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BeyondTheBox, Intelligenza Artificiale al servizio delle competenze

“Offriamo a persone e imprese un mercato aperto, etico, connesso e inclusivo per accedere alle competenze degli altri e condividere le proprie”, si presenta così l’innovativa startup Beyond the box. “Troppe volte durante la nostra carriera da manager abbiamo avuto la necessità di confrontarci con qualcuno che potesse supportarci per affrontare le nuove attività che ci venivano assegnate. Nelle PMI le risorse sono poche e ci ritrovavamo a cercare risposte online, perdendo tempo ed entusiasmo - spiega Aleksandra Maravic, CEO di BeyondTheBox -. Le “competenze” presenti sul mercato sono principalmente appannaggio dei recruiter o comunque degli intermediari del mercato del lavoro tradizionale. Tutti basati sui CV, bacheche di profili inevitabilmente condizionati da fattori potenzialmente discriminatori: età, genere, luogo di residenza, precedente esperienza lavorativa.

Nulla consentiva all’impresa di accedere in modo semplice e veloce alle competenze necessarie. E allora ci abbiamo pensato noi: con BeyondTheBox voglio dare la possibilità a tutti di avere a disposizione le competenze di centinaia di esperti ogni volta che se ne ha bisogno”, racconta Aleksandra Maravic.

Ma come funziona? Si tratta di una piattaforma che, grazie all’Intelligenza Artificiale, mette in contatto manager e imprenditori con le competenze specifiche delle persone attraverso una videochiamata di 20 o 40 minuti, in modo che possano ricevere aiuto per le loro sfide quotidiane. Dopo avere espresso il proprio quesito, gli utenti della piattaforma possono accedere a competenze specifiche, selezionate dall’intelligenza artificiale, e apprendere attraverso l’interazione. “Niente profili, preventivi e recensioni fra cui scegliere a fatica, quindi, ma un processo semplice, inclusivo e veloce che permette a chiunque sia in grado di dare i giusti consigli su un’attività d’impresa di aiutare chi la sta svolgendo, proprio, in quel momento”, spiega la CEO. La piattaforma integra poi la gestione dei calendari per fissare l’appuntamento, che avviene online, e il pagamento a favore di chi ha offerto le competenze. “La nostra intelligenza artificiale, “Boxy”, realizza l’incontro fra descrizione dell’attività da svolgere e attestazione delle competenze, a livello logico e semantico. Chi cerca competenze per una determinata attività incontrerà solo le persone che hanno scoperto il proprio valore professionale nella capacità di aiutare qualcun altro a fare bene proprio quell’attività. L’algoritmo inverte le logiche di esclusione che guidano i classici processi di selezione, basati sui curriculum o sul passaparola, a favore di  un processo  di match perfetto che include e propone solo le competenze di cui l’utente ha bisogno”, chiarisce la Maravic.

I fondatori hanno rinunciato alla carriera per fondare la startup e dedicarsi alla realizzazione della loro mission. Aleksandra ha più di 10 anni di esperienza come export manager e business development in PMI Italiane e estere Di origini croate si batte attivamente per eliminare le discriminazioni sul mercato del lavoro soprattutto per le donne, discriminazioni che ha provato lei stessa. Il socio, Massimo, laureato in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano nel 2002, ha maturato significative competenze in ambito Amministrazione, Finanza e Controllo (AFC) e di gestione aziendale e anche lui ha un’esperienza decennale. Il team oggi si compone di 10 persone: i due fondatori, tre rapporti diretti per il marketing, lo sviluppo software e l’analisi dei dati, due senior advisor per l’architettura software e la marketing automation e due partner per l’esperienza utente e il digital PR.

Il percorso non è stato facile. “Abbiamo incontrato difficoltà perché non solo cerchiamo di portare una soluzione digitale all’interno di imprese “vecchio stampo”, ma soprattutto perché l’utilizzo della nostra piattaforma richiede anche un’apertura mentale e visione che non tutti gli imprenditori hanno. Risolviamo un problema concreto e non solo facciamo risparmiare soldi all’imprenditore, ma contribuiamo con il nostro modello alla crescita del singolo individuo che si sente molto più realizzato, coinvolto e utile all’azienda. Ma essere consapevoli che quelle difficoltà sono superabili grazie alla visione e all’impegno ci rende sereni e felici: è un privilegio che abbiamo scelto di costruire e conservare. È la nostra scelta”, spiega Aleksandra.

Nel rapporto con le istituzioni stanno facendo passi in avanti. “I temi sociali che trattiamo e ai quali abbiamo dato una soluzione concreta sono tanti, importanti e vicini a quelli affrontati dal “pubblico”: l’inclusione che elimina distanze, l’apertura che abilita sostenibilità, l’etica che abbatte disuguaglianze e disparità, la connessione per la crescita di imprese e persone. Non è semplice per chi viene dalla gestione d’impresa adattarsi al linguaggio, ai criteri e ai tempi delle istituzioni. Ma ora anche questo mondo così “lontano” comincia a notarci e ascoltarci: stiamo anticipando un futuro che è già in atto, un incontro fra domanda e offerta basato su elementi non convenzionali che è già realtà fra le persone ma che le organizzazioni tardano a comprendere. Dobbiamo darci solo un po’ di tempo”.

Nel dare un consiglio ai giovani che vogliono fare impresa e orientarsi su specifiche competenze, la giovane Ceo dichiara: Siamo stati educati a seguire un percorso di vita e lavorativo che altri disegnavano per noi. Un ciclo di assunzione, formazione, salario e carriera che richiedevano solo dedizione e sacrificio. Il modello che in /BeyondTheBox abbiamo osservato e fatto nostro ribalta la prospettiva: fissare i propri obiettivi e risultati attesi, meritarsi un compenso per averli raggiunti, attivare percorsi di crescita personale e aprire il proprio bagaglio professionale alla condivisione, all’accesso altrui. Quindi consapevolezza, confronto e condivisione sono le nostre parole chiave”.

In fase di ripartenza dopo l’emergenza sanitaria, ci sono già nuovi progetti. “Non ci siamo mai fermati. In piena emergenza siamo stati travolti dall’entusiasmo, la fiducia e il “cuore” con cui più di 40 persone – nonostante il difficile contesto economico del Covid – hanno risposto alla nostra campagna di crowdfunding in Marzo/Aprile e investito nella nostra startup. Siamo arrivati a raccogliere più del doppio dell’obiettivo minimo prefissato. E mentre agli altri era fatto divieto di licenziare, noi abbiamo potuto assumere i nostri primi dipendenti! E ora c’è l’estero che ci aspetta: mercati come gli USA e India sono probabilmente più che l’Italia pronti ad adottare il nostro modello e il nostro servizio. Dobbiamo solo poter tornare a volare”.

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