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Calzolai 2.0. L'intervista ai fratelli Del Vecchio

Si cercano calzolai o lustrascarpe”: tra gli annunci di lavoro oggi si trova anche questo.

Lavorare in bottega (o in azienda), con l’odore forte di suola, di pelle conciata e di lucido da scarpe, dove i clienti si recano per riparare il tacchetto, rivestire lo stivaletto o cambiare la cerniera alla borsa, è tornato di moda.

Nonostante oggi molte botteghe storiche siano sparite con l’avvento dell’industria, il settore calzaturiero made in Italy ha dimostrato di saper reagire puntando con decisione sull’export e sul digitale.

“Riparare è meglio che comprare”: sembra essere il motto dei fratelli Luca e Orazio Del Vecchio che dell’antica calzoleria di famiglia sita a Castelnuovo di Conza, in provincia di Salerno hanno “alzato i tacchi” decidendo di aprirsi a nuovi mercati e all’innovazione con una grande impresa e-commerce.

Prima dal nonno, poi dal padre Gerardo, hanno ereditato passione, curiosità, professionalità, manualità e abilità e si sono lanciati in rete: un sito internet, un negozio su Amazon, uno su Ebay e cinque punti vendita su tutto il territorio nazionale, così hanno continuato l’arte di famiglia

Da buoni mastri, creano cinture e borse, riparano scarpe, con la differenza che utilizzano i canali social per promuovere la propria creatività artigiana e organizzano i corsi di formazione per i giovani che hanno voglia di sporcarsi le mani.

Con passione, devozione e innovazione si sono reinventati ispirandosi al passato appreso in bottega per costruirsi un nuovo futuro, sulle orme dei Lustrascarpe ma al passo coi i tempi. Una riscoperta della cultura delle cose belle e di valore che ha permesso di rivitalizzare un mestiere che si pensava ormai in via di estinzione.

Nella loro routine d’impresa convivono vecchi attrezzi, pece, martello, chiodini, forbici, trincetto e pinze, e nuovi metodi di lavorazione artigianale. Tutto, nell’insieme, ha contribuito al successo dei due Calzolai digitali.

 

 

Luca e Orazio, cosa vi ha spinti a continuare a lavorare pelle e cuoio in un periodo in cui robot e intelligenza artificiale hanno sostituito manualità e manodopera?

La Bottega è sempre stato il nostro mondo, sin da piccolini ha fatto parte della nostra vita; la tradizione, la passione e l'inconfondibile odore delle pelli sono ciò che più di ogni altra cosa ci sprona ogni giorno a continuare il mestiere che il nostro bisnonno ha iniziato oltre 100 anni fa.

Eh sì, La Bottega del Calzolaio nasce nel 1916, quando Luca Del Vecchio, il nostro bisnonno appunto, inizia a lavorare nella bottega di suo zio, seguito da nostro nonno, nostro padre e poi noi.

È così che tutto è iniziato e anche noi siamo cresciuti tra pelli e cuoio, giocando e osservando nostro padre che tirava le pelli, che le utilizzava per creare nuovi accessori. Era bellissimo arrivare in bottega e sentire gli odori tipici del laboratorio ed era emozionante vedere come qualcosa di piatto e smembrato prendeva vita e diventava un accessorio indossato dai nostri clienti.

Quando abbiamo iniziato a lavorare in maniera attiva e professionale in azienda, intorno ai 18 anni, tutto è stato molto naturale e da allora non abbiamo mai smesso di aggiornarci, di formarci.

Le macchine, i robot, l'intelligenza artificiale non devono spaventarci, l'automazione sta cambiando il mondo del lavoro, ma non può sostituire le percezioni olfattive, l'esperienza della creazione del prodotto, le sensazioni al tatto. Dunque le macchine non potranno mai sostituire il nostro lavoro, ma sicuramente potranno migliorarlo. Noi stessi stiamo testando alcune nuove tecnologie (stampanti 3d, laser),  per capire come sfruttarne al meglio le possibilità, senza alcun timore che possano sostituirci, ma con la consapevolezza che possano essere un valido supporto.

Da artigiani a calzolai digitali. Come è cominciata la vostra avventura online?

