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Bloovery, il mercato floreale parla digitale

L’industria floreale all’ingrosso vale 14B di euro in Europa e serve oltre 50.000 fioristi; in Italia vale 750 milioni di euro e conta circa 12.000 fioristi. Numeri considerevoli che necessitano di un sistema produttivo efficiente ma che invece non è sempre all’altezza del mercato in cui opera. I processi di vendita e distribuzione sono lenti e l’acquisizione dei clienti avviene tramite agenti sul territorio. In questo ritardo “tecnologico” è riuscita a inserirsi Bloovery, una startup nata nel 2016 con la missione di innovare l’industria floreale grazie alla realizzazione di una piattaforma per la vendita e la distribuzione. L’idea nasce dall’esperienza del CEO e founder Simone Guzzetti,  ingegnere, prima in Vodafone come responsabile ecommerce, poi amministratore dell’azienda di famiglia che operava nei servizi di gestione del “verde”. In Bloovery, Simone ha unito così l’aspetto digitale al comparto floro-vivaistico, anche grazie all’incontro con l’altro Co-founder, Michele Dondi, laureato in Economia con diversi anni di esperienza come product manager nei servizi digitali.

“Il meccanismo è questo – spiega Simone Guzzetti -: i produttori portano i loro prodotti all’asta, dove vengono acquistati da grandi esportatori che poi li vendono a grossisti i quali, in ultimo, servono i negozi di fiori. Bloovery è riuscita a innovare un settore tradizionale come quello dei fiori: la piattaforma, sviluppata totalmente con tecnologia proprietaria, è la prima direttamente collegata alle aste olandesi dei fiori, dalle quali ogni giorno transita il 60% della produzione mondiale. I cataloghi sono sincronizzati in tempo reale, con valutazioni precise del miglior prezzo disponibile”.

I clienti di Bloovery sono tutti i professionisti del settore floreale (fioristi, garden center, floral designer e wedding planner) che hanno la possibilità di acquistare fiori, piante e accessori potendo scegliere da un catalogo web di oltre 15.000 articoli.

“L’innovazione di Bloovery sta nel poter offrire a tutti i fioristi i prodotti ad un prezzo fino al 30% inferiore rispetto alla concorrenza. Inoltre grazie alle nuove tecnologie semplifichiamo la user experience dei clienti e connettiamo in modo digitale i produttori ed i rivenditori del settore floreale. Questo sistema permette di abbattere gli sprechi di merce, tempo e denaro, ad esempio dimezzando il costo della componente logistica dal 15% al 7% del prezzo dei fiori”, spiega il founder Simone. Il meccanismo ha, inoltre, un impatto positivo a livello ambientale. “Generalmente i fiori – spiega Simone - vengono inviati da ogni Paese produttore in Olanda per essere messi all’asta e successivamente spediti per le destinazioni degli acquirenti, in alcuni casi tornando indietro nel Paese di produzione. Con lo sviluppo tecnologico del settore invece puntiamo ad evitare inutili spostamenti di tir per l’Europa, diminuendo così anche le emissioni di CO2”.

Alla nascita la startup si occupava solo di vendita ai consumatori privati legata al flower delivery, dal 2019 si occupa invece esclusivamente di ingrosso. I giovani fondatori hanno da poco lanciato su Mamacrowd una campagna di equity crowdfunding. “La campagna è stata prorogata fino a luglio dato il periodo di grande incertezza e arriva proprio nel momento in cui stiamo iniziando a strutturare Bloovery che passa dalla fase di test e validazione del modello alla fase di scale-up. Con la campagna abbiamo già raccolto oltre 100.000 euro da parte di investitori”, racconta Guzzetti.

L’espansione sui mercati esteri è certamente un fattore che cambierà le sorti della startup. “I fondi raccolti tramite la campagna saranno utilizzati proprio per completare lo sviluppo della piattaforma e della tecnologia per l’automazione della logistica e permettere a Bloovery di approdare nei primi due mercati europei, Francia e Spagna. Inoltre, obiettivo futuro è quello di creare la prima asta dei fiori digitale, accedendo così ai due mercati più grandi, UK e Germania. Il proposito più ambizioso è quello di continuare a crescere fino a diventare il riferimento in Europa per la vendita e la distribuzione di fiori all’ingrosso”.

Risultati e progetti importanti che hanno richiesto comunque impegno e sacrificio nella fase di avvio dell’impresa. “La difficoltà maggiore incontrata fino ad ora è stata l’integrazione tecnologica, dato che siamo stati i primi a farla abbiamo dovuto costruirla ex-novo con i nostri partner”.

In questo momento di emergenza e restrizioni, l’attività non si è fermata, anzi gli startupper hanno cercato di venire incontro alle esigenze di molti produttori che hanno dovuto, seppur temporaneamente, chiudere l’attività. “Lavoriamo da remoto al 100% dall’inizio del lockdown e questo non ha cambiato i nostri piani di sviluppo commerciale e tecnologico. Ovviamente la chiusura dei negozi di fiori per due mesi ha rallentato la crescita e gli obiettivi a breve termine, mentre quelli a medio/lungo termine restano invariati. In particolare, durante il lockdown abbiamo intensificato l'attività di sviluppo tecnologico, priorità assoluta per plasmare il settore del futuro, iniziando a lavorare con Royal FloraHolland (il consorzio di produttori che controlla l’asta dei fiori) per essere compliant con la nuova piattaforma che rilasceranno a settembre. Bloovery è oggi il primo e unico player integrato al mondo (sviluppo software più attività commerciale) a partecipare ai test”, spiega Guzzetti e conclude: “Per dare un supporto immediato ai fioristi, costretti alla chiusura, abbiamo riconvertito parte delle nostre risorse per mettere la nostra tecnologia a disposizione, al fine di aiutarli a vendere online i loro prodotti e consegnarli a casa dei loro clienti”.

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