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Acceleratori di impresa

Incubatori, finanziatori, Business Angel, Venture Capitalist. Gli attori che ruotano attorno alla nascita di una nuova impresa, fin dal concepimento dell’idea imprenditoriale, sono molteplici.

La startup necessita infatti non solo di un forte sostegno economico e finanziario, ma anche di consulenze e, soprattutto, di esperti che siano in grado di mettere il progetto ancora in fase embrionale all’interno di una rete di relazioni e investitori per avere veloci prospettive di sviluppo.

Per definizione, una nuova iniziativa imprenditoriale ha la necessità di pianificare la commercializzazione di un’idea per crescere in dimensioni e fatturato in pochi anni, altrimenti viene soppiantata dalle dure leggi del mercato.

Per entrare nella rete dei potenziali investitori, accanto al tradizionale concetto di Incubatore d’Impresa che fornisce alle startup selezionate spazi di lavoro condivisi, programmi di consulenza e servizi di assistenza legati alla fase di avvio,  si sta affermando una nuova forma di aiuto: viene definita Acceleratore d’impresa e opera anch’essa all’interno della filiera di creazione e crescita delle startup. Come dice la parola stessa, tali programmi accelerano le startup favorendo l’incontro con gli investitori, combinano i servizi di incubazione con risorse, competenze ed esperienze specifiche finalizzate a validare l’idea di business e a lanciarla sul mercato.

I programmi di accelerazione sono considerati come l’evoluzione del modello incubatore e vanno a coprire un gap tra i principali modelli di finanziamento per le startup.

Si collocano infatti in una fase intermedia tra l’autofinanziamento o il ricorso ad amici e parenti e i Venture Capital (i grandi investitori istituzionali, ma non solo), ricoprendo un ruolo da Business Angels (singoli individui con cospicuo patrimonio disposti a impiegarlo nel capitale di rischio), ma in una forma più strutturata.

Tali acceleratori attuano infatti piccoli investimenti sistematici (seed) e hanno una presenza costante, con un forte affiancamento al progetto durante i mesi di incubazione.

Per tali caratteristiche, devono possedere esperienza e know-how nei settori di attività delle startup in modo da favorire il loro percorso di crescita.

A differenza dei business angels, i programmi di accelerazione solitamente fanno più investimenti in contemporanea su diverse startup e le decisioni di investimento sono prese dal management team mentre è raro che gli investitori individuali siano coinvolti in tali decisioni. Sono caratterizzati inoltre da relazioni più forti e continuative durante i mesi del programma.

Come gli incubatori, gli acceleratori forniscono alle startup selezionate spazi di lavoro condivisi, consulenza e assistenza, ma differiscono nel modello di business.

Gli incubatori infatti addebitano a tariffe agevolate i servizi offerti alle startup senza trattenere percentuali di equity (spesso sono enti non profit), mentre gli acceleratori si caratterizzano come società profit oriented che erogano i servizi di incubazione a fronte di un canone e/o di una partecipazione azionaria nella nuova società costituita o da costituire (la percentuale di equity trattenuta oscilla tra i vari programmi ed è compresa solitamente tra il 4 e il 40% del capitale sociale).

Tale partecipazione nel capitale della startup è un fattore fondamentale in termini di incentivazione e differenziazione tra incubatore e acceleratore.

Mentre gli incubatori forniscono un supporto finalizzato a mantenere l’impresa in vita nei primi anni “formativi” riducendone il rischio di fallimento, il modello degli acceleratori è finalizzato ad incrementare il valore delle startup per trarre guadagno dalla cessione delle quote istaurando con essa un rapporto più duraturo: il successo e il profitto dell’acceleratore è legato al successo e alla crescita della startup e gli sforzi e gli obiettivi vanno nella stessa direzione.

Sul piano degli investimenti, va ricercata anche la differenza tra acceleratori e Venture Capital. I Venture Capital sono specializzati nel raccogliere, da investitori istituzionali e privati benestanti, capitali (2 milioni euro circa) da investire in imprese giovani ad alto potenziale che abbiano già iniziato a mostrare qualche successo, mentre gli acceleratori finanziano solitamente con circa 20.000 euro le startup nella loro primissima fase (spesso senza un prodotto).

L’invio dei progetti agli acceleratori d’impresa è aperto a chiunque abbia un’idea da sottoporre.

Il processo di ammissione è molto selettivo e focalizzato su parametri comuni: consistenza e caratteristiche del team, valore dell’idea o del prodotto, potenzialità del mercato, livello di scalabilità del business e qualità della presentazione del progetto. Se l’idea è di interesse si procede ad organizzare incontri e presentazioni introduttive. Il programma ha una durata di incubazione compresa tra 3 e 12 mesi durante i quali i progetti selezionati ricevono supporto e fondi per la copertura delle principali spese portando l’idea da una fase concettuale ad un primo stadio di implementazione.

