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Diventare wedding planner

Possiedi creatività, precisione, un’abilità particolare nel gestire i conflitti e un vero spirito romantico? Il wedding planner potrebbe essere proprio la professione giusta per te.

L’organizzazione di un evento non è mai semplice ma per i matrimoni l’ansia e lo stress sono dietro l’angolo. Le difficoltà nascono dalla scelta della location, dal mettere d’accordo gli sposi (…e i parenti), dalla mancanza di tempo e, non da ultimo, dai vincoli di budget. Diventa così sempre più frequente la scelta di demandare la pianificazione di ogni dettaglio, legato alla cerimonia e al ricevimento, a un esperto: l’organizzatore di matrimoni.

La tendenza è percettibile dal numero di professionisti che sul web offrono questi servizi, tanto che le associazioni che li riuniscono non sono ormai solo appannaggio degli Stati Uniti, ma iniziano a nascere anche nel nostro Paese.

Di cosa si occupa in concreto? I servizi offerti dal wedding planner variano in base alle esigenze dei propri clienti, ma possiamo sintetizzare le sue principali attività così:

  • Studiare il mood dell’evento. Quali sono le aspettative degli sposi? Come hanno immaginato il loro grande giorno? Hanno gusti tradizionali o modaioli? Il wedding planner deve analizzare tutti questi elementi per fornire un servizio unico e personalizzato. Il loro ruolo non è solo quello di dare concretezza all’idea, ma anche di fornire suggerimenti affinché essa prenda forma nel miglior modo possibile. I professionisti del settore sanno, infatti, quali sono le ultime tendenze, attraverso un’analisi del mercato di riferimento, e la frequentazione di eventi fieristici dedicati che facilitano il networking.
  • Cercare la giusta location per la cerimonia e il ricevimento. Parte della fase di pianificazione è legata proprio alla scelta dei luoghi dove si svolgeranno i due momenti principali del matrimonio.
  • Coordinare i vari momento della giornata. Dallo scambio degli anelli al taglio della torta il wedding planner sovraintende a tutte le fasi dell’evento, risolvendo e prevenendo eventuali problemi.
  • Individuare i fornitori (catering, fotografo, fioraio…). Le conoscenze del wedding planner sono sicuramente uno dei suoi punti di forza. Si tratta di saper individuare le imprese e i servizi giusti per le esigenze degli sposi garantendo la loro affidabilità, dato che l’organizzatore del matrimonio ha già avuto modo di conoscerli all’opera.

Per realizzare tutto ciò, alla base, servono delle attitudini personali e un’adeguata preparazione. Vediamo quali sono!

Le capacità organizzative sono la base imprescindibile per essere un buon wedding planner. Queste si traducono nell’essere in grado di programmare le singole fasi, ma anche nel saper gestire gli eventuali contrattempi. Bisogna perciò essere flessibili e mantenere la calma davanti ad ogni evenienza.

La fase di pianificazione richiede poi uno sforzo creativo, per dare un’identità al matrimonio, curando i dettagli e ogni aspetto dell’allestimento. Uno spirito artistico può quindi aiutare il wedding planner nel realizzare un progetto originale e, allo stesso tempo, “su misura” per gli sposi.

Infine, non è da dimenticare l’intelligenza emotiva. Bisogna saper ascoltare i clienti, capire le loro esigenze e le loro aspirazioni circa l’evento, in poche parole, entrare in sintonia con loro. Per questo bisogno avere il giusto tatto nell’offrire consigli e (per i clienti più ansiosi) rassicurazioni. Anche per questa professione, le soft skills sono, perciò, un tassello fondamentale.

Il wedding planner non è una professione regolamentata. Non esiste, al momento, né un apposito albo a cui è necessario iscriversi prima di iniziare la propria attività, né una certificazione obbligatoria (norme UNI). Secondo la Legge n.4/2013, l'esercizio della professione “non organizzata” è libero e fondato sull'autonomia, sulle competenze e sull'indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell'affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell'ampliamento e della specializzazione dell'offerta dei servizi, della responsabilità del professionista.

In questa cornice così flessibile, esistono molteplici proposte formative dalla durata e dai contenuti variabili. Si tratta generalmente di corsi di specializzazione, oppure, di percorsi più generali legati all’organizzazione degli eventi, come ad esempio quello offerto dallo IED (Istituto Europeo di Design) nella sede di Milano.

Le materie affrontate riguardano i principi del management degli eventi, del marketing (digitale e non) e delle strategie di vendita, per passare poi alle materie caratterizzanti della professione: il wedding designer e il banqueting management. La prima è lo studio della “scenografia” ossia l’immagine che si vuole dare del matrimonio, curando gli allestimenti dei luoghi in cui si svolgerà l’evento. La seconda identifica tutte le operazioni legate al ricevimento, in pratica quelle attività relative al rifornimento, all’organizzazione e al servizio di alimenti e bevande.

Anche per questo mestiere è importante la formazione on the job. Un periodo di training, in una struttura già consolidata di wedding planning, è il passo necessario per conoscere a fondo le dinamiche legate all’organizzazione di questo tipo di evento.

Per avere un’idea del mercato legato ai matrimoni è, infine, utile visitare le fiere di settore. Gli appuntamenti sono molti da Nord a Sud. Solo per citarne alcuni: RomaSposa, Milano Sposi, TuttoSposi a Napoli.

Non da ultimo navigate sul web! La rete offre molti spunti su come si sta sviluppando questa professione e sul tipo di offerta che viene realizzata. Un esempio su tutti è quello della startup di successo Martha Cottage, un sito dove è possibile trovare dal merchandising personalizzato ai fornitori, per organizzare un vero social wedding. Internet diventa così un modo per apprendere ma anche per restare costantemente aggiornati sull’evoluzione di questa nuova professione.

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