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Disabili e creatività insieme nel progetto AstroNave_Lab

Destinare un luogo dedicato ai disabili e offrire loro la possibilità di esprimere il proprio talento, attraverso la ricerca di una professionalità personale e uno scambio socio-culturale: questo è lo spirito intrinseco del progetto AstroNave_Lab, che nasce circa dieci anni fa nel modenese, per mano e mente di Banda Rulli Frulli e della cooperativa sociale Gulliver.

L’iniziativa è frutto di un’idea del direttore di Banda Rulli Frulli, Federico Alberghini e del suo vice, congiuntamente al desiderio dei fondatori della Aps Ets Rulli Frulli Lab di dare un’opportunità concreta di sperimentazione lavorativa a ragazzi con differenti abilità. “Caregiver attivi per i loro stessi figli – racconta Alberghini -, i membri dell’Aps hanno dato una risposta reale ai bisogni inclusivi dei ragazzi disabili maggiorenni, desiderando per loro uno spazio protetto in cui apprendere tecniche manuali, sperimentare prassi lavorative e creare socialità”.

Le attività del laboratorio socio-occupazionale sono gestite da due operatori che si occupano del laboratorio e curano la parte artistica e organizzativa: “Un’educatrice della cooperativa Gulliver – spiega Alberghini - e un operatore di Banda Rulli Frulli. Concretamente parlando, AstroNave_Lab produce oggetti di design, pezzi unici o in serie, che mantengono sempre una loro unicità”. Nello specifico, si tratta di strumenti musicali realizzati con materiali di scarto, in particolar modo utilizzando il legno (specialmente quello che il mare restituisce alle spiagge) e il ferro. “Il tema della sostenibilità ambientale accompagna tutti i nostri progetti – spiega il direttore -, anche quelli relativi alla musica, per i quali il suono è prodotto attraverso strumenti costruiti con bidoni, pentole e cestelli dell’asciugatrice”.

Attualmente partecipano al laboratorio 10 giovani disabili del territorio, con età compresa fra i 18 e i 25 anni. “I ragazzi trovano in AstroNave_Lab un’occasione socio-educativa di apprendimento e di socializzazione – afferma Alberghini -; il laboratorio è un’alternativa ai centri diurni per persone diversamente abili. Al progetto partecipano poi anche diversi volontari che portano il loro contributo fattivo per la realizzazione degli oggetti. Per esempio una volontaria ha preparato i colori delle vernici, creando colorazioni uniche adatte per il legno. Da questo incontro nasce una sinergia aperta a tutto il territorio, desiderosa di generare cultura del riuso e inclusione sociale”. Vengono inoltre coinvolte anche le scuole e gli artigiani locali: “A prescindere dalle abilità – dice Alberghini – facciamo emergere il talento delle persone, facendo dialogare anche il mondo imprenditoriale con i casi di fragilità. Nelle nostre attività è forte e fondante il senso profondo di fare comunità”. “Un aspetto secondo noi innovativo – aggiunge il direttore – è quello di offrire alla comunità un luogo destinato ad adolescenti e giovani adulti con disabilità, garantendo a questa fascia di età uno spazio dedicato, specifico, che non finisce nel generico calderone della categoria adulti. Il lavoro dà ai partecipanti la possibilità di percepirsi come grandi, sorpassando l’immaginario collettivo del disabile visto come eterno bambino”.

Il progetto è insomma sostenuto da volontari, ma anche da diverse imprese del territorio, come Ferraresi Legnami, che fornisce consulenze e ha donato al progetto materie prime preziose; Cigaimpianti Srl, che ha donato fondi per le attività e Casoni Liquori, che sostiene l’AstroNave permettendo ai ragazzi diversamente abili di avere un’indennità economica per il proprio lavoro.  AstroNave-Lab si fa apprezzare di tanto in tanto anche all’estero: “Proprio recentemente – rivela Alberghini - un ristorante di Londra gestito da ragazzi italiani ci ha commissionato dei taglieri che saranno utilizzati per servire apertivi”.

Il progetto modenese segue in toto i principi della didattica laboratoriale del metodo “Rulli Frulli”, per cui “ognuno porta se stesso e quello che sa fare, sviluppando autonomie e consolidando la propria autostima attraverso il confronto col gruppo”. Questo metodo è stato riconosciuto anche dal mondo accademico e verrà pubblicato da Erikson Editore, all’interno di una ricerca svolta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. “L’università ha riconosciuto nei nostri progetti un’azione generativa – conclude Alberghini - di cui AstroNave_Lab ne è piena espressione, creando cose nuove. In tal senso, un plauso va anche alle famiglie dei ragazzi stessi, perché la loro partecipazione attiva è essenziale nel supporto di ogni nostra iniziativa”.

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