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I progetti sociali Ri Abilita e Spazio Waw

L’importanza di lavorare è cosa da sempre risaputa e come dice il noto detto, “il lavoro nobilita l’uomo”. Oltre alle risorse economiche e l’indipendenza derivanti dallo svolgere una professione, un ruolo importante lo ricoprono anche socializzazione e inclusione. Il lavoro infatti può essere una importante chiave di svolta per vivere o tornare a farlo liberamente, una vita normale, soddisfacente e ricca di positività. Sono pertanto numerosi i progetti di inclusione sociale che caratterizzano il nostro Paese e che spesso danno un’opportunità, a volte anche una seconda occasione, a persone che in tal modo intraprendono un percorso di inserimento o reinserimento sociale.

Con questo spirito audace e proattivo si stanno sviluppando in queste settimane e proseguiranno il loro cammino nei prossimi mesi, due interessanti iniziative: a Bari con Ri Abilita e a Bologna con Spazio Waw. Una delle particolarità che accomuna questi percorsi inclusivi è il ruolo degli istituti di credito, che sempre più supportano con risorse questo tipo di scelte di responsabilità sociale. Si tratta certamente di due iniziative locali, che però spesso sono di ispirazione per tante altre comunità e questo è il sale alla base del circolo virtuoso che permette poi all’Italia di avere un altissimo tasso complessivo di attenzione al tema sociale.

In Puglia è la cooperativa sociale Semi Di Vita ad aver dato il la all’idea (nome completo “Ri Abilita, agricoltura sociale per l’inserimento lavorativo di giovani dell’area penale”), con il supporto dell’istituto di credito, Intesa Sanpaolo. L’obiettivo è guidare i giovani detenuti nel reinserimento sociale e in particolare 20-25 ragazzi che si trovano presso l’istituto penale per minorenni Fornelli. Il riscatto sociale passa quindi anche attraverso uno sviluppo della propria professionalità e personalità. In particolare, i percorsi formativi di Semi Di Vita attivano processi di inserimento lavorativo su terreni del Meridione confiscati alla criminalità organizzata. I ragazzi verranno inseriti all’interno di alcuni progetti di agricoltura sociale preesistenti della cooperativa, come “La Fattoria dei Primi”, iniziativa avviata a Valenzano e nel quartiere periferico Japigia di Bari. Prenderanno inoltre parte al progetto Cardoncelleria Fornelli, supportato dal Ministero della Giustizia, che prevede entro il 2021 la realizzazione, all’interno dell’istituto penale stesso, di una serra di 330 metri quadrati per la coltivazione di funghi cardoncelli e di un laboratorio di altri 70 metri quadri, per il confezionamento, coinvolgendo direttamente i detenuti in un programma formativo che prevede l’acquisizione di nozioni teoriche e pratiche in campo agricolo, economico e di gestione aziendale.

Di diversa natura, ma sempre in ambito terzo settore è l’iniziativa bolognese di Spazio Waw, acronimo che sta per Women Art Work. In questo caso si intendono supportare tutte le donne, soprattutto straniere, che vogliano inserirsi agevolmente nel tessuto socio-economico del territorio. Terra Verde, onlus che guida le attività finanziate dalla “Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna”, nell'ambito del bando "La cultura come strumento di integrazione: la parola alle donne" opera dalla fine degli anni ’90, con l’intento di aiutare le persone con fragilità attraverso l'artigianato. Concretamente parlando, a un gruppo di donne viene insegnato un vero e proprio mestiere, attraverso la realizzazione di manufatti originali e di qualità.

Nell’esperienza cittadina di Bologna si registra anche il supporto di Emilbanca, banca di credito cooperativo e di una campagna di crowdfunding sociale lanciata dalla piattaforma digitale, Ginger. I risultati sono stati sorprendenti, a riprova di quanto le varie comunità siano attente ai temi del sociale e dell’integrazione femminile. Lo spazio Waw aveva già trovato un proprio luogo fisico in cui avviare le attività, nel quartiere Navile della città, ma mancavano arredo e attrezzature varie professionali e semiprofessionali, anche tecnologiche. Servivano 5mila euro per partire, ma nel giro di poche settimane sono stati ampiamente superati, fino ad arrivare ai quasi 12mila attuali. Una grande vittoria per tutti e in questo modo, a settembre prossimo, Spazio Waw partirà a tutti gli effetti, dando assistenza pratico-teorica a tante donne con voglia di riscatto, con l’obiettivo all’orizzonte per Terra Verde di diventare una vera e propria impresa sociale femminile.

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