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3And Factory School: la formazione fra tradizione e innovazione

Se l’ambito calzaturiero è sempre stato fonte di passione e si ha la concreta volontà di trasformarla in una professione, la 3And Factory School di Porto Sant’Elpidio, nelle Marche è la realtà che fa al caso giusto. La scuola in questione infatti propone corsi di formazione aperti a tutti, con l’obiettivo di qualificare o riqualificare l’attività professionale dei partecipanti nel campo delle calzature, dalla progettazione tridimensionale delle scarpe, fino alla concreta realizzazione delle stesse.

L’istituto di formazione accreditato presso la Regione Marche ha una storia molto recente. “Siamo nati nel 2017 - racconta Giuseppe Vindigni, 33enne direttore della scuola -, grazie al fermo desiderio di due imprenditori illuminati del nostro distretto calzaturiero, Sandro Cicconi e Andrea Remoli, di formare giovani talenti. L’idea su carta – continua - si è quindi concretizzata nella volontà di trasmettere alle nuove generazioni tutta la passione e la professionalità che da sempre caratterizzano il nostro vero Made In Italy, che oggi deve essere ritenuto la chiave di volta giusta per aprire alle aziende del territorio una strada verso la crescita e lo sviluppo”.

La formazione proposta dall’istituto tocca principalmente tre macro aree:

  1. Quella professionale per le aziende, orientandole nell’uso di macchinari e software innovativi;
  2. Quella privata per chiunque voglia acquisire o migliorare le proprie conoscenze e specializzarsi in specifici ambiti e lavorazioni;
  3. Quella di riqualificazione ed inserimento lavorativo, per cui la 3And Factory School è divenuta una Manpower Academy nazionale.

“In collaborazione con Manpower infatti - spiega il Direttore della scuola - organizziamo e svolgiamo percorsi formativi completi di 240 ore, volti a qualificare o riqualificare giovani inoccupati del territorio per poi favorirne l’inserimento lavorativo in azienda. I percorsi in oggetto mettono a disposizione dei ragazzi aule attrezzate di tutto il necessario e docenti altamente qualificati e sono totalmente gratuiti per i partecipanti”. “La nostra scuola è unica - prosegue Vindigni - e si differenzia dalle altre del panorama nazionale principalmente per il fatto che nasce nel cuore di un indotto produttivo storico e per mano di imprenditori che ancora oggi lavorano in maniera altamente professionale nel settore calzaturiero”. Questo difatti permette concretamente ai corsi proposti di essere strettamente legati alla realtà lavorativa, permettendo a chi li frequenta di apprendere tutte le nozioni necessarie per divenire valide risorse professionali con un rilevante valore aggiunto. “Inoltre - aggiunge il Direttore -, la nostra realtà ripone un’attenzione particolare anche nei materiali utilizzati dagli allievi. La tendenza infatti è quella di utilizzare materie prime sempre più ecosostenibili, sperimentandone spesso oltretutto di nuove e naturali”.

L’ambito calzaturiero è fortemente artigianale e tradizionale, ma oggigiorno strizza l’occhio anche a innovazione e tecnologia. “Ci troviamo in un momento storico in cui l’uso delle tecnologie innovative è divenuto ormai imprescindibile per chi vuol far crescere la propria azienda – dichiara Vindigni –; ma in un mondo storicamente artigianale come quello calzaturiero, il fascino e l’importanza del sapere artigianale non può e non deve essere superato. Per questo la nostra realtà si pone come scopo quello di creare figure professionali che abbiano una forte conoscenza delle nuove tecnologie, partendo però sempre da un’artigianalità di base, perché senza di quella, la tecnologia risulterebbe molto meno utile ed efficace. L’obiettivo è quindi quello di formare dei veri e propri artigiani digitali del futuro, che sappiano utilizzare al meglio strumenti e tecnologie, al fine di mettere a punto un sapere artigianale tradizionalmente Italiano che da sempre affascina tutto il globo”. E il “distretto della scarpa” apre le porte ai giovani oggi come non mai. “Il mondo della calzatura in Italia è del tutto cambiato - dice Vindigni -, perché le aziende di settore sono sempre più strutturate: seguono infatti concetti etici e disciplinari precisi, lavorando in ambienti automatizzati e stando maggiormente attenti alle necessità e qualità di vita dei propri dipendenti”.

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