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Federico Dalpozzo, dalla fondazione di una startup a Google

Viene selezionato nel 2021 dalla rivista Forbes tra i 100 talenti Under 30 italiani. Si tratta di Federico Dalpozzo, un ragazzo giovanissimo che ha iniziato la sua carriera imprenditoriale durante l’Università e a soli 21 anni è entrato a lavorare in Google. Sull’inserimento nella classifica di Forbes, Federico commenta così: “È stata una sorpresa bellissima vedermi inserito nella classifica di Forbes, molto inaspettata. Sono onorato di farne parte, non pensavo che un tale riconoscimento potesse arrivare e nemmeno così presto, sono infatti il più giovane della mia categoria ed è una soddisfazione l’aver raggiunto questo traguardo a 24 anni. Ciò che mi è stato riconosciuto sono l'aspetto imprenditoriale, per via della startup, e la velocità di carriera, per aver iniziato in Google ad appena 21 anni”.

Ora sono 4 anni che lavora nella multinazionale. La sua formazione comincia al Liceo Scientifico Copernico di Bologna, dove ha fatto le scuole superiori. “Dopo il liceo -  racconta Federico - ho deciso di intraprendere un percorso di studi in Management & Marketing all'università di Bologna. Durante il terzo anno mi sono trasferito in Olanda per un percorso di studi Erasmus a Rotterdam. Un'esperienza bellissima che mi ha segnato particolarmente. Proprio lì ho avuto modo di sostenere i colloqui a distanza per entrare in Google a Dublino, dove ho poi iniziato il mio percorso a febbraio 2018, 6 mesi prima di conseguire la mia laurea triennale”. Sicuramente il fattore intraprendenza ha fatto la sua parte e ha contribuito a portare nuove opportunità nella vita di Federico, che ha continuato su questa strada. “Dopo aver iniziato in Google ed essermi laureato, ho deciso di iniziare un'esperienza di Master a Parigi all'ESCP. Un master costruito per professionisti che ho avuto modo di seguire a distanza mentre lavoravo recandomi in campus nei periodi di esami”.

Insieme alla formazione, a cui Federico ha dedicato molto impegno per potenziare le sue skill e la sua preparazione, ha pensato di fare anche un’esperienza imprenditoriale. “La mia prima esperienza in startup nasce il primo anno di università. L'idea nasce proprio da un problema: ci eravamo resi conto di spendere troppi soldi per le stampe universitarie, da qui l'idea di renderle gratuite. Nasce così FreeCopia: ogni studente ha modo di caricare le slide, dispense, o stampe che desidera fare sulla piattaforma; una volta caricate, un algoritmo inserisce un banner pubblicitario in cima ad ogni foglio; grazie a questo le stampe sono gratuite”. Il progetto è stato ora acquisito da un'azienda di Milano che lo sta continuando a portare avanti e sul motivo della vendita, Federico risponde: “Abbiamo ricevuto una buona offerta e perciò ho deciso di vendere le quote, così da potermi dedicare nei prossimi mesi al lancio di nuove idee e nuovi progetti”.

Ma è l’esperienza in Google che sicuramente sta facendo per lui la differenza da un punto di vista di carriera e formazione.
Quella di Google è una storia davvero particolare – racconta Federico -, nata da un disguido burocratico accaduto proprio durante il mio erasmus a Rotterdam. In quest'occasione, ho contattato un mio professore al quale, dopo una lunga chiamata, raccontai di essermi organizzato per terminare gli esami con 6 mesi d'anticipo sulla tabella di marcia, con l'obiettivo di volare a Dublino per fare un'esperienza in una delle Big Tech come Facebook, Microsoft, LinkedIn o Google. Ovviamente non avevo idea di come sarei potuto effettivamente arrivarci, ma volevo provarci. 
Questo professore (che mai smetterò di ringraziare) rimase particolarmente colpito dalla mia motivazione, a tal punto da inviarmi per e-mail, il giorno seguente, i nomi di 3 suoi ex alunni che, all'epoca, lavoravano proprio in quelle Big Tech dove ambivo a lavorare anche io. Mi ricordo che mi disse: "Federico, ti ho visto davvero motivato per affrontare questa esperienza. Purtroppo non posso fare tanto per aiutarti, se non metterti in contatto con questi miei 3 ex studenti. Prova a scrivergli, non si sa mai. Adesso tocca a te!". Dei tre ragazzi con cui entrai in contatto, mi rispose per primo il ragazzo di Google, grazie al quale, dopo un primo contatto, scoprii che c'era una posizione aperta! Da lì è iniziata l'avventura!”.

