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CAD: la Fabbrica della Creatività Digitale

Il Cantiere Analogico Digitale è il primo coworking e fablab nato in Italia. Infatti l’anno scorso grazie ai fondatori - Alessandra Barberio e Jonathan Castellucci – questa struttura innovativa è diventata una realtà della capitale a disposizione dei creativi, ridando vita a un luogo dismesso. Alessandra Barberio, la cofondatrice, racconta che “il CAD nasce da una discoteca dismessa in Via di Portonaccio, a Roma. Abbiamo voluto ricreare questo spazio suddividendolo e creando degli uffici, dei laboratori digitali, una sala prove nonché sala registrazione che viene gestita da uno dei più grandi dj della scena romana Loris Malaguti, in arte Gengis Khan. Poi la sala riunioni per dare la possibilità di ricevere i propri clienti. Il CAD è il primo coworking e fablab in Italia perché di solito queste due realtà sono divise, invece abbiamo voluto creare questo polo polifunzionale per avere appunto un movimento di gente in cui in una sola struttura trova tutto quello di cui ha bisogno, a livello lavorativo e a livello musicale. Un vero e proprio luogo di autoimprenditorialità”.

Il CAD vuole unire le realtà più innovative e attuali del panorama contemporaneo, quelle del fablab e del coworking, in un unico contenitore di idee dedicato all’innovazione digitale e multimediale. Un luogo dove la filiera della produzione - spiega Alessandra Barberio - si concretizza in un unico spazio”. Il Cantiere Analogico Digitale non si rivolge soltanto alle startup, ai freelance, agli artisti e ai creativi ma anche agli studenti per aiutarli con percorsi formativi nell’avvicinamento al mondo del lavoro. “Organizziamo dei corsi per gli studenti come per esempio per la stampa 3D, per il laser cutting, per la fresa, il plotter, i software, gli arduino e Photoshop. Cerchiamo una collaborazione anche con le istituzioni per poter far partecipare anche chi non può permettersi dei corsi perché oggi come oggi quello che noi insegniamo è il futuro, per lavorare in un’azienda è necessario avere determinate conoscenze che sono fondamentali per il futuro lavorativo di un ragazzo”, continua la cofondatrice di CAD.

Ma come si svolgono le attività all’interno del Cantiere Analogico Digitale? “Abbiamo chi si occupa della realtà virtuale e aumentata, in un’altra stanza c’è chi lavora con la senografia il cartone, abbiamo anche i videomaker e in un’altra stanza ancora abbiamo una startup che si occupa della creazione di vinili che vengono poi esportati in Europa e nel mondo. Tutte le esperienze di queste persone sono particolari perché ognuno ha avviato la propria startup e ha utilizzato questo spazio per creare un movimento culturale di idee. Per esempio i ragazzi della realtà aumentata sono riusciti a lavorare spostando la realtà virtuale nel mondo dell’architettura o, per esempio, la persona che si occupa della senografia del cartone, che ha 49 anni, prima faceva un altro mestiere ora ha aperto questa startup e ha realizzato per una pizzeria vicino al Tevere delle ruote di mulino di 3,60 metri con scenografie che sembrano legno e invece sono di cartone. Quindi siamo andati ad abbattere i costi, il peso dei materiali e il montaggio. Anche i ragazzi che fanno video - conclude Alessandra Barberio - hanno fatto una pubblicità per questa filiera di olio di oliva che si chiama Unasco, hanno creato lo spot pubblicitario del 2017 per questa grande associazione di oli. Quello che vogliamo creare noi è un polo di produzione creativa dove startup, liberi professionisti e artisti lavorano per promuovere loro stessi e la loro idea di business”. Da una discoteca dismessa è nato un luogo che offre opportunità lavorative e di formazione a tutti coloro che hanno idee innovative.

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