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SPL

L’inclusione sociale attraverso il lavoro costituisce in tempi di crisi uno dei banchi di prova più importanti per società industriali in cui il fenomeno dell’emarginazione comincia a coinvolgere fasce di popolazione sempre più ampie.
Nell’Unione Europea, decine di milioni di persone vivono in condizioni di svantaggio. Giovani, disabili, immigrati, lavoratori poco qualificati, ex detenuti, adulti espulsi dal mercato del lavoro che si trovano non solo in condizioni di deprivazione ma hanno enormi difficoltà ad uscire dallo stato di bisogno. Perché privi di prospettive, sprovvisti di competenze professionali adeguate, in condizioni di minorità psicologica o motoria.

Secondo la Commissione europea, questa è una delle principali cause del rallentamento dell’economia italiana degli ultimi anni insieme alla rigidità del mercato del lavoro, alla scarsa competitività dei prodotti, a tassi di crescita anemica nelle regioni del Sud e alla bassa formazione media dei lavoratori.

Il progetto SPL (servizi per l'inclusione socio- lavorativa dei soggetti svantaggiati con il concorso dei Servizi per il Lavoro) nasce dall’esigenza di diffondere una vera e propria cultura dell’integrazione in ambito sociale e lavorativo.

Nonostante i progressi compiuti nell’ultimo decennio infatti, particolari categorie di soggetti svantaggiati, soprattutto disabili ed ex detenuti, faticano a trovare un posto di lavoro capace di renderli autonomi.

Così, i tanto citati principi di uguaglianza e di pari opportunità vengono nella pratica disattesi.
“Servizi per l’inclusione socio-lavorativa con il concorso dei Servizi per l’Impiego” agisce lungo tre direttrici: potenziare il sistema dei Servizi per il Lavoro, sviluppare la rete pubblico/privata dedicata al sostegno dei processi di inclusione socio- lavorativa delle persone svantaggiate ed integrare le politiche del lavoro con quelle formative e socio-sanitarie.



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