Come tutte le prime esperienze in grandissime aziende, Federico ha dovuto iniziare con il ricoprire diversi ruoli. “Ho iniziato con un ruolo di acquisizione filo consulenziale – spiega Federico -. Mi occupavo, in poche parole, di assistere tutti quei clienti che non avevano mai utilizzato Google come soluzione di marketing digitale. Poco dopo, mi sono poi spostato in un ruolo più di account manager, diventando il punto di riferimento per un numero definito di aziende, aiutandole nelle loro attività di espansione, lancio di nuovi prodotti/servizi, realizzazione degli obiettivi di business, il tutto sempre attraverso attività di marketing digitale. Mi trovo ora a ricoprire un ruolo che ha l'obiettivo di accelerare la crescita delle aziende, che si traduce più in generale in una crescita di fatturato. Crescita è sinonimo di startup, per questo mi trovo a lavorare direttamente con tante startup italiane da un lato, e gestire le relazioni con i fondi di investimento dall’altro”.

Un percorso di crescita molto rapido e avvincente sicuramente aiutato dall’intraprendenza del giovane nel cogliere nuove occasioni. Con questo percorso alle spalle, Federico sente di dare questi consigli ai giovani: “È difficile delineare una giusta strada, i miei colleghi vengono tutti da percorsi molto diversi, ognuno ha la sua storia. È importantissimo crearsi giuste connessioni nel mondo che ci interessa, il valore del network è fondamentale e per me ha contato molto. Linkedin aiuta tantissimo in questo, è molto facile conoscere persone e chiedere di fare due chiacchere. Allo stesso modo, è importantissimo costruirsi esperienze: lavorative, di vita, formative, all’estero, tirocini, startup, lavorare parallelamente allo studio. Viene spesso premiata la persona che ha colorato il suo curriculum, intraprendente. Poi bisogna lavorare tanto sull’atteggiamento, cambiarlo e andando nella direzione di crearsi queste opportunità attraverso tanto entusiasmo e proattività. Infine, un po’ di fortuna è sempre d’aiuto”.

E i prossimi progetti? “C’è l’idea di tornare in Italia in futuro. Andando all’estero, inizi a renderti sempre più conto delle bellezze del nostro paese e arrivi ad un certo punto in cui, come aspetto chiave da tenere in considerazione, ci dev’essere la qualità della vita. Vivendo all’estero, vedendo altre culture, mi sono innamorato di tanti posti, ma mi sono ancora più innamorato del mio paese e quindi, nel mio percorso di carriera, prevedo un ritorno in Italia verso i 30 anni. Mi piacerebbe ancora fare altre esperienze all’estero, almeno per sei anni, continuando a crescere e finalizzando poi un ritorno. Questa era la mia idea, poi in realtà le cose cambiano molto in fretta. Avevo previsto di spostarmi a New York o Singapore, se non fosse che in entrambi i paesi hanno chiuso le assunzioni dall'estero, per via della crisi pandemica, e questo me lo rende impossibile. Bisogna fare il conto con il contesto ed essere flessibili, avere chiaro il punto di arrivo ma poi adattarlo lungo la via”.

“Dove mi vedo? Mi piacerebbe tantissimo intraprendere un percorso imprenditoriale, lanciando e seguendo una mia realtà. Se non fosse questa la strada e non riuscissi a lanciare una mia startup, mi piacerebbe ricoprire ruoli direzionali importanti a livello decisionale”.

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