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Allevare pesci e produrre ortaggi: così nasce la startup sostenibile The Circle

“Da impatto zero a impatto positivo”.  È ad effetto la frase di presentazione di The Circle, startup nata ufficialmente a gennaio 2017. Quattro ragazzi, tutti classe ’92, hanno deciso di fondare un’azienda agricola innovativa, costruita su un modello di sviluppo sostenibile in grado di produrre cibo ed energia, senza alcun impatto sull’ambiente. Un team giovane, composto da ragazzi che si sono conosciuti al liceo e alcuni di loro hanno poi condiviso anche il percorso universitario.

“Ci siamo sempre confrontati con la volontà di trovare un modello di business originale, ed eravamo partiti dall’idea di recuperare scarti alimentari per produrre energia. Ma l’alto costo iniziale di questo tipo di business ci ha fatto aguzzare l’ingegno, e siamo arrivati insieme all’acquaponica, che unisce all’interno dello stesso circolo virtuoso l’acquacoltura e l’idroponica”, spiega uno dei fondatori, Thomas Marino, Direttore strategie e comunicazione. Ma in cosa consiste l’acquaponica? Con questa tecnica vengono accoppiati l’allevamento di pesci e la produzione di ortaggi. Con questo sistema viene garantita una maggiore resa e una maggiore velocità di crescita delle piante coltivate. I pesci nella vasca creano scarti organici e ammoniaca; l’acqua nella quale sono presenti specie batteriche consente di trasformare ammoniaca e scarti organici in nitriti e nitrati. Questi ultimi rappresentano un fertilizzante organico eccellente per le piante. L’acqua che non viene assorbita torna nuovamente pulita ai pesci, creando un circolo chiuso virtuoso e sostenibile.

“Il nostro sistema è in grado di risparmiare il 90% di acqua rispetto all’agricoltura tradizionale senza utilizzare concimi chimici o diserbanti – racconta Thomas -. Andiamo oltre il concetto di impatto zero e vogliamo arrivare a essere a impatto positivo. L’ambiente che si crea all’interno degli impianti di produzione è un ecosistema in equilibrio dove piante e pesci vivono in simbiosi. I pesci adatti per questo tipo di allevamenti e coltivazioni sono tutti i pesci di acqua dolce, nello specifico Tilapie, Trote, e Gamberi d’acqua dolce”.

Ma come si concretizza poi questa attività sul mercato del lavoro? “Abbiamo lavorato a 360 gradi molto bene a livello di comunicazione, e abbiamo messo molta determinazione nel nostro ingresso sul mercato – spiega Marino -. Solo per fare un esempio, tra i nostri clienti ci sono una serie di ristoranti di qualità che scelgono di utilizzare prodotti sostenibili, e se gli chef che hanno ottenuto stelle Michelin utilizzano i tuoi prodotti questo è un sinonimo di qualità che viene riconosciuto da tutti. In più c’è da dire che proprio la sostenibilità della produzione è un requisito a cui ormai molti clienti sono attenti e che noi possiamo certificare. Effettuiamo una vendita diretta ma abbiamo attivato da poco una partnership con Deliveristo per consegnare anche nel Nord Italia. Per adesso operiamo soprattutto nel centro Italia con un focus particolare su Roma. Stiamo lavorando però per un espansione su tutto il territorio nazionale”. 

La startup è inserita in un network, wwwworkers camp. “È importante far parte di questi network e fare rete, per mettere insieme le migliori competenze che ci sono sul mercato e fare questo cambio di passo per quanto riguarda la sostenibilità delle produzioni e la qualità del prodotto finale – spiega con entusiasmo il fondatore -. Quello che inoltre possono portare questi network è visibilità e presenza su altri canali che allargano ancora di più il reach potenziale di un’azienda come The Circle”.

Negli ultimi due anni The Circle ha avuto una presenza costante sui principali mass media. “La forza della neonata azienda è quella di aver scavalcato il recinto dell’azienda verde e dell’azienda di giovani. The Circle si è posizionata come azienda innovativa a tutto tondo ed è riuscita a collocarsi in un’area non ancora presidiata”, spiga Marino. 

Complessivamente più di 20 milioni di persone sono venute a conoscenza di The Circle e dei valori che questo brand porta con sé: innovazione, sostenibilità, imprenditorialità giovanile, qualità italiana, idee.  “Abbiamo vinto il premio Road To Green 2020 e Storie di Economia Circolare, abbiamo partecipato inoltre come Speaker principali al più importante evento di coltivazioni verticali svoltosi a Londra il 22-24 settembre, Vertical Farming world congress”.

Tanti successi accompagnati anche da qualche difficoltà. “La più grande difficoltà che mi sentirei di citare è la lentezza di tutto il sistema che ruota attorno a noi. Siamo un’azienda giovane che in tre anni di attività è arrivata ad avere 5 dipendenti e tanti collaboratori, si lavora tanto, ma il sistema non risponde alla stessa velocità. Dalla banca ai bandi troppo burocratici, alle leggi e ai regolamenti che procedono con lentezza. La difficoltà più grande è che ci siamo sentiti un po’ soli fino a ora, ma nonostante questo siamo riusciti a farci valere e ad ottenere fondi europei a fondo perduto, per sviluppare la nostra attività”. 

Progetti per il futuro? “In questo momento abbiamo molte strade aperte: Vogliamo realizzare il 1° ettaro di produzione acquaponica d’Europa e quindi il più sostenibile impianto di produzione d’Europa. Stiamo lanciando il nostro ecommerce con in vendita dei di prodotti trasformati come Pesti e sughi pronti, poi prepariamo il lancio di Verticale, un impianto di coltivazione domestico di nuova generazione. Per fare tutto questo e dopo aver dimostrato che il nostro modello funziona, ora vogliamo iniziare a scalare”.

Tanta forza e determinazione che porta i ragazzi a voler lanciare entro la fine dell’anno una campagna di equity crowdfunding per arrivare a raccogliere una cifra che consenta uno sviluppo più rapido dell’attività. “L’idea è di portare a bordo investitori: abbiamo già avuto contatti e manifestazioni di interesse, ma ora è arrivato il momento di entrare nella fase concreta di questa operazione. Poi abbiamo un progetto di e-commerce in rampa di lancio e pensiamo allo sviluppo di un prodotto di coltivazione domestico. Oltre a questi abbiamo in cantiere  impianti che possano dimostrarsi utili per enti pubblici e privati che vogliono innovare all’interno delle città”.

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