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Finanza e digitale: l'evoluzione del CFO Manager

Responsabile sia della funzione finanziaria che della strategia per la Direzione Generale e il comitato direttivo, il Chief Financial and Administration Officer (CFO) di un gruppo è senza dubbio uno dei protagonisti di primo piano all’interno dei grandi gruppi aziendali, essendo il responsabile di tutta la gestione generale legata all’attività finanziaria. Come tantissime altre professioni, anche questa figura è soggetta all’evoluzione imposta dal perfezionamento dei nuovi processi digitali; strumenti che hanno consentito di affinare le tecniche lavorative di competenza, favorendo un approccio sempre più dettagliato all’analisi dei dati e offrendo possibilità gestionali e logistiche capaci di ridisegnare la professione.

Prima di scoprire come è cambiata questa figura manageriale, definiamola nel dettaglio. Il CFO è responsabile di un’area che comprende la gestione della comunicazione finanziaria, le riorganizzazioni interne ed esterne e soprattutto la redazione del bilancio della società, da compilare in modo tale che se ne possa garantire la conformità e l’affidabilità. Per riassumere le competenze del CFO in una formula, si può adoperare il concetto delle cosiddette 3C Skills, vale a dire calcolo (la capacità di calcolare le performance dell’azienda), coordinamento (la capacità di coordinarle all’interno di un processo gestionale) e infine comunicazione, ovvero la capacità di diffondere internamente ed esternamente le decisioni e gli impatti delle stesse sull’andamento aziendale.

L’evoluzione del CFO ha comportato il passaggio da un ruolo di natura prettamente contabile fino all'assunzione di responsabilità anche strategiche e decisionali; sono lontani i tempi in cui l’unica occupazione del CFO era relativa alla redazione e all'analisi del bilancio, dovendo adesso intervenire nell’intera catena decisionale dell’azienda per cui lavora. Si tratta di curare aspetti cruciali per la vita dei gruppi imprenditoriali come fusioni e acquisizioni (M&A), spin-off, outsourcing, integrazione dei canali commerciali fisici e online (omnicanalità), e delle filiere produttivo-logistiche (supply chain), governance e allineamento delle filiali.

In questo processo evolutivo si è inserita prepotentemente la comunicazione digitale, ridefinendo ulteriormente il rapporto tra finance e nuove tecnologie. A evidenziare la relazione sempre più stretta tra CFO management e strumenti digitali è intervenuto il report Digital-enabled Finance Evolution – La prospettiva del Cfo, con i risultati della ricerca condotta da Sda Bocconi School of Management e Ntt Data.

Partita dal presupposto che associare i cambiamenti del Finance al concetto di “trasformazione” è riduttivo, in quanto non consente di tracciare efficacemente tutti i possibili percorsi che sono abilitati dall’impiego di tecnologie digitali, il rapporto si è concentrato su tre tipi di analisi, relative a contesto, tecnologia e organizzazione, con lo scopo di definire strumenti operativi per comprendere ed indirizzare così percorso evolutivo della funzione Finance nelle aziende. Diversi sono i gruppi che sono stati protagonisti dello studio, da Lavazza a Campari, da Diadora a Luxottica, oltre a Mapei, Amplifon, Pinko e altre ancora. Dallo studio è emerso in particolare uno strumento, la matrice di “Digital-enabled Finance Evolution”, che consente di orientarsi con maggior consapevolezza tra le differenti possibilità di evoluzione individuando quattro possibili stati del Finance: automation, integration, re-engineering e transformation. In altre parole, si tratta di aree che grazie alla convergenza del digitale possono consentire la ridefinizione aziendale, e fare in modo che il CFO possa impostare percorsi coerenti con le sollecitazioni del mercato, nonché con i principali obiettivi strategici. Le soluzioni digitali possono aiutare il CFO e l’area Finance automatizzando attività ripetitive a basso valore aggiunto come contabilità, transazioni, reporting e così via, fortemente “time-consuming” e tipiche dei settori Amministrazione, Finanza e Controllo, tutti affidati al management finanziario. Si tratta di campi in cui è possibile ricorrere alle cosiddette “Soluzioni Cloud”: oltre ad aumentare la flessibilità e ridurre i costi, il cloud computing fornisce accesso in ogni momento e senza vincoli di spazio ad applicazioni e risorse di sistema condivise e configurabili, consentendo di svolgere in pochi minuti un lavoro che un tempo richiedeva molto più tempo e che necessitava della presenza fisica in uffici o archivi.

Del resto è proprio attraverso la gestione dell’innovazione e della trasformazione digitale che le aziende possono mirare ad acquisire vantaggi competitivi rispetto alla concorrenza, specialmente dopo le difficoltà causate dalla pandemia da Covid-19. E il rinnovamento delle competenze dei CFO, oltre che di altre figure manageriali, è un aspetto fondamentale per la riuscita dell’operazione, tanto che l’offerta formativa garantita dalle Università e dalle scuole di specializzazione va proprio in questa direzione, con master e corsi orientati al project management del futuro; un futuro che in un certo senso è già presente.

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