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Conciliamo, quando la tecnologia aiuta le neomamme

L’annosa questione della conciliazione tra lavoro e vita privata, ovvero un maggiore equilibrio tra il tempo dedicato all’attività lavorativa e quello dedicato alla famiglia (work-life balance), comincia a trovare delle soluzioni grazie ad una crescente attenzione al tema, sia da parte delle istituzioni che da parte dei privati. 

Dal punto di vista normativo, il Testo Unico (D. Lgs. 151/2001) rappresenta la normativa di riferimento in materia di tutela della maternità e paternità e di conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro, come indicato nel nostro approfondimento sul tema. Inoltre, è recentissimo (gennaio 2019) l’accordo del Parlamento e Consiglio UE con la Commissione europea sui contenuti di una direttiva che mira ad ampliare le misure per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per i lavoratori dipendenti. Direttiva che dovrà essere poi recepita dagli Stati Membri dell’UE.

Nel frattempo, nel loro piccolo anche le aziende si stanno progressivamente adattando ai tempi moderni che richiedono sempre più tempo da dedicare alla famiglia. Il numero di aziende che usufruiscono di sgravi contributivi per la conciliazione e adottano misure di welfare aziendale è sempre maggiore.
Ma accanto agli interventi aziendali, nascono anche progetti realizzati da enti non profit, associazioni e cooperative che vanno nella stessa direzione. Come #Conciliamo della Cooperativa sociale Tice di Piacenza che per il valore del Progetto si è aggiudicato dalla Regione Emilia Romagna il Premio Responsabilità sociale d’Impresa “Innovatori responsabili”. Ai tempi della digitalizzazione del mercato del lavoro, hanno avuto l’intuizione di utilizzare la tecnologia per cercare di risolvere la complessa questione della conciliazione.

Il progetto, infatti, prevede la possibilità di connettersi e operare in rete in orari e luoghi distanti dal posto di impiego. “Usare la tecnologia per agevolare la conciliazione vita-lavoro – spiega la presidente di Tice Francesca Cavallini -. In particolare abbiamo previsto due azioni: rendere più graduale il rientro delle neo mamme aggiungendo 6 settimane, dopo la maternità, in cui la mamma rientra solo "virtualmente" mediante video call che permettono di aggiornarla e farla partecipare alle attività; secondo, la possibilità per alcune figure specifiche (il 70 per cento delle lavoratrici) di lavorare a distanza con il telefonino da qualsiasi parte del mondo”.

Ma com’è nata l’idea? “Dopo la maternità della direttrice - ammette la Cavallini -. La direttrice si sentiva in colpa perché non veniva in sede ma era sempre disponibile al telefono o con Skype. Le colleghe continuavano a rassicurarla perché lavorava comunque, anche se a distanza, e anzi iniziavano a gestire meglio le responsabilità. Così è nato Conciliamo, per formalizzare il rientro al lavoro in modo graduale e virtuale”.

La tecnologia utilizzata prevede l’uso di una piattaforma per le video connessioni: la mamma è connessa da casa e partecipa alle attività aziendali osservandole tramite una semplice webcam. Non serve nessuna tecnologia particolare, è sufficiente uno Smartphone. “Abbiamo voluto usare una tecnologia semplice e accessibile per non rendere ancora più complessa la conciliazione”, dice la presidente. Gli elementi determinanti per la vittoria del Premio della Regione Emilia Romagna sono stati d’altronde “la semplicità e la tecnologia. Il progetto è semplice: sperimentare il rientro in modo virtuale per riadattare se stesse e il sistema di ritorno al lavoro – racconta la Cavallini. - Il progetto è già attivo nelle sedi della Cooperativa Tice (Piacenza e Correggio) e già 3 mamme ne hanno usufruito. Le piccole Olivia, Amelia e Asia, figlie di tre dipendenti hanno avuto la possibilità di avere delle mamme fisicamente con loro ma virtualmente al lavoro”.

Sui temi del lavoro e del welfare, la Cooperativa Tice è stata menzionata anche per altri progetti: “Lo scorso anno per un progetto di incubazione di startup di imprese al femminile sempre da parte della Regione Emilia Romagna. Tice infatti promuove e sostiene l’imprenditoria sociale femminile attraverso percorsi di formazione e di learning on the job”, conclude la Presidente.

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