L’ammissione al programma comporta il trasferimento in un ufficio, se è prevista l’incubazione fisica (strutture comuni dove vengono affiancati da mentori e consulenti specializzati), e l’investimento. Spesso la startup non è ancora costituita in forma d’impresa: si procede alla costituzione in questa sede o in momenti successivi di investimento. Si procede quindi alla validazione dell’idea di business, allo sviluppo del prototipo e al test di mercato.

A conclusione del programma si tiene un evento durante il quale i team hanno la possibilità di presentare la propria idea a potenziali investitori. Le startup che hanno concluso il programma entrano a far parte di una community.

I principali vantaggi offerti dalla partecipazione ad un programma di accelerazione sono:
  • validazione dell’idea di business con test di mercato in un ambiente controllato
  • inserimento in una proficua rete di relazioni attraverso gli eventi organizzati per permettere ai fondatori di presentare (in maniera più o meno formale) la propria startup ad altri imprenditori ed investitori
  • disponibilità di partners e mentori che possono guidare la crescita della startup offrendo consigli professionali (ad es. su fondamenti del business, branding, marketing e comunicazione)
  • aumento della credibilità: gli investitori sono più sicuri in quanto la reputazione dell’acceleratore certifica in prima persona la qualità della startup
  • supporto di altri team “incubati” attraverso la creazione di un’atmosfera di interazione spontanea con la condivisione di idee, competenze e contatti
  • alta visibilità attraverso il Demo Day finale e la copertura di questi eventi da parte della stampa specialistica
Startup Factories è la guida ai programmi di accelerazione nell'Unione europea. Si è sviluppata dal progetto di ricerca NESTA che ha analizzato l'ascesa di tali programmi negli Stati Uniti e in Europa dopo aver evidenziato la necessità di informare circa i programmi disponibili in Europa.

Sulla base di queste analisi, sono stati presentati gli acceleratori più importanti in Italia e in Europa.

Sul fronte nazionale, sono sei gli acceleratori più rilevanti:
  • H-Camp (H-Farm Seed Ventures): il nuovo programma di accelerazione di H-Farm Seed Ventures che, a febbraio 2013, è entrato a far parte del Global Accelerator Network, l’organizzazione internazionale alla quale partecipano i principali incubatori mondiali
  • Techpeaks: un programma di accelerazione di 4 mesi organizzato da Trento Rise, l’associazione che connette i principali attori del settore ICT, in collaborazione con Trentino Sviluppo
  • PoliHub: l’incubatore del Politecnico di Milano gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano, con il contributo del Comune di Milano, mediante la società strumentale PoliHub Servizi Srl
  • Working Capital: l’acceleratore di impresa di Telecom Italia, con programmi a Milano, Roma, Catania e Bologna, che investe nelle migliori startup italiane del settore digital
  • Luiss Enlabs: l'acceleratore frutto della join venture tra l'università Luiss ed Enlabs, uno dei più importanti incubatori d'impresa in Italia. Luiss gestisce un programma di 5 mesi fornendo una rete di consulenti e una connessione diretta con il mondo imprenditoriale
  • Barcamper: l’acceleratore itinerante di Dpixel (venture capital), pensato per favorire la cultura dell’innovazione nei territori di riferimento
A livello europeo, di notevole importanza troviamo due acceleratori inglesi: Techstars London, il primo programma di accelerazione in Europa. È molto selettivo e offre più di 100mila dollari per ogni startup, 3 mesi di incubazione ed è sostenuto da 75 società di venture capital e business angel; Seedcamp: l’acceleratore con la più estesa rete di contatti con investitori internazionali, dal 2007, ha accolto più di 100 startup, offre tre mesi di accesso agli uffici presso il Google Campus di Londra e 4 settimane di specializzazione negli Stati Uniti.

Di acceleratori ve ne sono moltissimi e si classificano, oltre che per il servizio offerto, anche per il settore di attività delle startup che accolgono. Per fare qualche esempio, sempre tra gli acceleratori più rilevanti secondo Startup Factories, vi è la tedesca Black Forest Accelerator (acceleratore per persone che amano l’innovazione ma anche stare a contatto con la natura), la francese 33entrepreneurs (il più importante acceleratore al mondo per le startup che si occupano di enologia, gastronomia e turismo), l’irlandese Female Propeller for High Fliers (programma dedicato all’imprenditoria femminile, sostenuto da Enterprise Ireland, l’agenzia governativa che supporta le nuove imprese), l’estone Game Founders (il primo acceleratore dedicato al gaming in Europa).
  • Italia Startup Visa: programma promosso dal Ministero degli Affari esteri e il Ministero dello Sviluppo Economico per attrarre imprenditori innovativi provenienti da tutto il mondo
  • Italia Startup: primo Osservatorio permanente su startup e il mondo di innovazione aziendale in Italia, in collaborazione tra gli altri con il Ministero dello Sviluppo Economico
  • PNI Cube: portale degli incubatori d’impresa universitari
  • Mind-the-bridge: acceleratore d’impresa e scuola per startupper italiana con sede a San Francisco, che porta i migliori startupper a lezione nella Silicon Valley

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