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Realizzare una campagna di crowdfunding

La giacca resistente al vento e all’acqua, la stampante 3D dalle dimensioni ultraridotte che si attiva tramite smartphone, il coprimaterasso intelligente che analizza i dati del sonno e ancora l’ombrello hi-tech che risolve il problema dello sgocciolamento o le camicie da abbottonare senza bottoni. Tutte idee, o meglio sogni nel cassetto, realizzatesi con campagne di crowdfunding, una forma di finanziamento dal basso che muove dall’esigenza di reperire le risorse finanziare per attuare un progetto. La raccolta fondi si basa su una moltitudine di donazioni, anche piccole, che ricevono come contropartita delle ricompense. Il tutto avviene tramite una delle tante piattaforme informatiche in costante crescita anche in Italia: Eppel, Kickstarter e Indiegogo, solo per citarne alcune. Si parte da una buona idea, che sia un oggetto di design, un prodotto hight-tech o un progetto editoriale, poi arriva il momento di convincere la folla (crowd) a crederci e a finanziarla. Affinché una campagna di crowdfunding abbia successo occorre seguire delle regole. Una strategia improvvisata può minare fortemente il successo e far fallire anche un buon progetto. La creatività da sola non basta a sviluppare un’idea. Prima del lancio occorre pertanto un’attenta pianificazione. A chi sta pensando di avvicinarsi al crowdfunding forse potrebbe sfuggire che senza un investimento iniziale non si può creare né una piccola né una grande fortuna. L’esperienza insegna che, prima di partire, è necessario predisporre un budget e investire in tempo e in risorse. Inoltre, nel pianificare una raccolta fondi occorre concentrarsi sulle caratteristiche del prodotto o del servizio oggetto della campagna, avendo chiara quale esigenza si andrà soddisfare. La consapevolezza del costo minimo per realizzare un dato prodotto o per fornire un servizio si rivelerà essenziale per la scelta della giusta piattaforma.

Questa forma di finanziamento dal basso funziona, lo dicono i numeri considerando che stando alla fotografia scattata dalla crowd-company Starteed nel 2016 sono stati raccolti ben 91,7 milioni di Euro. Ma c’è di più. Altro aspetto fondamentale da considerare è che il successo del crowdfunding negli ultimi anni è imputabile anche all’interesse delle grandi aziende che vi vedono uno strumento da impiegare nell’ambito della comunicazione. Ad attirare è la notiziabilità di una campagna di crowdfunding. Con i suoi valori, le istanze di partecipazione, la meritocrazia, la trasparenza, il crowdfunding ha raggiunto la fame di essere uno strumento smart e innovativo, positivo ed efficace. Le aziende vi si approcciano per validare socialmente un prodotto, per ricercarne il mercato. Qui s’incontrano economia e comunicazione, il terreno è fertile per sperimentare nuove opportunità di business.

 

Nella scheda che segue presentiamo tutti i passaggi per realizzare una vincente campagna di crowdfunding!

Preannunciare la raccolta fondi

Prima dell’effettivo lancio, può dare una marcia in più preannunciare la campagna di crowdfunding su una pagina di pre-lancio su una delle piattaforme esistenti in rete. La fase di pre-lancio dura dai 60 ai 90 giorni e si rivela essenziale per capire se ne vale la pena o meno iniziare la raccolta fondi. In questa fase, occorre valutare anche la propria forza sui social media. Non basta solo il numero dei follower, magari poco interessati al progetto. Occorre invece pianificare i contenuti su Istagram, Twitter, Facebook o altri social. Una strategia avviata quattro o cinque mesi prima assicura nuovi follower interessati alla futura campagna

Curare gli aspetti legali e fiscali

Chi avvia una campagna di crowdfunding deve avere consapevolezza che si sta impegnando con coloro che fanno una donazione sia da un punto di vista legale a realizzare il proprio progetto, sia ad usare tutti i fondi raccolti per quel dato fine, infine ad inviare l’eventuale ricompensa pattuita. Di conseguenza può essere utile scegliere la formula All or Nothing, quest’ultima prevede la restituzione delle donazioni ricevute nel caso non si raggiunga il budget prefissato. È necessario tenere a mente che i finanziamenti ricevuti dal punto di vista fiscale sono delle donazioni e che alcune ricompense possono richiedere l’applicazione dell’iva. Può essere utile, infine, specificare se il soggetto che lancia la campagna è ad esempio una onlus e se vi sono dei vantaggi fiscali per i donatori

La strategia e la timeline

Per cominciare bene, può essere utile seguire le orme delle campagne finanziate con successo studiandone le funzionalità. Subito dopo bisogna pensare al target di riferimento, definendo gli utenti potenzialmente interessati alla propria idea che dovranno finanziarla, individuare i giornalisti che potranno diffondere l’iniziativa, tener conto anche di coloro che vorranno ricevere un’eventuale ricompensa. In questa fase, va definita anche la timeline che comprende il pre-lancio, il periodo della raccolta fondi, la fase che segue la conclusione della campagna. Utile predisporre un calendario delle attività che comprenda comunicati stampa, post sui blog, contenuti sui blog, campagne pubblicitarie, accordi e così via

