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Lavoro accessorio

Con lavoro accessorio si è inteso regolamentare quelle prestazioni lavorative non riconducibili alle tipologie contrattuali tipiche del lavoro subordinato o del lavoro autonomo, ma caratterizzate da un limite prettamente economico e dal pagamento attraverso dei voucher

Si tratta perlopiù di quelle attività lavorative che potrebbero collocarsi al di fuori della legalità, nell'ottica di una maggiore tutela del lavoratore.

Per contratto di lavoro accessorio si intende l’insieme di prestazioni lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a € 7.000 netti (€9.333 lordi) nel corso di un anno civile (dal 1° gennaio al 31 dicembre).

Qualora il committente sia un imprenditore o un professionista le prestazioni di lavoro accessorio rese a loro favore non possono eccedere il limite di € 2.000 nell’anno civile per ciascun lavoratore.

Il Decreto Legislativo n. 81/2015 ha confermato  il venire meno così della caratteristica dell’occasionalità - già eliminata dal Decreto Legge 76/2013 - e la possibilità che il lavoro accessorio possa essere usato per qualsiasi tipo di attività. Con il Decreto Legislativo n. 185/2016 è prevista una nuova comunicazione obbligatoria da inviare almeno 60 minuti prima dell'utilizzo dei buoni lavoro e una specifica sanzione amministrativa che va da 400 euro a 2400 euro per ogni rapporto di lavoro non comunicato.

Con la circolare n. 1 del 17 ottobre 2016, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito le indicazioni operative sull’utilizzo del lavoro accessorio, precisandone anche le modalità operative e individuando gli indirizzi di posta elettronica delle proprie sedi territoriali per l’invio delle comunicazioni relative all’inizio della prestazione lavorativa. 

Il lavoro accessorio si utilizza, quindi, in diversi ambiti: agricolo, commerciale, turistico, dei servizi, della Pubblica Amministrazione, rispettando comunque i vincoli di contenimento delle spese di personale previsti dalla normativa di settore, oppure, dai patti di stabilità interni.

È vietato ricorrere al lavoro accessorio per l'esecuzione di appalti di opere e servizi, fatte salve specifiche deroghe da individuarsi tramite un apposito decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 

In agricoltura sono previste alcune specifiche limitazioni, in particolare, questi datori di lavoro possono ricorrere al lavoro accessorio per le:

  • attività lavorative occasionali di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani under25. Per questi ultimi è necessario che l’attività sia compatibile con gli impegni scolastici, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, mentre potranno essere svolte in qualunque periodo dell'anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi universitari;
  • attività agricole, anche non stagionali, svolte a favore di piccoli produttori agricoli (aziende agricole cha hanno un volume d’affari non superiore a € 7.000) che non possono, tuttavia, essere svolte da soggetti iscritti l'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

I percettori di cassa integrazione salariale o di misure di sostegno del reddito, in qualsiasi settore produttivo, compresi gli Enti locali, potranno lavorare con contratto di lavoro accessorio per un compenso massimo di € 3.000 netti nell’anno civile. Tale limite per l’anno 2015, è da intendersi comprensivo anche delle prestazioni di lavoro accessorio già rese dal 1° gennaio 2015 al 24 giugno 2015. L’INPS è incaricato a detrarre la contribuzione figurativa dalle misure di sostegno, conguagliando con gli accrediti contributivi derivanti dal lavoro accessorio.

Per specifiche categorie di soggetti in stato di disabilità, detenzione, tossicodipendenza e per i beneficiari di ammortizzatori sociali è prevista la possibilità di ricorrere al lavoro accessorio, secondo una regolamentazione speciale che sarà individuata da un apposito decreto ministeriale.

Per il lavoratore, il compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sul suo stato di disoccupato o inoccupato.

I compensi percepiti con il lavoro accessorio concorrano alla determinazione del reddito utile per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno.

