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Dalla Toscana al Mezzogiorno arrivano gli smart village

Sottoposto a cambiamenti che stanno portando a riconsiderare configurazioni rigide, assetti e opportunità, il mondo del lavoro sta assistendo nelle ultime settimane alla nascita di un nuovo fenomeno che coinvolge territori e professionisti. Si tratta di un aspetto che lega le città e i rapporti di lavoro in quelle aree che vengono già ribattezzate “smart village”, vale a dire borghi o paesi che propongono un’attrezzatura di reti e servizi pronta per l’accoglienza di professionisti e dipendenti in modalità di lavoro agile. Un’accelerazione verso quel concetto di “smart city” su cui si discute da tempo, il progetto che poggia sulla digital transformation e sull’utilizzo delle tecnologie IOT (Internet of Things) applicate alla Pubblica Amministrazione, trasporti pubblici e privati, gestione e distribuzione dell’energia, sicurezza urbana, gestione ambientale. L’accelerazione impressa a questo fenomeno non è esclusivamente italiana, come si può intuire: la pandemia da Covid-19 che ha segnato il 2020 è penetrata in ogni angolo del pianeta, originando le conseguenze e i ribaltamenti a cui assistiamo quotidianamente. Dagli Stati Uniti – dove Microsoft, la storica azienda di Bill Gates, ha fatto sapere di voler adottare il regime di smart working per i suoi dipendenti anche quando l’emergenza sarà terminata – fino a Dubai, la città degli Emirati Arabi che infatti deciso di offrire il visto a tutte le persone che decideranno di trasferirsi lì per lavorare da remoto, sfruttando tanti vantaggi che fino ad oggi erano riservati esclusivamente ai residenti. In questo caso, il programma prevede la possibilità di trasferirsi nella città sul Golfo Persico con la propria famiglia, anche se si lavora per aziende residenti all’estero. Questi lavoratori potranno anche aprire un conto bancario, iscrivere i propri figli alle scuole locali e accedere a servizi come telefono e internet. Con una postilla: chi vorrà trasferirsi dovrà dichiarare uno stipendio medio di almeno 5mila dollari al mese.

Lasciando da parte il lusso degli Emirati Arabi e arrivando in Italia, sono sempre di più le località e i piccoli paesi che si stanno attrezzando con bandi e infrastrutture adeguate per attirare realisticamente i nuovi lavoratori smart. È il caso di Santa Fiora smart village, rivolta ai lavoratori di tutta Italia nel paese toscano, sul Monte Amiata. Il comune ha predisposto per l’occasione un bando che mette a disposizione una dotazione finanziaria di ben 30mila euro, utile a coprire il 50 per cento dell’affitto, per chi desidera trasferirsi per un periodo a Santa Fiora, lavorando da remoto. I servizi offerti vanno dal servizio per gli anziani fino alla presenza di squadre di operai, elettricisti e muratori; una solida rete wi-fi gratuita e diffusa su tutto il territorio; mobilità green attraverso una flotta di biciclette in modalità bike sharing, ma anche, per chi avesse l’esigenza di spostarsi in automobile, di vetture con conducente. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, il bando è rivolto ai dipendenti pubblici e privati, nonché ai lavoratori autonomi, come professionisti e artigiani. Il borgo toscano, che conta poco più di 2500 residenti, ha previsto l’erogazione di voucher per coloro che prenderanno casa per almeno due mesi nel territorio comunale, con incentivi erogati che andranno a copertura delle spese sostenute dal lavoratore per l’affitto dell’abitazione: come detto, fino ad un massimo del 50% della spesa sostenuta, per un importo mensile non superiore ai 200 euro e una durata non superiore ai sei mesi, eventualmente prorogabili dal Comune.

Ma l’idea di rivitalizzare terrori svuotati da anni di emigrazione verso le città – paesi spesso incantevoli, a misura d’uomo e con servizi efficienti – non è limitata alla sola Toscana e a Santa Fiora. In Basilicata è attivo già da anni il progetto “La Tua Casa a Latronico”, dal nome del paese in provincia di Potenza: anche qui il concetto si basa sull’intento di valorizzare il patrimonio immobiliare presente e far scoprire aree attrattive per qualità della vita a prezzi spesso low cost. Ancora, restando al Mezzogiorno: nel borgo di Sellia, in provincia di Catanzaro, sono attivi già da 5 anni due impianti fotovoltaici sui tetti dell’ ex edificio scolastico e della palestra che fruttano circa 10 mila euro di introiti all’anno, una rete di videosorveglianza e Internet gratis. In Molise, nel piccolo paese di Castropignano, e nel sud della Puglia, a Otranto, sono attive iniziative simili.

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