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Tutele del lavoro

Nell’ambito della presente sezione vengono affrontati i temi delle tutele e delle differenti misure che l’ordinamento riconosce a supporto del lavoratore nel corso del rapporto di lavoro, al momento della cessazione e, successivamente, qualora rimanga privo di impiego.

Per quanto attiene alla cessazione del rapporto di lavoro e, in particolare, al licenziamento, allo stato attuale, sono vigenti parallelamente due regimi normativi
- uno riguardante i casi di licenziamento di lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015, ai quali continuano ad applicarsi le disposizioni dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (L. n. 300/1970), nonché della Legge 15 luglio 1966, n. 604 (come modificati dalla Legge 28 giugno 2012, n. 92);
- uno relativo ai casi di licenziamento di lavoratori con contratto a tempo indeterminato “a tutele crescenti”, assunti dal 7 marzo 2015, regolato dalle previsioni del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 23.

Per l’ipotesi di recesso dal rapporto di lavoro da parte del dipendente (dimissioni), nel tempo, sono state introdotte disposizioni finalizzate a contrastare il fenomeno delle cosiddette dimissioni “in bianco”, anche attraverso l’utilizzo, a pena di inefficacia, di strumenti telematici di comunicazione del recesso. 

In tema di appalti, poi, la previsione della responsabilità solidale fra appaltante e appaltatore con riferimento alle obbligazioni retributive e contributive offre una tutela rafforzata in favore dei lavoratori impiegati negli appalti, ai sensi del Decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

Tenendo conto dell’evoluzione del mercato del lavoro, va segnalato il Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (come modificato dal Decreto Legge 3 settembre 2019, n. 101, convertito con modificazioni in Legge 2 novembre 2019, n. 128), recante norme specifiche a tutela del lavoro svolto mediante piattaforme digitali e, in particolare, dell’attività lavorativa dei ciclo-fattorini (c.d. riders). Per tutti i dettagli consulta la pagina dedicata.

In tema di ammortizzatori sociali, attualmente regolati dal Decreto Legislativo 18 agosto 2015, n. 148, la Cassa Integrazione Guadagni (ordinaria, straordinaria e in deroga) e i Fondi di Solidarietà si pongono quali strumenti, fruiti in costanza di rapporto di lavoro, finalizzati a sostenere economicamente il salario/stipendio dei lavoratori di imprese che si trovano in determinate situazioni di difficoltà, a fronte delle quali richiedono una riduzione o una sospensione del rapporto di lavoro.

Si ricordano, altresì, le misure di sostegno al reddito, come la NASPI (Nuova Assicurazione sociale per l’impiego) diretta a fornire sostegno al reddito ai lavoratori subordinati che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, e la DIS-COLL (Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa).

Infine, in tema di misure di politica attiva, il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150 ha provveduto al riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, con la riorganizzazione della Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro (per maggiori informazioni, vai al sito istituzionale dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, ANPAL).



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