Il pagamento della prestazione occasionale di tipo accessorio avviene attraverso i cosiddetti voucher (o buoni lavoro) che garantiscono, oltre alla retribuzione, anche la copertura previdenziale presso l'INPS e quella assicurativa presso l'INAIL. 

Maggiori chiarimenti sul lavoro accessorio e sull'utilizzo dei voucher a seguito dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 81/2015 sono stati forniti dalla Circolare INPS n. 149/2015.

Per i buoni già richiesti alla data del 25 giugno 2015 si applicheranno fino al 31 dicembre 2015 le previgenti disposizioni che prevedevano un ricorso al lavoro accessorio nel limite dei € 5000 (5060 netti) per la totalità dei committenti e di € 2.000 per ciascun singolo committente.

 

Consulta le FAQ sulle comunicazioni necessarie 

I voucher o buoni lavoro costituiscono un particolare sistema per il pagamento delle prestazioni di lavoro di tipo accessorio che incorporano il compenso per la prestazione di lavoro, la copertura INAIL e il versamento dei contributi previdenziali all’INPS.

Il valore nominale di un buono lavoro è di 10 euro e tale importo è comprensivo della contribuzione (pari al 13%) a favore della gestione separata INPS, che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore, di quella in favore dell'INAIL per l'assicurazione contro gli infortuni (7%) e di un compenso al concessionario per la gestione del servizio, pari al 5%.

Il valore netto del voucher, cioè il corrispettivo netto della prestazione in favore del prestatore, è pari a 7,50 euro. E’, inoltre, disponibile un buono “multiplo”, del valore di 50 euro, equivalente a cinque buoni non separabili e un buono da 20 euro equivalente a due buoni non separabili. Il valore netto del buono “multiplo” da 50 euro, cioè il corrispettivo netto della prestazione in favore del lavoratore, è quindi pari a 37,50 euro; quello del buono da 20 euro è pari a 15 euro.

In attesa dell’emanazione del decreto previsto dal Decreto Legislativo n.81/2015 il valore nominale del buono orario è fissato ancora in 10  euro, fatto salvo nel settore agricolo dove è pari all'importo della retribuzione oraria delle prestazioni  di natura subordinata individuata dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni  sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

La norma ha, inoltre, disciplinato che i buoni lavoro devono essere:

  • orari
  • numerati progressivamente
  • datati.

La Circolare n.4/2013 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali precisa che, pur se il compenso per lavoro accessorio è esente da imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato, può concorrere alla determinazione del reddito annuo necessario per ottenere il permesso di soggiorno, ricordando che tale reddito dovrà essere superiore al livello minimo previsto dalla legge per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria.

La circolare n.4 precisa inoltre che il criterio per la determinazione del compenso del lavoratore accessorio si misura sulla prestazione oraria per evitare che con un singolo voucher da 10 euro si possano retribuire più ore, mentre una singola ora di lavoro accessorio potrà essere retribuita anche con più voucher.

Il superamento del limite quantitativo relativo al compenso e quello relativo alla durata possono trasformare il contratto di lavoro accessorio in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

 

Il Decreto Legislativo n. 185/2016 introduce una nuova procedura che permette la tracciabilità dei voucher, con l'obiettivo di contrastare forme illecite di lavoro accessorio.

Con la Circolare INL n. 1 del 17 ottobre 2016, ferma restando la dichiarazione di inizio di attività da parte del committente già prevista nei confronti dell'INPS dalla circolare 149/2015, sono state fornite le indicazioni operative per il personale ispettivo sull'applicazione delle nuove disposizioni che prevedono:

  • Per gli imprenditori non agricoli o professionisti l'obbligo di inviare via email alla sede territoriale dell'Ispettorato nazionale del lavoro, almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione, la comunicazione contenente i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l'ora di inizio e di fine della prestazione
  • Per gli imprenditori del settore agricolo sarà necessario inviare la comunicazione con le stesse tempistiche e modalità, ma oltre i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, dovrà essere indicato il il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a tre giorni.

