Recofunghi

Data di pubblicazione:19/01/2017
Categorie:Le interviste, Startup
Autore:Cliclavoro

Un progetto nato dai fondi di caffè. Così Daniele Gioia e sua moglie Annarita Marchionna hanno avviato un'azienda sostenibile che utilizza gli scarti di caffè per produrre funghi freschi. Daniele Gioia racconta la sua esperienza con Recofunghi e offre qualche consiglio su come creare un'azienda, continuando a credere sempre nelle proprie idee.

Come e quando è nata l'azienda sostenibile Recofunghi?
La nostra azienda nasce nel 2010 in una soffitta di una casa umida dove abitavamo da studenti universitari. Per enorme casualità abbiamo unito i fondi di caffè con il micelio (seme) del fungo Pleurotus; vederli nascere abbondanti ci ha dato la spinta per iniziare a sperimentare se fosse possibile produrre funghi utilizzando uno scarto, il fondo di caffè, diffuso su tutto il territorio nazionale e facilmente reperibile. Da lì, con il supporto della Camera di Commercio di Potenza e del suo bando N.I.D.I., abbiamo avuto la possibilità di testare dal punto di vista chimico e sensoriale il nostro prodotto. Successivamente senza il supporto di nessuno siamo partiti, a fine 2012, con quella che di fatto è stata una delle prime aziende, se non la prima, dell'economia circolare in Italia, la Recofunghi. Nel 2013 abbiamo vinto gli Oscar Green e realizzato il Recokit, un kit, che con semplicità riesce a far produrre funghi da fondi di caffè al nostro consumatore. Nel 2015 siamo stati catapultati per la nostra Regione, la Basilicata, prima e nella Potenza del Limite poi, all'ultimo piano del Palazzo Italia, a rappresentare la tutela del suolo, dell'acqua, la riduzione degli sprechi e l'accesso al cibo ad Expo. Nel 2016 la trasmissione televisiva Masterchef Italia ha dedicato il suo Magazine a noi. Il 2017 sarà orientato al sociale e alla produzione delle nostre specialità nelle case circondariali, nel carcere di Matera, dove la novità lascia spazio alla sostenibilità sociale, collaborando con i detenuti per produrre quelle che abbiamo sempre definito Bontà Sostenibili.

La vostra azienda vende un Kit, chiamato Recokit, per produrre funghi freschi direttamente a casa. Come si utilizza?
Il nostro Recokit è nato inizialmente per una nostra esigenza. Nel 2013 avevamo notevoli richieste di prodotto, tutti volevano assaggiare i funghi nati sul fondo di caffè. Considerati i nostri piccoli spazi ed i nostri piccoli mezzi non potevamo affrontare il mercato nazionale con il fungo fresco. Era, inoltre, il periodo in cui tutti sviluppavano APP e noi, per non sentirci esclusi da questa onda, abbiamo sviluppato, a modo nostro un'APP, il Recokit. Abbiamo così realizzato un prodotto "a scaffale", dove con semplici procedure descritte sulla scatola e in un vademecum di buona coltivazione che forniamo ai clienti, il nostro prodotto può essere utilizzato da Bolzano a Palermo, da Milano a Roma. La parte difficile la facciamo noi: recuperiamo il fondo di caffè, lo inoculiamo di micelio, incubiamo nelle nostre strutture a parametri controllati (temperatura, ossigeno, umidità) e quando i funghi stanno per nascere fermiamo tutto e facciamo realizzare la produzione ai nostri acquirenti che avranno oltre che funghi prodotti da fondo di caffè, funghi freschissimi che saltano la catena della distribuzione e tutto quello che alla distribuzione è connesso. C'è una bella differenza tra un fungo di oggi ed un fungo di almeno una settimana fa.

Questo nuovo progetto ha riscosso successo tra i consumatori della Basilicata e delle altre regioni italiane?
Il nostro è un consumatore curioso e che ha voglia di sperimentare, generalmente vive nelle città, giovane o meno giovane, ha cura dell'ambiente e vuole, con piccoli gesti, amare la Terra. Sarà un caso, ma dal 2014 i Recokit hanno girato l'Italia, coprendo tutte le Regioni partendo dalla Basilicata. Ovviamente i quantitativi non sono quelli delle multinazionali o delle grandi aziende. Utilizzando internet e il commercio elettronico, con partnership di importanti Market Place on-line oltre che sul nostro sito recofunghi.com, riusciamo a creare quel rapporto di prossimità anche con consumatori molto lontani. La soddisfazione è dei clienti per esserci riusciti e per aver scoperto che non è poi così difficile, la nostra felicità è invece di dare la possibilità a più persone di farlo. Il punto di svolta importante è quello di affidare al Recokit un ruolo didattico/formativo. Nelle scuole e/o nei centri formativi di qualunque parte d'Italia si può utilizzare il Recokit per educare all'ambiente ed alla sostenibilità delle produzioni, alternando la scuola al lavoro di cura di una produzione che produce risultati.

Quali sono i consigli che volete dare a chi ha deciso di aprire un'azienda o di avviare una startup?
Alessandro Rimassa ci ha inseriti nel suo libro "La Repubblica degli Innovatori" parlando di piccole folli rivoluzioni e che questo, sì davvero, è un paese per giovani. La penso anche io così, nonostante non sia più giovane e nonostante gli ostacoli che in Italia ci sono per realizzare delle buone idee. Basta chiudere gli occhi e andare avanti con la/e proprie idee/imprese/startup ben chiare e sapendo che, forse, proprio quello che proponete è quello che serve a qualcuno, forse ha mercato e nessuno vi può rispondere prima a questa domanda. Noi, nel nostro piccolo, prima che l'offerta abbiamo generato la domanda. Le nuove generazioni hanno "la fortuna" di non avere nessuna certezza, per questo possono realizzare delle vere e proprie imprese partendo proprio dall'incertezza e dalle capacità che hanno sviluppato per governarla.

 

 


 

 

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