Facendo parte della nuova generazione, siamo sempre stati attratti dal mondo digitale e abbiamo sempre cercato nuove strade per far crescere il nostro brand, far conoscere i nostri prodotti artigianali (cinture in pelle, portafogli, borse) e trasmettere la cultura della cura del piede e della scarpa consigliando ai nostri clienti i migliori prodotti, da noi scelti e testati personalmente in bottega.

Nel 2007 ci siamo rivolti ad un'agenzia per la realizzazione del nostro primo sito e, all'epoca, eravamo gli unici calzolai ad essere presenti sul web.

Le persone hanno iniziato ad apprezzare il fatto che un calzolaio fosse così all'avanguardia e questo ci ha fatto capire che eravamo nella direzione giusta, dovevamo solo insistere e perseverare, perché nulla accade all'improvviso, c'è sempre bisogno di tempo e sacrificio.

In questo percorso d’innovazione, dal punto di vista dei processi e delle metodologie di lavoro cosa rimane e cosa cambia rispetto al passato in Bottega?

L'innovazione digitale ha sicuramente apportato dei miglioramenti nei processi aziendali, a partire dalla sincronizzazione in tempo reale di tutti i punti vendita grazie ai software: in ogni momento, infatti, tutti conoscono lo stato di lavorazione dei prodotti e l'artigiano che si sta occupando dell'esecuzione del lavoro.

Inoltre, sebbene le lavorazioni siano più o meno le stesse rispetto al passato, non si può negare che siano cambiate le scarpe, i materiali su cui si lavora, i prodotti che si utilizzano, gli strumenti, le tecniche di lavorazione e i processi, che sono sicuramente più rapidi.

Insomma, il digitale ha cambiato l'approccio al lavoro da parte di tutti noi nell'ambito del flusso di lavoro, ma ciò che resta invariata, rispetto al passato, è la manualità, l'abilità che un buon artigiano deve possedere per eseguire al meglio le lavorazioni.

Nel 2013 vi siete lanciati in rete: prima un sito internet, un negozio su Amazon, uno su Ebay, più 5/6 punti vendita su tutto il territorio nazionale. Come gestite la vendita online e chi sono i vostri nuovi clienti?

Il 2013 per noi è stato l'anno della svolta, un cambiamento che però è partito dall'interno: abbiamo capito che per crescere dovevamo modificare il nostro approccio, digitalizzare ulteriormente i processi aziendali e migliorare ciò che già avevamo avviato, abbiamo capito l'importanza di investire in nuovi strumenti, in nuove tecniche, in formazione, ma soprattutto ci siamo resi conto che tutto questo non potevamo più gestirlo da soli. È allora che ci siamo affidati al nostro Digital Manager, Giuseppe Noschese, che grazie alla sua esperienza nel settore e-commerce e nel digitale non solo supporta costantemente la nostra attività di vendita online, ma ci aiuta a farla crescere.

Oggi, il nostro e-commerce è l'unico store online dove trovi cinture in vera pelle artigianale, i migliori prodotti per la cura del piede e della scarpa.

L'e-commerce, così come la vendita offline, ha bisogno di figure specializzate, pertanto oltre a noi, abbiamo il supporto di un team interno che si occupa della comunicazione, dell'assistenza pre e post vendita e di tutte le attività necessarie alla gestione delle vendite.

Proprio come nelle nostre botteghe, cerchiamo di prenderci cura dei nostri clienti come fossero fisicamente davanti a noi. Questo richiede notevoli investimenti in termini economici e di tempo.

Tutto è ripagato, però, dalla grande soddisfazione di riuscire a raggiungere nuovi segmenti di clientela che altrimenti non avremmo potuto acquisire: clienti che intercettiamo grazie alla nostra comunicazione online e ai social network, clienti che scoprono i nostri servizi e sono stupiti di trovare un calzolaio sul web con una proposta così ampia, ma anche clienti attratti dal made in Italy provenienti da ogni parte del mondo.

Meglio in bottega o con l’e-commerce? Quali sono i pro e i contro?

