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AgriArché, una cooperativa all'insegna dell'inclusione e della biodiversità

Declinare l’agricoltura, un settore centrale per l’economia italiana, attraverso i canoni dei valori sociali. È il progetto Agricoltura Sociale Lombardia, nato con il fine di favorire l’inclusione di persone con disabilità o in situazioni di disagio, con un occhio di riguardo allo sviluppo delle comunità locali. Attiva ormai da diversi anni, nel corso del tempo l’iniziativa è riuscita a creare una rete di programmi che coinvolgono persone con disabilità, detenuti o ex detenuti, rifugiati, minori a rischio, anziani e donne in difficoltà.

All’interno di Agricoltura Sociale – attualmente la rete vanta 119 realtà mappate su tutte le 12 province della Lombardia – una delle storie più interessanti è senz’altro quella di AgriArché, nata nell’aprile 2016 dalla storica cooperativa sociale Arché di Castel Goffredo, in provincia di Mantova. In prima linea dal 2000, l’associazione ha sviluppato progetti e servizi che si rivolgono a ragazzi, bambini e famiglie.

In questo contesto, AgriArché ha concentrato le sue attività lavorando sull’intreccio tra inclusione lavorativa e tutela ambientale, un connubio realizzato grazie all’impegno di operatori e operatrici impegnati sul campo. Tenendo fede alla missione di salvaguardare le comunità locali, il progetto è cresciuto all’interno del territorio di Castel Goffredo, un’area caratterizzata da una forte vocazione agricola ma segnata dalla crisi economica. «La nostra sfida più grande è quella di garantire un lavoro reale e non assistenziale, remunerato il giusto e che tenga conto dei diritti delle persone: vogliamo lanciare forte il messaggio che l’inclusione passa attraverso processi di riconoscimento e di legalità e che in agricoltura questo è non solo possibile ma anche e soprattutto un dovere», ha spiegato la responsabile innovazione qualità di AgriArché, Monica Ploia. A questo scopo, la rete di agricoltura sociale, attraverso progetti autoimprenditoriali, corsi di formazione professionale, tirocini e percorsi di alternanza, è orientata su ragazzi e ragazze con fragilità.

Dal punto di vista produttivo, l’attività di AgriArché è dedicata principalmente alla coltura e alla vendita di ortaggi in fase di certificazione biologica; la cooperativa inoltre produce l’erba amara, ingrediente base dei “tortelli amari”, un prodotto tipico di Castel Goffredo. AgriArché prende parte ai mercati contadini nel mantovano e possiede due punti di consegna nei comuni limitrofi, oltre a un centro presso la sede della cooperativa.

Oltre all’inclusione lavorativa e sociale, la cooperativa opera anche sulla tutela dell’ambiente e della biodiversità. AgriArché, infatti, contempla progetti focalizzati direttamente sulla terra in quanto tale: allo studio c’è la possibilità di realizzare un autentico museo a cielo aperto, con un’ampia tipologia di vegetazione da catalogare, di un orto didattico rivolto al pubblico e di un’area creativa che riguardi il lavoro sul campo. Sono già attive, invece, attività specifiche di orto-terapia per ragazzi provenienti da percorsi educativi e riabilitativi. Un’ulteriore iniziativa riguarda un progetto di welfare da proporre alle aziende del territorio, includendo la consegna di ortaggi ai dipendenti.

Grazie a un lavoro credibile, riconosciuto tanto dalle persone quanto dalle istituzioni locali, l’impegno di AgriArché è stato premiato dalla vittoria del bando “Coltivare Valore” della Fondazione Cariplo. In virtù di questo risultato, all’interno di AgriArché sono previsti 4 inserimenti lavorativi, 16 tirocini extra curriculari, 40 giovani coinvolti in percorsi di orto-terapia, 30 in alternanza scuola-lavoro, 400 famiglie coinvolte in laboratori didattici.

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