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Gli Istituti Tecnici Superiori

Gli Istituti Tecnici Superiori sono delle scuole di alta specializzazione tecnologica e costituiscono un canale formativo avanzato parallelo ai percorsi universitari che integra istruzione, formazione e lavoro; non rappresentano né una prosecuzione della scuola secondaria superiore, né un corso di laurea breve, ma si collocano all’interno di un nuovo settore: il “terziario post-secondario”.

Gli ITS hanno lo scopo di sostenere lo sviluppo delle filiere produttive del territorio e l’occupazione dei giovani mediante la realizzazione di un’offerta formativa coordinata, a livello territoriale, tra i percorsi degli istituti tecnici, degli istituti professionali e di quelli di istruzione e formazione professionale di competenza delle regioni, la costituzione di poli tecnico-professionali, la promozione e la realizzazione di percorsi in apprendistato.

Gli ITS, che costituiscono una delle misure del Piano di attuazione italiano di Garanzia Giovani, possono stipulare convenzioni con imprese per la realizzazione di progetti formativi congiunti per un periodo di formazione regolato da un contratto di apprendistato di alta formazione.

La costituzione degli ITS è disciplinata dal DPCM del 25/01/2008 che contiene le “Linee guida per la riorganizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore e la costituzione degli Istituti tecnici superiori”, anche se nel 2012 sono state introdotte delle misure di semplificazione e promozione dell'istruzione tecnico professionale e degli ITS.

Gli ITS si costituiscono sotto forma di Fondazioni con la partecipazione obbligatoria di scuole, enti di formazione, imprese, enti locali, università e centri di ricerca; pur avendo natura privatistica, sono organismi di diritto pubblico, autorizzati e controllati dal Prefetto competente per territorio. I piani territoriali adottati dalle Regioni possono prevedere la costituzione di più di un ITS per area di insegnamento.

I primi ITS sono attivi dal 2010, per rispondere alla forte richiesta di profili tecnici con elevate competenze tecnologiche proveniente dalle imprese, soprattutto manifatturiere.

Le aree di insegnamento per gli ITS sono le seguenti:

  • Nuove tecnologie per il Made in Italy (sistema agroalimentare e vitivinicolo; sistema casa; sistema meccanica/meccatronica; sistema moda; servizi alle imprese, navalmeccanico)
  • Efficienza energetica (approvvigionamento e generazione di energia; processi e impianti ad elevata efficienza e a risparmio energetico; bioedilizia)
  • Mobilità sostenibile (mobilità delle persone e delle merci; produzione e manutenzione di mezzi di trasporto e/o relative infrastrutture con l’adozione di soluzioni di trasporto alternative nel rispetto dell’ambiente e della persona umana; Innovazione aerospazio)
  • Nuove tecnologie della vita (biotecnologie industriali e ambientali; produzione di apparecchi, dispositivi diagnostici e biomedicali)
  • Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo (fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale; conservazione, riqualificazione e messa in sicurezza di edifici e luoghi di interesse culturale)
  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (metodi e tecnologie per lo sviluppo di sistemi software; organizzazione e fruizione dell’informazione e della conoscenza; architetture e infrastrutture per i sistemi di comunicazione)

Secondo Indire, Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, che per conto del Ministero dell'Istruzione, si occupa dell’analisi dei fenomeni del sistema dell’istruzione e della formazione nel nostro Paese, legati al riordino del II ciclo di istruzione tecnica e professionale e ai temi di scuola e lavoro, il numero totale di ITS costituiti nelle Regioni è 63:

  • 27 nell'area delle nuove tecnologie per il made in Italy
  • 11 nell'area della mobilità sostenibile
  • 9 nell'area dell’ efficienza energetica
  • 7 nell'area delle tecnologie innovative per i beni e le attività culturali
  • 6 nell'area delle tecnologie della informazione e della comunicazione
  • 3 nell'area delle nuove tecnologie della vita.

Per soddisfare i fabbisogni di un sistema produttivo chiaramente identificato e in continua evoluzione, con successivi decreti interministeriali, in continuo aggiornamento, sono individuati i profili professionali ad alto contenuto tecnologico, che correlano le aree economiche e professionali, le filiere produttive, i cluster tecnologici, le aree tecnologiche, gli ambiti e le figure degli ITS, gli indirizzi degli istituti tecnici e degli istituti professionali, i diplomi e le qualifiche professionali, così che i giovani e le loro famiglie, i soggetti del territorio e le imprese abbiano una bussola per orientarsi.

