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Aprire un'associazione culturale

Aprire un’associazione è utile anche a condividere interessi e passioni per raggiungere lo stesso obiettivo. Infatti la possibilità di poter portare avanti progetti comuni è il vero punto di forza dell’esperienza associativa. Le tipologie di associazione possono essere diverse: generiche, di volontariato, di promozione sociale o quelle dilettantistiche sportive.

Ma come si apre un'associazione culturale non lucrativa? Per prima cosa le persone che decidono di aprire un’associazione senza fini di lucro non si pongono come obiettivo principale il guadagno ma hanno altre finalità, per esempio di tipo culturale, sociale, ricreativo o legati al volontariato. L’associazione nasce solo grazie a più persone che decidono di unirsi, creando un gruppo che è molto importante per avere a disposizione risorse e competenze variegate. Dopo aver creato il gruppo si può procedere alla redazione di un atto costitutivo e di uno statuto dell'associazione.

  • L’atto costitutivo è l’accordo tra più soggetti di istituire un’associazione che deve contenere la denominazione dell’ente, lo scopo, il patrimonio e la sede.
  • Lo statuto dell’associazione che viene redatto per iscritto deve contenere al suo interno: la denominazione dell’associazione; l’oggetto sociale; il rappresentante legale dell’associazione; l’assenza di fini di lucro e l’impossibilità di dividere i proventi dell’attività tra gli associati; l’orientamento a principi di democrazia e uguaglianza delle norme sull’ordinamento interno; la previsione degli stessi diritti per tutti gli associati; le cariche sociali devono essere elettive; la previsione di un rendiconto economico-finanziario obbligatorio le cui modalità per l’approvazione devono essere predeterminate; gli associati o i partecipanti devono avere pari diritto di voto per approvare e modificare lo statuto, i regolamenti e per nominare gli organi direttivi dell’associazione; la previsione della libera eleggibilità degli organi amministrativi; l’operatività del principio del voto singolo e la sovranità dell’assemblea dei soci, associati o partecipanti, assieme ai criteri di ammissione ed esclusione; la previsione di idonei criteri e forme di pubblicità delle convocazioni assembleari, delle deliberazioni dei bilanci o rendiconti; l’intrasmissibilità delle quote e dei contributi associativi (ad eccezione del trasferimento a causa di morte) e la loro rivalutabilità; la modalità di scioglimento con obbligo di devolvere il patrimonio alla cessazione dell’associazione ad enti che perseguono la stessa finalità. 

Dopo aver completato questi passaggi è possibile richiedere il codice fiscale dell’associazione presso un ufficio locale dell’Agenzia delle entrate attraverso la compilazione del modello AA5/6 o tramite raccomandata. Dopo aver ottenuto il codice fiscale si deve registrare l’atto e lo statuto all’Agenzia delle Entrate presentando il modello 69, due originali dell’atto da registrare, una marca da bollo da 16 euro ogni 4 facciate o 100 righe, il modello di pagamento F23 per l’imposta di registro in cui vanno inseriti: all’interno del campo 6 il codice dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate dove si intende effettuare la registrazione; nel campo 9 la causale RP (registrazione atto privato), nel campo 11 il codice tributo 109T, nel campo 13 l’importo dell’imposta di registro da versare pari a 200 euro.

Poi l’associazione è libera di decidere se aprire o meno la partita Iva.

Il modello Eas deve essere presentato entro 60 giorni dalla costituzione dell’associazione ed è lo strumento usato per comunicare i dati fiscalmente rilevanti all’Agenzia delle entrate e ogni volta che vengono fatte delle modifiche devono essere inviate entro il 31 marzo dell’anno successivo. Il modello si può inviare in via telematica.

Le associazioni culturali possono svolgere numerose attività riguardanti il cinema, lo spettacolo, l’arte, la cultura, lo sport, l’educazione civica e sociale, la protezione ambientale, l’istituzione di corsi e le tematiche sociali di varia natura. Alla base del successo di un’associazione c’è l’organizzazione, grazie alla condivisione di idee e alla realizzazione delle attività con tutti i soci.


Dopo aver visto tutti i passaggi più burocratici, scopriamo quali sono i fattori di successo alla base di un’associazione culturale. 

  • Organizzazione. Per poter raggiungere gli obiettivi con efficienza, è sicuramente utile stabilire compiti e funzioni. Serve, insomma, un organigramma dove sono tracciate le attività che devono essere portate avanti dai singoli soci. In questa ottica registrare uno storico di quanto fatto può essere un primo passo per stabilire gli obiettivi di medio e lungo periodo, facendo tesoro dell’esperienza maturata per le iniziative future. 
  • Motivazione. Le persone sono il fulcro dell’associazione. Credere in quello che si fa è un fattore indispensabile per determinare il successo di un’associazione. Come mantenere vivo lo spirito di iniziativa? Sicuramente attraverso la valorizzazione delle caratteristiche dei singoli soci e coltivando lo spirito di squadra. Ad esempio, il Presidente potrebbe essere un “garante” che verifica e trasferisce la fiducia reciproca e le buone prassi. 
  • Partecipazione. Nel gruppo è necessario che ognuno svolga un ruolo ben preciso ma che, allo stesso tempo, possa partecipare attivamente all’individuazione degli obiettivi e delle attività. Lo statuto dovrebbe essere lo strumento privilegiato per definire questo aspetto.

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