L'uno non prevarrà mai sull'altro, bottega e e-commerce sono ormai due mondi imprescindibili, soprattutto nel nostro settore, dove una presenza online è un vantaggio, ma la presenza offline è indispensabile;  gli utenti sono sempre più abituati ad utilizzare nuovi strumenti per affrontare i propri acquisti e il nostro obiettivo è proprio offrire tradizione online e innovazione offline.

Quanto ai pro e contro, possiamo evidenziare alcuni aspetti: in bottega è sicuramente più semplice spiegare le diverse lavorazioni, trasmettere fiducia, vi è una componente umana che online viene meno; l'online ci consente di allargare gli orizzonti e raggiungere nuovi clienti.

E se il limite geografico rappresenta l'aspetto negativo della bottega, la difficoltà di far percepire immediatamente la qualità del prodotto è il contro dell'online.

Sono partiti dei corsi di formazione all’interno della vostra azienda già da un anno. Qual è il riscontro da parte dei ragazzi? E dopo aver frequentato il percorso di formazione?

Il riscontro è davvero molto positivo e inaspettato, ci ha sorpreso scoprire quanti giovani hanno mostrato e continuano a mostrare interesse per il nostro antico mestiere.

Dopo il percorso di formazione, alcuni hanno aperto una loro bottega e altri sono stati assunti nelle nostre sedi, quindi possiamo dire di essere davvero felici e soddisfatti per aver dato la possibilità ai ragazzi che hanno partecipato di costruire il proprio futuro continuando la tradizione del calzolaio, mestiere quasi estinto.

Sicuramente lo scorso anno è stato un test, ora stiamo lavorando sui feedback per migliorare ulteriormente l'offerta formativa, rendendola sempre più flessibile e adeguata alle esigenze che ci sono state manifestate.

Sarebbe davvero bello se la formazione per i calzolai venisse istituzionalizzata, per dare nuova enfasi al nostro mestiere.

Quali i “trucchi del mestiere” appresi in bottega che si sono rivelati fondamentali per la vostra formazione e per avviare un’attività online?

Crescere in bottega ci ha dato la possibilità di apprendere una serie di trucchi del mestiere, che ci sono stati molto utili. Un esempio è la capacità di distinguere le pelli: il mercato delle pelli è molto vasto e variegato, pertanto saperne riconoscere e lavorare le diverse qualità ha costituito un forte vantaggio competitivo.

Molto importante, per noi, è stato anche sapere tutti i trucchi per testare i nuovi prodotti, per raggiungere un risultato migliore riducendo i tempi di lavorazione e imparare a consigliare il cliente nel modo giusto.

Siamo calzolai da 5 generazioni e questo ci è servito per conoscere nel tempo diverse tipologie di persone e scoprire come soddisfarne sempre le esigenze.

In futuro quali saranno le novità e i progetti?

Abbiamo appena lanciato e stiamo lavorando sul progetto  www.calzolaio.online, una piattaforma che rappresenta l'evoluzione della digitalizzazione del calzolaio. Il nostro intento è entrare nelle case delle persone con un servizio innovativo che permetterà a tutti di riparare le proprie calzature con un click, comodamente da casa.

“Siamo calzolai.. per passione” è il pay off del vostro slogan che sposa bene la vostra storia. Che consiglio dareste a chi vuole intraprendere questo lavoro?

Chi decide di diventare calzolaio deve avere molta pazienza e spirito di sacrificio, manualità e capacità di adattamento. È fondamentale, poi, la creatività e soprattutto, la formazione: non ci si può improvvisare calzolai, ma occorre tempo ed esperienza.

In ultimo…quali caratteristiche fondamentali deve possedere un aspirante calzolaio digitale, oltre a curiosità, precisione e passione?

Ne indichiamo due in particolare: vision e tenacia. Come dice sempre il nostro Digital Manager, Giuseppe Noschese, il digitale è un'onda e se non la sai percepire prima, ti travolge, quindi la vision è indispensabile, in qualunque settore, per guardarsi intorno, riconoscere e cogliere le opportunità in un mondo in continua evoluzione. L'aspirante calzolaio digitale, inoltre, deve essere tenace, deve avere la forza di non fermarsi alle prime difficoltà e andare avanti per raggiungere i propri obiettivi.

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