provincia di: Tutte
Seguici:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

I professionisti dello "spazio"

La qualità del lavoro dipende sempre più da quanto le persone apportano in termini di conoscenza e creatività. Negli ultimi anni, infatti, è aumentata la richiesta di competenze e capacità nuove per adattarsi a un mondo del lavoro sempre più competitivo a causa di fattori macro e micro ambientali: la diffusione di soluzioni cloud che consentono di accedere ai propri documenti da qualsiasi postazione; la diffusione del lavoro indipendente; la digitalizzazione dell'economia; il rafforzamento di mercati globali del lavoro e la trasformazione degli spazi del lavoro.

Quando si parla di spazio di lavoro, non è al solo luogo fisico che ci si riferisce. È un concetto ben più ampio che racchiude il benessere dei lavoratori, le loro interazioni – interne ed esterne – e, conseguenzialmente, la performance economica di un’azienda. È qui, infatti, che si produce valore e per farlo occorre creare le condizioni più adeguate affinché le risorse umane e l’organizzazione nel suo complesso operino al meglio.

Un workplace ben progettato è un ambiente fertile all’interno del quale si genera una contaminazione virtuosa di conoscenze e nuove competenze e in cui si consolida un patrimonio prezioso, il capitale umano. La parola chiave è, dunque, adattabilità: lo spazio lavorativo deve conformarsi e riadattarsi alle esigenze dell’azienda e dei suoi dipendenti, rispondendo così agli stimoli continui di un ambiente dinamico e pronto all’azione.

Contrariamente a quanto si pensa, la progettazione dell’ufficio non è appannaggio esclusivo delle grandi realtà aziendali ma può produrre benefici anche nelle piccole imprese, senza comportare necessariamente per queste costi eccessivi e un cambiamento radicale della cultura manageriale.

A differenza degli Stati Uniti, che si sono attrezzati per primi su questo fronte, e delle multinazionali anglosassoni, in Italia l’investimento nello spazio è un processo non ancora compiuto appieno. Lo dimostra, ad esempio, il fatto che la realizzazione degli ambienti lavorativi nelle aziende nostrane quasi mai è affidata a una figura specializzata nel settore ufficio. Nella maggior parte dei casi, infatti, si ricorre all’intervento dell’architetto, professionista che non sempre ha competenze specifiche nel campo.

Di derivazione americana e in crescita anche nel nostro Paese è il Facility Management, un approccio aziendale integrato che coordina il luogo fisico di lavoro con le risorse umane e l’attività propria dell’azienda. Per “facility” si intende sia l’immobile dove viene svolta l’attività lavorativa, sia il complesso delle attività di servizio. Tre le macroaree in cui sono classificate le facility: servizi all’edificio, allo spazio e alle persone.

Tra le tendenze che stanno affermandosi e rivoluzionando il concetto di spazio in termini di condivisione, socializzazione e networking, assumono, inoltre, particolare rilevanza il Coworking e il FabLab.

In un mondo del lavoro che cambia a partire dalla sua configurazione spaziale, si fanno strada, dunque, nuove professioni che caratterizzeranno il contesto lavorativo nel futuro più prossimo. Quali? Il Workplace Manager e il Coworking Facilitator.

 

 

Chi sono? Dove operano e con quale funzione? Si tratta di figure professionali ancora poco note, tutte da scoprire, perché ben presto saranno tra le professioni più richieste e diffuse. Per saperne di più, leggi la scheda seguente!

Il Workplace Manager. Più trasversale del Facility Manager e a metà strada fra un HR Manager e un IT Manager, il Workplace Manager si occupa di valorizzare le persone, ha competenze in ambito digitale e provvede alla risoluzione dei problemi attraverso la tecnologia, oltre a curare gli spazi e la loro organizzazione.  Questa figura ha, insomma, tutte le caratteristiche per governare processi e progetti di smart working in cui comportamenti, tecnologie e spazi si combinano insieme.

Si tratta di una risorsa preziosa per il futuro di un’organizzazione, in quanto capace di innovare in maniera trasversale e unire l’insieme dei tasselli di un’azienda in piena fase di cambiamento.

Il Coworking Facilitator. Lavorare insieme all’interno di una struttura attrezzata, organizzata e aperta a liberi professionisti e startupper che decidono di avviare la propria attività in un ambiente stimolante ed economicamente conveniente, affittando un’apposita postazione. È questo il significato di “Coworking”, una forma di lavoro nata negli Usa a metà degli anni duemila e approdata in Italia. Sul territorio nazionale sono sempre più numerosi gli spazi di coworking , ma quello che manca ancora è una figura che si occupi di sviluppare la community, che promuova l’ingresso di nuovi professionisti, l’organizzazione di eventi e la pianificazione di attività mirate sulla base delle esigenze dei coworker, che stimoli le dinamiche relazionali e la socializzazione veicolando idee e best practice. Tutto questo è il Coworking Facilitator.

Quello del coworking si configura come un movimento globale fatto di professionisti alla continua ricerca di stimoli creativi necessari ad affrontare un mondo in continua evoluzione. La vera sfida sarà scoprire come e in quanto tempo gli individui trasformeranno questo nuovo modo di lavorare.

 

Nel contenitore di Cliclavoro dedicato all’ Innovazione Sociale trovi utili punti di approfondimento sulle pratiche, gli attori, i progetti e gli studi dell’innovazione italiana!

 

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: