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Axieme, la startup che innova il mondo assicurativo

Rivoluzionare il mondo delle assicurazioni. È questa l’ambizione di Axieme, giovane startup, nata nel 2017, che ha ideato, sfruttando la tecnologia, un modo completamente nuovo per assicurarsi a vantaggio dell’utente, portando una ventata di novità e innovazione in un settore ancora molto statico e tradizionale.

“La prima social insurance italiana che avvera il sogno di ogni assicurato perché la promessa di Axieme è quella di rendere più equo il sistema assicurativo" spiega Matteo Gallo, uno dei tre fondatori di Axieme. "Per fare questo, utilizziamo il sistema give back: rimborsiamo una parte del premio pagato se alla scadenza della polizza non sono avvenuti sinistri. Il rimborso dipende dalla tipologia di polizza, si va da un 20 al 40% del premio pagato”.

La cosa innovativa è che il risparmio avviene se si assicurano insieme un gruppo di persone. “La piattaforma Axieme riunisce gli assicurati con una copertura all’interno di un gruppo che noi chiamiamo cerchia e tiene traccia dei sinistri che avvengono all’interno tra i vari membri. Alla scadenza della polizza, sarà il comportamento della cerchia a determinare il give back. Con quale logica? Minori sinistri uguale a maggiore give back”. Il give back è l’elemento premiante di risparmio per gli assicurati. “Lo facciamo grazie ad un algoritmo proprietario che abbiamo sviluppato noi che permette di calcolare il give back da ridare all’assicurato. Siamo gli unici che in base al numero dei sinistri restituiamo una parte. Quando acquisti una polizza noi forniamo una user e una password per entrare sulla piattaforma, su cui gli assicurati hanno a disposizione in modo trasparente tutte le tue informazioni, dalla cerchia di riferimento al valore del give back”.

“Quello che abbiamo cercato di fare è stato di innescare un meccanismo innovativo che permette all’assicurato di risparmiare assicurandosi insieme agli altri”. Rientrano nell’economia di sharing anche se a Gallo non piace questa etichetta. “Questo termine oggi è un po’ abusato, quindi si rischia di fare un po’ di confusione”. La parte innovativa risiede nell’utilizzo della tecnologia: “Ci distinguiamo dagli altri anche per la proposizione all’utente: c’è un simulatore che pone delle domande e fa una proposta. Il tipo di proposizione e l’utilizzo della piattaforma sono gli elementi digital che ci contraddistinguono”.

Ma come è nata l’idea? “L’idea nasce alla fine del 2016 da Edoardo Monaco che attualmente è l’amministratore delegato di Axieme ed è un broker assicurativo. Ci siamo conosciuti all’Università. Dopo qualche anno all’estero, è rientrato in Italia, mi ha raccontato l’idea e io, che mi occupavo del mondo finanziario e bancario, ho accettato la sfida. Entrambi convinti che potesse essere un’idea di valore sul mercato”. Al loro business mancava la parte collegata al mondo IT e come scelta strategica hanno ritenuto importante che fosse interno all’azienda e hanno coinvolto Marco Pollara, il terzo fondatore. Si sono aggiunti poi altri due collaboratori. Il team, ad oggi, è costituito da 5 persone che lavorano al progetto, tutti con un’età che oscilla dai 30 ai 35 anni. “Abbiamo inoltre dei collaboratori esterni legati al mondo assicurativo che ci supportano con la loro esperienza”. 

Ma l’avvio dell’attività non è stato esente da difficoltà. “Possiamo considerare due macro mondi, il primo è quello generale delle difficoltà legate a chi vuole fare impresa in Italia, trovare i primi soldi per far partire l’idea e tutte le competenze necessarie alla realizzazione del progetto. Nessuno di noi in un primo momento si poteva permettere di autofinanziare l’azienda. Quindi abbiamo fatto un primo “Family and Friends”, abbiamo raccolto i primi soldi da amici e familiari che hanno comprato delle azioni della società e con quelli siamo partiti”. Poi c’è il secondo tema legato al mondo assicurativo. Noi operiamo in un mercato molto regolamentato e se vogliamo un po’ obsoleto, quindi c’è un discorso reputazionale molto forte: noi giovani ci siamo affacciati sul mercato assicurativo quando tutti conoscono e si affidano a grandi società più conosciute come Generali, Axa, Alliance; quindi il primo anno è stato complicato per cercare di far crescere un po’ di fiducia sul nostro marchio. Inoltre, essendo broker assicurativi non abbiamo prodotti nostri, quindi l’altra grande difficoltà è stata quella di andare dalle compagnie, spiegare il nostro modello, trasmettere serietà, in modo che potessimo usare i loro prodotti. In questo primo anno si fatturava poco o niente, ma l’obiettivo è stato quello di far crescere la credibilità verso il brand e nei confronti delle compagnie assicurative. Poi pian piano con un brand riconosciuto abbiamo cominciato a vendere i prodotti assicurativi”.

“Attualmente stiamo facendo un equity crowdfunding: abbiamo raccolto 430mila euro, puntiamo ad arrivare a mezzo milione, e in più abbiamo raccolto altri 550mila euro da Invitalia, ci hanno accettato la domanda di finanziamento, quindi al momento abbiamo un totale di 1 milione di euro di raccolta”.

Progetti futuri? “Oggi offriamo solo polizza per la casa. Da settembre offriremo anche altri ambiti, ancora da definire. L’unica cosa di cui siamo certi è che non vogliamo entrare nel mondo dell’auto. Quindi, assicurazione vita, infortunio, viaggio, ad esempio”.
Accanto al Be to customer (la polizza per la casa offerta a privati e professionisti), da un mese hanno lanciato Be to Business: “Con Axieme business offriamo la nostra piattaforma tecnologica a banche, retailer (Carrefour, Esselunga, ad es.), assicurazioni, affinché possano offrire polizze utilizzando il nostro modello ai propri dipendenti, clienti, fornitori. Vendiamo la nostra tecnologia”.
Il consiglio che Matteo Gallo si sente di dire a chi vuole lanciare la propria idea imprenditoriale è quello dinon arrendersi mai perché i momenti di sconforto ci saranno sempre, anche per le idee brillanti. La paura è normale. Il mio consiglio personale è quello di partire in team, perché in gruppo si superano più facilmente le difficoltà. La differenza la fa la resilienza, chi di fronte alle difficoltà va avanti. Siamo in un momento storico in cui c’è la possibilità di fare impresa, grazie ad agevolazioni di pubblici e privati; non replicate cose già esistenti sul mercato, cercate di produrre qualcosa in cui siete esperti e non arrendetevi alle prime difficoltà”.

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