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A scuola di crowdfunding

Chi l’ha detto che il crowdfunding è uno strumento utile solo alle startup? I progetti da finanziare attraverso piattaforme o portali non devono essere per forza imprenditoriali. La modalità di raccolta fondi attraverso il web si presta anche ad altre applicazioni. Ad esempio, la scuola.  
Il mondo della formazione utilizza sempre di più i finanziamenti "dal basso" attraverso piattaforme di raccolta fondi predisposte ad hoc sulle esigenze degli istituti.

Le piattaforme di crowdfunding legate all’istruzione sono molto utilizzate anche all’estero: la più conosciuta è DonorsChoose dove docenti e studenti pubblicano le loro campagne per raccogliere fondi. Anche in Italia si sta diffondendo, coinvolgendo istituti che vanno dalla scuola primaria all’università. La prima piattaforma di crowdfunding aperta da una università, ad esempio, è stata creata a Pavia: Universitiamo sostiene la ricerca scientifica. Poi esistono iniziative che aiutano progetti legati al territorio come Finanziami il tuo futuro, la piattaforma per il local crowdfunding.

Ma la piattaforma per la scuola più nota è School Raising. Sempre più istituti si affidano a questo strumento per migliorare ambienti e attrezzature, organizzare viaggi-studio, soddisfare esigenze didattiche straordinarie. Ad esempio, al momento tra i progetti che si possono finanziare sulla piattaforma, troviamo “Una biblioteca tutta per noi!”, un progetto per finanziare la costruzione di una nuova biblioteca per l’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Fermo Corni” di Modena; il progetto “odontotecnico” ovvero la possibilità di dotare l’Istituto Professionale “E.Orfini” di Foligno di un indirizzo “odontotecnico”; l’acquisto di 2 LIM (lavagna interattiva multimediale) per il plesso di Salassa, scuola primaria in provincia di Torino; La Notte dei Classici 2020 organizzato dal Liceo Classico Linguistico F. Petrarca di Trieste, il sostegno a una rassegna di spettacoli, musica, dibattiti e letture per unire le due anime del liceo, l’indirizzo classico e quello linguistico. Quest’ultima iniziativa, ad esempio, ha raccolto più di 3000 euro per l’evento che si svolgerà a gennaio.

Gli ambiti dunque sono i più disparati e anche la tipologia di struttura è trasversale: dalla primaria al liceo. La piattaforma offre la possibilità di selezionare l’ambito a cui fa riferimento il progetto, per dare poi istruzioni su come realizzare la campagna di crowdfunding. Le aree sono l’alternanza scuola-lavoro (viaggio studio all’estero), l’arte (workshop di violino, ad es.) , innovazione e responsabilità civica (arredi nuovi per una didattica più innovativa, una cucina per diversamente abili), riqualificazione strutture e materiali scolastici, robotica (progetti e nuovi laboratori), scienze (studiare le api per analizzare i livelli di inquinamento, esperienze educative, progetti europei), viaggi.

“Abbiamo portato al successo più del 70% dei progetti. Questo perché affianchiamo ogni progettista nell’individuare gli elementi necessari per una campagna, affinché il progetto diventi un valore condiviso per la comunità territoriale e tematica”, si legge nel sito della piattaforma.

Uno degli aspetti più interessanti e positivi di questo strumento è certamente la sinergia che si crea tra i diversi attori. Ad esempio, la possibilità per i giovani di venire a contatto con aziende e startup del territorio. È interessante citare il caso virtuoso  - di circa un anno fa - delle quattro classi del Liceo Archimede di Acireale (Catania) e della loro esperienza di alternanza scuola-lavoro. Ognuna delle  classi ha concluso i due anni del percorso impresa simulata con un viaggio a Berlino, Praga e Valencia, per incontrare e confrontarsi con alcune startup del territorio.

La campagna del progetto Your Valence for our Valencia ad esempio ha avuto un ottimo risultato: 109% del budget raggiunto (per un totale di 5.035 euro raccolti) prima della chiusura della campagna. “La capacità di comunicare e fare storytelling del nostro progetto sono state decisive. Hanno aderito in tantissimi”, ha commentato Rosario Faraci, Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Catania, coordinatore scientifico del Progetto. Il coinvolgimento delle imprese del territorio è stato molto alto. “Le imprese sostengono i giovani sempre, soprattutto quando si tratta di avvicinarli alla conoscenza del complesso mondo del lavoro. Anche loro hanno creduto alla valenza formativa del nostro progetto”, ha dichiarato Faraci. “Anche tantissimi professionisti. Qualche startup e molti studenti universitari ed ex universitari che, conoscendo il mio metodo di insegnamento basato sul modello dell’Università Capovolta (coinvolgere in prima persona e in modo attivo lo studente, ndr) sanno che c’è sempre da imparare in iniziative del genere”.

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