Predisposizione del budget

Il successo di una campagna dipende anche da un’attenta predisposizione delle spese da sostenere, compresi i costi di preparazione della campagna, di produzione e di spedizione delle ricompense, le spese per la consulenza legale e fiscale, infine i costi per ufficio stampa, pubbliche relazioni, campagne pubblicitarie online e offline

Coinvolgere con una storia

In linea di principio, nessuno parteciperà ad un’iniziativa che non emoziona solo per il gusto di donare dei soldi. Ogni progetto per coinvolgere più finanziatori possibili deve essere raccontato in maniera chiara, spiegandone le caratteristiche e come verranno utilizzati i fondi raccolti. Deve essere subito evidente cosa i sostenitori riceveranno in cambio. Per far appassionare gli utenti alla propria storia possono risultare efficaci immagini, grafici e infografiche nonché video di approfondimento

L’efficacia di un video

Chi sta pensando di finanziare un progetto è sicuramente curioso di guardare in faccia il suo ideatore, è importante dunque fare una buona impressione presentando il proprio progetto, spiegando come lo si vuole realizzare in modo coinvolgente, e farlo in massimo 3 minuti. Inoltre, occorre catturare l’attenzione durante i primi 10 secondi, perché è in quel frangente di tempo che la gente decide se continuare a vederlo o meno. Dunque, occorre tagliare sull’introduzione e lasciare i dettagli alla fine. Non occorre spendere migliaia di euro ma neanche affidarsi all’improvvisazione perché se un video piace può diventare un utilissimo strumento di marketing e diventare virale sui social

L’importanza delle ricompense

Le campagne di maggior successo offrono mediamente 8 ricompense. Bisogna distinguere tra quelle riservate ai singoli utenti e quelle destinate ai grandi donatori come aziende e altri partner. Le ricompense sono importanti in quanto hanno il potere di convincere a contribuire alla donazione, sia che siano prettamente simboliche come i ringraziamenti pubblici, sia che si tratti di ricompense di prodotto, o di sconti, offerte e coupon fino ad arrivare al coinvolgimento attivo nello stesso progetto

Il supporto degli utenti fidelizzati

Chi ben comincia è a metà dell’opera, proverbio quanto mai più veritiero se applicato a una raccolta fondi. Dunque, per cominciare bene bisogna assicurarsi almeno il primo 30% del budget con il supporto degli utenti fidelizzati. Questo servirà a richiamare altri finanziatori. Il meccanismo è di tipo psicologico, è lo stesso che si scatena ad esempio nella scelta di un ristorante, quello vuoto in genere non attira nessuno, così diventa difficile diventare il primo donatore di una campagna ancora senza alcuna donazione. Pertanto, la spinta iniziale deve venire dalla propria cerchia di sostenitori. Di conseguenza occorre muoversi bene anche offline organizzando eventi dove presentare il prodotto e dove raccogliere e-mail per portare nuovi potenziali donatori sulla piattaforma. Può essere utile anche creare un network. Si stima che il 50-70% dei finanziatori sono quelli che sono stati attirati sulla piattaforma proprio dagli ideatori di una campagna di crowdfunding

La pianificazione di una campagna stampa

Ultimo passo ma non meno importante degli altri è riuscire ad ottenere l’attenzione dei media. Ultimo perché è risaputo che alla stampa e ai blog non piace parlare di progetti che ancora non abbiano avuto successo, deve esserci la notizia. Di conseguenza l’errore più diffuso che si possa commettere è quello di contattare i media quando si hanno ancora zero donazioni. Per preparare una buona campagna stampa si comincia nella stesura di una mailing di giornalisti, blogger autorevoli, influencer potenzialmente interessati al progetto a cui inviare un comunicato stampa dopo aver raccolto un dato numero di donazioni. Nel comunicato è bene presente in maniera chiare la campagna in modo di attrarre il vasto pubblico del web e con esso nuovi finanziamenti

L’impostazione del tempo

Ogni piattaforma di crowdfunding chiede l’impostazione del tempo entro il quale raggiungere il proprio obiettivo. Occorre sfatare un mito: più tempo non significa più soldi! In verità, le campagne più brevi sono anche quelle che hanno maggior successo. Una scadenza prossima sollecita un potenziale donatore ad affrettarsi a contribuire al progetto, piuttosto che rimandare ad un secondo momento. La scelta giusta potrebbe essere tra i 20 e i 30 giorni.

 

Per saperne di più sul Crowdfunding leggi l’approfondimento di Cliclavoro!

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