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Sostegno alla disoccupazione

Nel corso degli ultimi anni il sostegno al reddito di chi si ritrovi privo d’impiego ha subito importanti modifiche, grazie ad una progressiva semplificazione dei vari trattamenti previsti e un ampliamento della platea dei possibili beneficiari. Da ultimo la Legge Delega n.183/2014 vuole concretizzare l’obiettivo di un’effettiva universalizzazione dei trattamenti, introducendo uno nuovo strumento fruibile per tutte le categorie di lavoratori.


NASPI
. Chi dovesse perdere involontariamente il proprio lavoro dall’1 maggio 2015 potrà richiedere la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASPI), che sostituisce sia l’ASPI sia la mini-ASPI operative dal 2013 grazie alla Legge n.92/2012.

La NASPI è individuata, dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n.22, come il nuovo strumento universale di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti del settore privato, ad esclusione di quelli agricoli. Sono quindi esclusi i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della pubblica amministrazione.

Per richiedere la NASPI è necessario:

  • possedere lo stato di disoccupato ai sensi del D.lgs. 181/2000. Sono comunque ammessi i lavoratori  dimessi per giusta causa o che abbiano risolto consensualmente il proprio rapporto di lavoro durante la procedura di conciliazione prevista dall’art. 7 della Legge 604/1966;
  • aver versato almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti;
  • aver svolto almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti il periodo di disoccupazione.

La durata del trattamento è pari alla metà delle effettive settimane di contribuzione del lavoratore, come già accadeva per la mini-ASPI. Per il 2015 e 2016 la durata massima della NASPI potrà essere di 24 mesi. Mentre, a partire dal 2017, sarà di 78 settimane. Rispetto invece alla precedente ASPI è ininfluente il requisito anagrafico del richiedente.

Per il 2015, l’importo mensile della NASPI è pari al 75% della retribuzione di riferimento precedente percepita dal lavoratore, nei casi  in cui questa non superi 1.195 euro. Per gli stipendi superiori è previsto un ulteriore 25%, calcolato sulla differenza tra la retribuzione del lavoratore e la parte eccedente i 1.195 euro. Dal quinto mese, il trattamento si riduce ogni mese progressivamente del 3%.

Qualora si trovi un lavoro di tipo subordinato di durata inferiore ai 6 mesi, la NASPI viene sospesa; nello specifico, nel caso di reddito inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale, il rapporto di lavoro a tempo subordinato superiore a 6 mesi non fa decadere il titolare dalla prestazione, ma viene corrispondentemente rideterminato l’importo dell’indennità. Mentre in caso di attività di tipo autonomo o parasubordinato è necessario inviare entro 30 giorni dal suo inizio una comunicazione all’INPS indicante il reddito che sarà presumibilmente percepito.

La NASPI può essere anche erogata in un'unica soluzione ai fini di avviare un'attività autonoma. 

La richiesta per avere la NASPI va presentata entro 68 giorni dall’inizio del periodo di disoccupazione.

Di fondamentale importanza per la fruizione del beneficio è il comportamento proattivo del disoccupato nel trovare una nuova occupazione. Il requisito della condizionalità prevede infatti un monitoraggio del soggetto durante il percorso di ricollocazione e della partecipazione alle iniziative proposte dal Servizio per l’Impiego.

L'Interpello n.13/2015 ha chiarito come possano accedere alla NASPI anche i lavoratori licenziati per motivi disciplinari e quelli che hanno accettato l’offerta economica proposta dal datore nella conciliazione agevolata introdottoa  dall'art. 6 del Decreto Legislativo n. 23/2015.

L'INPS ha comunicato, con il messaggio n.2971/2015, che dal 1° maggio 2015, sarà possibile utilizzare i consueti canali telematici per l’inoltro della domanda di NASPI. La Circolare n.94/2015 ha fornito le istruzioni operative per accedere al beneficio.

Il Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n.22 prevede anche altri due strumenti sperimentali di sostegno al reddito per particolari categorie: si tratta dei soggetti particolarmente svantaggiati con difficoltà di reinserimento nel mondo del lavoro (ASDI)  e dei lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata (DIS-COLL).
 

ASDI. È introdotto, in via sperimentale per il biennio 2015-2016, l’assegno di disoccupazione involontaria (ASDI), complementare alla NASPI.

L’ASDI è destinato ai soggetti in condizioni economiche di bisogno che non siano riusciti a trovare una nuova occupazione durante il periodo di fruizione della NASPI. Lo stato di disoccupazione deve quindi essere posseduto al momento della richiesta. È inoltre necessario che i beneficiari abbiano già fruito della NASPI per l’intera sua durata entro il 31 dicembre 2015.

L’assegno avrà una durata massima di sei mesi e sarà pari al 75% dell’ultimo importo percepito ai fini della  NASPI.

I criteri di assegnazione saranno stabiliti in un apposito Decreto interministeriale. Oltre alla valutazione dell’ISEE, sarà data priorità ai soggetti nei cui nuclei familiari siano presenti minori o agli over55 che siano prossimi alla pensione. Il Decreto si occuperà di indicare le caratteristiche del progetto personalizzato. Quest’ultimo potrà essere monitorato grazie ad un sistema informativo che collegherà i Servizi per l’Impiego e l’INPS, permettendo un’effettiva condivisione delle informazioni legate al profilo professionale del soggetto beneficiario.

 

DIS-COLL. Una nuova sperimentazione è prevista per il 2015 per i collaboratori coordinati e continuativi iscritti in via esclusiva alla Gestione separata,  per i quali  è previsto un nuovo trattamento di sostegno al reddito: la DIS-COLL.  Sono ricompresi nella platea dei beneficiari anche i collaboratori coordinati e continuativi della pubblica amministrazione.

I lavoratori parasubordinati beneficiari sono coloro che:

  • si trovino nello stato di disoccupato ai sensi del D.lgs. 181/2000 a partire dall’1 gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2015;
  • abbiano almeno tre mesi di contribuzione a valere dall’ 1 gennaio dell’anno solare precedente la cessazione del rapporto di lavoro;
  • abbiano almeno un mese di contribuzione nell’anno solare in cui si verifica la cessazione oppure abbiano avuto un rapporto di collaborazione di almeno un mese da cui sia derivata una retribuzione come minimo pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione.

La DIS-COLL potrà avere una durata  massima di sei mesi e l’importo sarà commisurato alle mensilità di contribuzione versata. La fruizione sarà comunque condizionata alla ricerca attiva di una nuova occupazione da parte del beneficiario.

Rispetto agli altri due trattamenti di sostegno al reddito introdotti dal D. Lgs. 22/2015, non ci sarà una contribuzione figurativa durante la fruizione della DIS-COLL.

La misura sperimentale non riguarda i percettori di un trattamento pensionistico.

La Circolare INPS del 27 aprile 2015 n.83 fornisce le istruzioni operative per accedere al beneficio che potrà essere richiesto a partire dall'11 maggio 2015. 






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