Tali comuncazioni andranno effettuate via email, senza allegati, agli indirizzi di posta elettronica delle sedi territoriali dell'Ispettorato nazionale del lavoro, indicate nella predetta circolare.

Il personale ispettivo dovrà tenere in considerazione l'assenza delle indicazioni operative nel periodo compreso tra l'entrata in vigore del D. Lgs. 185/2016 e la circolare n. 1 dell'INL.

Al termine della creazione di una infrastruttura tecnologica in grado di semplificare la modalità di comunicazione, la medesima potrà avvenire anche tramite SMS oppure con altre modalità indicate da un apposito decreto ministeriale.     

Resta comunque vigente l'obbligo per il datore di lavoro di comunicare all'INPS il proprio codice fiscale/partita IVA, la tipologia di committente/di attività, i dati del prestatore (nome, cognome, codice fiscale), il luogo di lavoro, la data d'inizio e fine della prestazione (indicando i giorni o periodi di effettiva prestazione). La comunicazione, da inviare dal giorno successivo all'acquisto dei Buoni lavoro e prima dell'inizio della prestazione, può avvenire:

  • telefonando al Contact Center INPS-INAIL 803164 gratuito da rete fissa (o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico)
  • collegandosi al sito www.inps.it e attivare la connessione alla pagina Lavoro Accessorio
  • andando personalmente in una sede INPS.

L'operazione di comunicazione è indispensabile per l'attivazione del buono lavoro, la riscossione da parte del prestatore e il corretto accredito dei contributi e vale per l’assicurazione antiinfortunistica a fini INAIL; la mancata comunicazione comporta l’applicazione della 'maxisanzione’, di cui all’art. 4, comma 1, lett. a), della Legge n.183/2010.

Le modalità di riscossione e la loro tempistica variano rispetto al canale di acquisto. Di fatto, i prestatori potranno riscuotere i buoni lavoro entro due anni (per i voucher distribuiti dalle sedi INPS e per quelli acquistati presso uno sportello postale) o entro dodici mesi (per i voucher acquistati presso tabaccherie, banche popolari abilitate o tramite il servizio di Internet Banking del Gruppo Intesa San Paolo) dal giorno dell’emissione.

L’Allegato alla Circolare INPS n.149/2015 illustra la procedura per l’utilizzo telematico dei buoni lavoro a seguito del Decreto Legislativo n.81/2015.

 - Buoni cartacei

Il Decreto Legislativo n.81/2015 ha previsto per i committenti imprenditori o liberi professionisti, l’obbligo di acquistare esclusivamente con modalità telematiche. Possono pertanto accedere alla modalità cartacea  i committenti non imprenditori o professionisti.

Dal 31 agosto 2015 non è più possibile acquistare i voucher cartacei presso le Sedi INPS.

 - Buoni telematici

Nel caso di buoni telematici, per la loro riscossione bisogna prima accreditarsi sul sistema informatico dell’Inps. 
Lo si può fare attraverso una delle seguenti modalità:

  • sportelli Inps;
  • nel sito Inps, seguendo le indicazioni del Manuale fornito dall’Istituto;
  • contact center Inps/Inail (numero gratuito da numero fisso 803164 oppure da cellulare al n. 06/164164, con tariffazione a carico dell'utenza chiamante).

Avvenuto l’accreditamento, Poste Italiane provvederà ad inviare al lavoratore la carta magnetica (INPS card) per accreditare e riscuotere i compensi versati dal committente attraverso i voucher, per ricevere materiale informativo e i moduli delle ricevute da utilizzare a fine del rapporto. 
La sottoscrizione dell’INPS card non è obbligatoria ai fini della riscossione del compenso, che potrà avvenire anche attraverso un bonifico domiciliato presso un qualsiasi ufficio postale.

- Buoni acquistati presso gli Uffici Postali

Presso tutti gli uffici postali sono in vendita i Buoni Lavoro del valore nominale di 10 €, o buoni multipli del valore nominale di 20 € e 50 €, disponibili in carnet di 25 buoni. Per l’acquisto è previsto il versamento all’ufficio postale della commissione di 2,50 € (+ IVA) per la singola operazione di emissione dei buoni lavoro, fino ad un massimo di 25 voucher (equivalenti ad un carnet).

