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Come fare per diventare attuario

A scorrere gli ultimi rapporti annuali di Career Cast – un sito che “recensisce” le occupazioni e i lavori più disparati sulla base di criteri statistici – c’è una professione che ricorre con grande frequenza nei primi posti della classifica. Si tratta dell’attuario, una mansione che pur essendo poco nota, specialmente tra i giovani, può garantire sbocchi occupazionali immediati e una prospettiva di guadagno affatto trascurabile. Nell’ultimo rapporto, quello del 2019, la professione di attuario occupa la decima posizione. Considerando la quantità di lavori disponibili, un risultato di tutto rispetto. Gli indici sono ottimi per quanto riguarda l’ambiente di lavoro ma anche per le prospettive di crescita.

Naturalmente, questa classifica è realizzata su scala globale, ma è adattabile senz’altro al caso italiano, dove esiste un Ordine nazionale della professione. Tuttavia, prima di addentrarci nelle modalità attraverso cui si può diventare attuari, cerchiamo di capire in cosa consiste l’attività lavorativa vera e propria. L’Attuario svolge numerose attività, ognuna delle quali è proiettata nel futuro: già, perché compito essenziale dei professionisti del settore è quello di valutare l’andamento di variabili demografiche ed economico-finanziarie, disegnando quale sarà la realtà nel breve, medio e lungo periodo per prodotti finanziari, assicurativi e previdenziali. Inoltre, l’attuario ha il compito di elaborare analisi statistiche e gestire dati; deve valutare le riserve tecniche e la certificazione nei bilanci delle imprese di assicurazione, dei fondi pensione e delle casse di previdenza; ancora, offrire una valutazione patrimoniale ed economica di aziende pubbliche e private, fornire consulenze tecniche per tribunali.

L’attività può essere svolta sia da liberi professionisti – ad oggi in Italia sono circa 150 – sia come dipendenti: presso compagnie di assicurazione, nel settore previdenziale e nelle Università, ma anche negli enti di vigilanza o anche nelle banche e altri enti finanziari. Nel solo comparto assicurativo si contano 400 attuari, con 150 impiegati in quello previdenziale. Il percorso richiesto per diventare attuari va impostato sin dalla carriera universitaria. Per la professione, infatti, è richiesto il possesso della laurea magistrale in un indirizzo tra quelli in Finanza (classe LM16), Scienze Statistiche, Attuariali e Finanziarie (classe LM83) o Scienze Statistiche (LM82). Per l’abilitazione all’attività, tuttavia, è previsto un apposito esame di Stato; superandolo, scatta l’iscrizione all’Albo.

Le competenze specifiche degli attuari riguardano gli strumenti analitici per valutare fenomeni economici quantitativi caratterizzati dall’incertezza; per esempio, i professionisti calcolano le tariffe delle assicurazioni responsabilità civile auto e vita, modellano prodotti finanziari, valutano l'equilibrio tecnico dei Fondi Pensione ed i rischi aziendali. Come si può immaginare, considerando l’importanza del comparto assicurativo nei paesi anglosassoni (e in particolare negli Stati Uniti, dove il settore riveste un rilievo fondamentale nel campo della sanità e dell’istruzione), in queste nazioni il lavoro di attuario gode di grande prestigio, ma anche in Italia la professione è considerata in crescita. Lo sviluppo del mercato assicurativo, la forte crescita del settore previdenziale nonché la maggiore necessità di gestione del rischio nelle aziende e nelle attività finanziarie, portano in una direzione di sviluppo del ruolo: si tratta di un impiego che ha l’ambizione di allargare i suoi orizzonti verso una visione strategica, a supporto delle imprese e degli enti.

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