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Come fare per diventare Interior Designer

Progettare e organizzare spazi pubblici e privati, esterni e interni, con soluzioni personalizzate e su misura, sulla base di esigenze abitative e qualità della vita. Scegliere complementi d’arredo, giocare con i colori e le tonalità, usare materiali specifici per creare ambienti pratici, funzionali e alla moda. È questo il lavoro dell’interior designer, ovvero dell’arredatore di interni. Un mestiere affascinante, che implica creatività e versatilità, ma anche competenze specifiche.
Occorre certamente essere inclini alla curiosità, appassionati di moda, architettura e nuove tendenze. Gli sbocchi occupazionali sono molteplici, dal lavoro come libero professionista presso utenti privati o studi professionali, al lavoro presso la piccola, media o grande impresa.

 

Percorso formativo

Per diventare interior designer occorre intraprendere un percorso per il conseguimento di una Laurea, un diploma, una qualifica, purché rilasciati da enti garantiti sul territorio Italiano. Che siano corsi universitari o formazione privata altamente specializzata, l’importante è che siano certificati. Per quanto concerne il programma formativo che un istituto, pubblico o privato dovrebbe offrire esiste una Carta sviluppata dal “Consiglio Europeo degli Architetti di interni e designer”, che aggiorna periodicamente quelle che sono le discipline, gli argomenti e le tematiche minime da mettere in programma, per ottenere una buona e giusta formazione in materia di progettazione degli interni a livello europeo. Occorre quindi verificare la qualità dei corsi che l’ente propone, nonché il tipo di certificazione rilasciata, che deve essere riconosciuta in Italia. Le materie di studio riguardano soprattutto: Arte e design; Architettura moderna; Tecniche grafiche; Antiquariato; Studio dei materiali e degli impianti; Bio-edilizia; Progettazione e arredamento.

 

Le Università pubbliche e gli istituti privati

In passato il mondo del design passava dalla Facoltà di Architettura, poi nel 1993 il Politecnico di Milano istituì il primo corso di laurea in Disegno Industriale, che dal 2000 divenne Facoltà del Design, e oggi si chiama Scuola del Design. Da allora sono nati numerosi corsi universitari che offrono la possibilità di intraprendere la professione di interior designer. Solo per citarne alcuni: Dipartimento di Architettura e Design al Politecnico di Torino; Facoltà di Design e Arti presso la Libera Università di Bolzano e Design al Politecnico di Bari. Esistono inoltre le Accademie di belle arti in diverse province d’Italia che possono essere private (legalmente riconosciute) o pubbliche. Accanto alle università pubbliche, si sono sviluppati negli anni dei corsi offerti da istituti privati: ad esempio l’Istituto di Design Polo Michelangelo, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, realtà molto creativa che ha istituito all’inizio del percorso triennale la “settimana zero”, necessaria per l’azzeramento dei pregiudizi formativi; l’Università Europea del Design di Pescara, in costante rapporto con aziende impegnate nei campi creativi della comunicazione, della moda e del design; Poliarte di Ancona, ovvero Accademia di belle arti/design; Nad, Nuova Accademia Del Design a Verona e Milano; Cappiello, Accademia di Design & Comunicazione a Firenze; IED (Istituto europeo design); ISIA (Istituto superiore per le industrie artistiche) presente in diverse province italiane.

 

Stare al passo con i tempi

Per fare questo mestiere è importante stare al passo con i cambiamenti del settore, con l’evoluzione dei materiali e della tecnologia. Bisogna sempre avere ben presente il rispetto per natura e ambiente, rimanendo il più possibile aggiornati con le novità normative del Paese. Dato questo carattere di “attualità”, il consiglio è fare più esperienze lavorative possibili, anche all’estero. Inoltre, per fare bene un mestiere creativo occorre rimanere al passo anche con le tendenze del momento, quindi informarsi, leggere, trarre ispirazione, anche dal web, ad esempio con i blog di settore.

 

Le Associazioni

Far parte di un’associazione di professionisti significa avere maggiore visibilità e maggiore sicurezza. Infatti, l’associazione può fungere anche da garante nei confronti del “cliente”, perché svolge una funzione di “tutela” attraverso il proprio operato e organi, ai quali sia l’utente che il professionista possono sempre rivolgersi. Per citare alcuni esempi:

  • Aipi, l’Associazione Italiana Progettisti d’interni, nata nel 1969, organizzata sul territorio per Delegazioni Regionali.Pur non proponendo corsi di formazione specifici nel settore, l’associazione possiede una commissione dedicata alla formazione, col fine di riconoscere e accreditare centri formativi specializzati e riconosciuti dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca o da enti locali che rilascino lauree o qualifiche professionali valide su tutto il territorio nazionale. Il professionista che intenda iscriversi all’Aipi deve presentare un dossier per dimostrare di praticare realmente la professione e l’iter si conclude con un colloquio finale il cui buon esito garantisce l’iscrizione.
  • Aiap, Associazione italiana design della comunicazione visiva, nata nel 1945. Le categorie di adesione all'Aiap sono due: da una parte soci professionisti, senior e junior; dall'altra tutti coloro impegnati nella formazione nel campo del progetto grafico, con soci studenti, associati e sostenitori. Aiap organizza attività editoriali, seminari e grandi eventi.

Altre associazioni

ADI, Associazione per il disegno industriale

AIS/Design, Associazione italiana degli storici del design

AILD, Associazione italiana Lighting Design

SID, Società Italiana di Design

Associazione Design for all Italia

IDI, Italian Design Institute

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