Il datore di lavoro può acquistare i Buoni Lavoro (in contanti o tramite Postamat) presentando la tessera sanitaria per la lettura del codice fiscale. Il limite giornaliero di acquisto è pari a 5.000 € lordi.

La riscossione dei Buoni Lavoro può avvenire presso tutti gli uffici postali a partire dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro accessorio ed entro due anni dal giorno dell'emissione .
Il prestatore, al momento della riscossione presso l’ufficio postale, deve presentarsi con la propria Tessera Sanitaria - per la verifica del Codice Fiscale - e con un documento di identità valido. 
Effettuato il pagamento viene rilasciata un ricevuta riepilogativa di tutti i voucher che sono stati pagati al prestatore. Nei casi in cui il buono lavoro non risulti pagabile, il prestatore dovrà rivolgersi alla sede INPS.

 - Buoni acquistati nelle tabaccherie autorizzate

E’ possibile riscuotere i buoni lavoro anche presso i tabaccai aderenti all’iniziativa. Per l'elenco completo clicca qui.

L'operazione è possibile dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro accessorio fino a un anno dall'emissione dei voucher, per un importo massimo di 500 euro. Chi li riceve per riscuoterli deve presentarsi con la propria Tessera Sanitaria definitiva o con il tesserino del codice fiscale, per la verifica del Codice Fiscale. Effettuato il pagamento viene rilasciata un ricevuta riepilogativa di tutti i voucher che sono stati pagati.

 - Buoni acquistati agli sportelli bancari abilitati

L'Istituto centrale delle banche popolari italiane e l’INPS, a partire dal 2011, hanno siglato delle convenzione per l'erogazione dei voucher lavoro accessorio anche attraverso il canale bancario nazionale e, attualmente, il servizio di vendita e riscossione è attivo presso gli sportelli degli istituti bancari convenzionati

I Buoni Lavoro sono riscuotibili, presso gli sportelli delle banche abilitate, presentando il proprio codice fiscale e un documento valido di riconoscimento, a partire dalla ventiquattresima ora successiva al termine della prestazione di lavoro accessorio e fino ad un anno dall'emissione. Prima del pagamento, l’operatore di sportello controlla che i dati del lavoratore corrispondano a quanto dichiarato dal datore di lavoro all’INPS. A pagamento avvenuto viene rilasciata un ricevuta di pagamento a notifica dell’operazione svolta.

Nei casi in cui il buono lavoro non risulti pagabile, il prestatore deve rivolgersi alle sedi INPS.

- Buoni acquistati tramite il servizio di Internet banking Intesa San Paolo e riscossi presso i tabaccai 

Dal 6 giugno 2014, i buoni Lavoro si possono acquistare tramite il servizio di Internet banking delle Banche del gruppo Intesa Sanpaolo ed essere riscossi in contanti presso la rete delle tabaccherie convenzionate con Banca ITB.

Tramite questa modalità, il datore di lavoro può acquistare il numero dei buoni di cui ha bisogno - di qualsiasi importo fino a 500 € - e addebitarne il costo sul conto corrente, effettuando poi direttamente la stampa dei voucher.

I lavoratori potranno riscuotere i buoni in contanti presso le tabaccherie abilitate, per un importo massimo di 500 €, dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro accessorio ed entro un anno dal giorno dell’emissione. 
Il prestatore per riscuotere deve presentarsi esibendo - per la verifica del Codice Fiscale - la propria Tessera Sanitaria definitiva o il tesserino magnetico del codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate o la carta d’identità elettronica. Effettuato il pagamento viene rilasciata un ricevuta riepilogativa di tutti i voucher che sono stati pagati al prestatore. Nei casi in cui il buono lavoro non risulti pagabile, il prestatore deve rivolgersi alla sede INPS.

 

Per saperne di più consulta le FAQ 

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