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F360: lo spin off che diventa impresa di successo

L'imprenditorialità che nasce dalla valorizzazione dei risultati della ricerca scientifica; i laboratori pubblici che generano un numero crescente di imprese innovative: questi concetti sembrano fatti su misura per Effetreseizero, un'azienda di Trento che opera nei settori agro-forestale ed ambientale, nella pianificazione del territorio e nel turismo.

La storia prende avvio dalla lungimiranza del settore di ricerca pubblico nel suo ruolo di innovation broker. Effetreseizero nasce come spin off supportato dall’Ufficio per il trasferimento tecnologico e i rapporti con le imprese del CREA, ente di ricerca pubblico dedicato all’agroalimentare.

Ma il settore pubblico deve essere capace anche di mettere in grado l’impresa di partire. Grazie al Fondo “Seed Money”, cofinanziato da Provincia autonoma di Trento e dal FESR, e finalizzato a promuovere la diffusione di imprese nei settori innovativi e altamente tecnologici (ed in particolare di quelle che sviluppano prototipi di prodotto o processo o servizi), Effetreseizero riesce a diventare nel 2012 una startup. Il fondo è uno degli strumenti di “seed capital” utilizzati per finanziare la prima fase di una nuova impresa quando l’attività produttiva è completata e la validità del prodotto deve essere verificata.

Nel corso di questi cinque anni Effetreseizero è diventata un'impresa vera e propria, capace di ingrandirsi (cinque soci e tre collaboratori) e di diversificare le proprie attività (non solo settore forestale, ma anche turismo, radio navigazione, biomasse, formazione). Ma della fase spin off non ha perduto memoria. Perché nel 2012 la Commissione scientifica della Tenuta del Presidente della Repubblica di Castelporziano a Roma, composta da membri dell'Accademia nazionale delle Scienze XL ha affidato alla Effetreseizero, sulla base della loro esperienza sul GIS mobile utilizzabile in esterno, la progettazione e la realizzazione di un sistema informativo geografico per la gestione delle foreste della riserva presidenziale (progetto “SINTEC”). Nello stesso contesto la realtà trentina si è occupata anche dello sviluppo dei risultati del progetto “ELITE”, che ha permesso la rilevazione delle piante dall’alto in 3D attraverso l’uso di sensori laser, che offre all’utente l’effetto di “camminata nel bosco”.

L’importanza della ricerca è in ciò che rimane: le immagini acquisite sono permanenti, la tecnologia utilizzata è open source, e la tecnica permette di ricreare le immagini del patrimonio forestale del passato (“smart forest 4D”).

L’obiettivo dello spin off di trasferire la ricerca sulle foreste agli operatori del settore con tecnologie moderne che ne semplifichino il lavoro, è raggiunto. Infatti oggi il modello di rilevazione di Effetreseizero è standard di riferimento per la Provincia autonoma di Trento. Non solo. Grazie al progetto “Futmon”, attivato in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e che prevede il rilevamento e l’archiviazione di dati del monitoraggio delle piante , l’Italia è stata il primo Paese, tra quelli aderenti al programma ICP-Forest, a digitalizzare la raccolta dati per i rilievi fito patologici.

La ricerca e lo sviluppo rappresentano uno dei motori per lo sviluppo tecnologico della nostra economia.
Un tema così rilevante da rappresentare uno dei cinque obiettivi del programma
Europa 2020, che prevede che gli investimenti in ricerca rappresentino il 3% del PIL comunitario. In questo il nostro Paese sta crescendo. Infatti, nel 2016 in Italia la spesa è stata dell’1.29%, in lieve e costante aumento dal 2006 (Rapporto sulla ricerca e sviluppo nell’Unione Europea, Eurostat, 2017). Conforto arriva anche dai dati nazionali che vedono la spesa in ricerca e sviluppo attuata da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private e università nel 2015 in aumento dell’1.7% rispetto al 2014 (La ricerca e lo sviluppo in Italia, Istat, 2017).

 

Parliamo dell'esperienza di Effetreseizero con Giacomo Colle, fondatore dell'azienda.

Come nasce l’idea di Effetreseizero? Quanto è stato importante il ruolo del CREA per lo sviluppo della vostra idea?

L’idea nasce nel 2009 dal sottoscritto, un laureato in informatica assegnista di ricerca del CREA. Durante la mia attività ho acquisito consapevolezza che nel settore della ricerca pubblica mancava un soggetto privato che rendesse operativa l’ultima fase e, soprattutto, che bisognava continuare il lavoro dopo la fine della ricerca stessa. Da un’idea interna al CREA ho aperto, con altri soci, un’azienda che potesse offrire software per la gestione del patrimonio forestale e dare automazione ai risultati della ricerca.

Di fronte all’esigenza per le imprese di investire in tecnologia, ritiene che gli spin off abbiano un ruolo importante?

Ritengo sia fondamentale investire in formazione durante il periodo universitario. Per molti ricercatori lo spin off rappresenta una valida alternativa all’assegno di ricerca pubblico, un modo per rigiocarsi le proprie competenze. Lo spin off è uno strumento valido da incentivare perché permette di differenziare l’approccio al tema facendo capire ai laureati che si può essere ricercatori anche creando una società privata.

La vostra azienda è nata grazie agli incentivi. Ritiene che essi riescano a finanziare le reali esigenze di un’impresa? Nel vostro caso?

Nel nostro caso il fondo “Seed money” è stato fondamentale anche se per inesperienza non abbiamo sfruttato i contributi fino in fondo. Fondamentale è stato il ruolo di Trentino Sviluppo che ci ha formato sui business model. Grazie all’esperienza e alla formazione oggi siamo in grado di partecipare autonomamente ai bandi comunitari.

Quali consigli darebbe a chi vuole avviare una startup?

Provateci! In alcuni momenti anche io ho avuto la tentazione di chiudere ma poi i progetti escono. L’autoimprenditoria è comunque un’esperienza che arricchisce, un tassello della propria vita.

Quali problemi avete incontrato?

Il nostro problema più grande è stato non avere un prodotto sicuro. I canali di finanziamento necessitano di un prodotto chiaro e noi ci proponevamo come erogatori di più servizi. Se riesci a specializzarti diventi vincente.

Nei progetti comunitari si attribuisce molta importanza alla creazione di network internazionali e alla diffusione delle buone pratiche: Effetreseizero ha investito in questo?

Abbiamo investito nella nostra formazione all’estero partecipando ad un corso di europrogettazione a Bruxelles. Abbiamo ospitato un Erasmus+ dalla Slovenia, e siamo dentro la Tavolo Europeo per i Balcani sulla gestione del patrimonio forestale.

Quanto sono importanti gli investimenti in ricerca e sviluppo?

Gli investimenti sono fondamentali. Noi, come azienda informatica, siamo stati facilitati perché abbiamo bisogno di aggiornamento continuo e lo troviamo in modalità open source. In particolare, il settore forestale è sempre indietro rispetto ad altri, e prendere le idee di ricerca e sviluppo di successo di altri settori per tararle sul nostro è già un compito importante.

Quali progetti ha l’azienda per il futuro?

Nei primi tre anni di vita aziendale abbiamo quasi sempre lavorato in Trentino Alto Adige. Dal 2015 ci siamo espansi a livello nazionale. Entro il 2019 ci proponiamo di espanderci nei Balcani, nel Mediterraneo, caratterizzando la nostra offerta di servizi. Resta viva l’idea di aprire il nostro lavoro a nuovi settori come agricoltura e turismo, dove il prodotto “Tour maps” ci può permettere di creare una società ad hoc.

 

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