Per approfondire la normativa vigente in materia di ITS visita il sito indire.it.

La Direzione Generale per l'istruzione e formazione tecnica superiore e per i rapporti con i sistemi formativi delle Regioni del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha il compito di tracciare le linee generali (linguistiche, comunicative e relazionali, scientifiche e tecnologiche, giuridiche ed economiche, organizzative e gestionali) e quelle tecnico-professionali comuni ad ogni area tecnologica.  

Il DPCM del 25/01/2008 prevede anche che le Regioni adottino un Piano Territoriale di durata triennale in cui sia prevista l'istituzione di ITS con la relativa offerta formativa. 

Alle Fondazioni spetta, invece, il compito di definire l’offerta formativa e i profili tecnico-professionali di ciascuna figura, centrati sulle applicazioni tecnologiche richieste dalle imprese del settore produttivo di riferimento e dalle istituzioni rappresentative del territorio.

La progettazione dei percorsi formativi è strutturata in unità formative, riconducibili nei contenuti alle competenze definite negli standard nazionali (le unità formative sono rese visibili online). La progettazione formativa deve prevedere

  • L’organizzazione di percorsi di alternanza/praticantato per i quali sia definita una specifica progettazione
  • La disponibilità di risorse tecniche e strumentali adeguate e pienamente aggiornate al contesto tecnico/tecnologico del settore
  • La presenza di funzioni di orientamento e tutoring che supportino gli allievi in ingresso, in itinere e in uscita al percorso formativo
  • La presenza di funzioni per l’inserimento lavorativo e il sostegno all’avvio di imprese
  • La presenza di un sistema di valutazione delle competenze, finale e in itinere, e della relativa certificazione, secondo la modulistica e le regole standard  definite a livello nazionale per assicurare la riconoscibilità e la comparabilità delle competenze certificate

Sempre il DPCM del 25/01/2008 stabilisce che un numero minimo di 20 studenti per percorso ITS, che viene tuttavia incrementato progressivamente in una logica di personalizzazione ed organizzazione flessibile e modulare (nel rispetto del monte orario di frequenza per ciascuno studente). Le Fondazioni ITS adottano, nella propria autonomia, le misure necessarie a consentire un proficuo inserimento in itinere di giovani che ne facciano richiesta, in caso di decremento del numero dei frequentanti durante lo svolgimento dei percorsi rispetto al numero degli iscritti.

E’ previsto, inoltre, che le Fondazioni ITS forniscano le necessarie informazioni per consentire il monitoraggio e la valutazione dei percorsi e del sistema ITS a livello regionale e nazionale.

Per informazioni su modalità e termini per l'iscrizione ai corsi ITS rivolgersi direttamente alle Fondazioni. 

Gli Istituti Tecnici Superiori forniscono da 1800 a 2000 ore di lezioni teoriche e pratiche di avanguardia – con laboratori e stage  anche all’estero –  per rendere lo studente più qualificato e spendibile all'interno del  mercato del lavoro. Il percorso si articola in 4 o 6 semestri (6 nel caso di convenzione con l'università).

Il tirocinio è obbligatorio per almeno il 30% del monte orario complessivo del percorso. La metà dei docenti proviene dal mondo produttivo o delle professioni.

Agli ITS possono iscriversi giovani e adulti, purché in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore e vi si accede per titoli ed esami, fino all’esaurimento dei posti disponibili.

Ogni Istituto predispone le selezioni sulla base delle indicazioni del proprio comitato tecnico-scientifico. Si potrà prescindere dall’accertamento della conoscenza dell’inglese e dell’informatica, solo in presenza di un attestato rilasciato da Università o enti certificati.

Al termine del percorso è previsto un esame finale che consiste in:

  • Una prova teorico/pratica per risolvere un problema tecnico inerente all’area tecnologica del percorso frequentato
  • Una prova scritta per valutare conoscenze ed abilità tecnico-professionali
  • Una prova orale in cui si discuterà di un progetto di lavoro sviluppato nel corso del tirocinio.

Per poter accedere all’esame, gli studenti sono tenuti a dimostrare di aver frequentato almeno l’80% delle lezioni e delle giornate di tirocinio.

In caso di esito positivo dell’esame, è rilasciato un Diploma di Tecnico Superiore con l'indicazione dell'area tecnologica e della figura nazionale di riferimento.
Il diploma conferisce, inoltre, diritto ad un certo numero di crediti utili in Università, qualora si proseguissero qui gli studi.

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