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ISAAC, una startup italiana per proteggere dai terremoti

Contrastare le oscillazioni degli edifici durante un terremoto, riducendo i rischi di danni o collassi. Il core business di ISAAC, un sistema attivo intelligente per la protezione degli edifici, è uno di quelli che vanno al di là del semplice fattore commerciale, raggiungendo quella che si può definire come utilità sociale.

Soprattutto in un Paese, l’Italia, purtroppo storicamente colpito da periodici sciami sismici che hanno tragicamente flagellato diverse regioni della penisola. Abbiamo raggiunto questa startup italiana, vincitrice di numerosi riconoscimenti – tra cui l’Everis Award 2019, organizzati dall’omonima fondazione – per scoprire com’è nato e si è sviluppato questo progetto. «La nostra avventura è nata dalla ricerca universitari condotta dall’Ingegner Alberto Bussini, CEO e Founder della startup, presso il Politecnico di Milano. Consapevoli del ritardo sul tema della prevenzione sismica nel Nostro Paese, e colpiti dalle continue immagini di distruzione e morte a seguito di un terremoto abbiamo deciso di offrire una soluzione facile e veloce da adottare da parte della cittadinanza mettendo a frutto le conoscenze e il genio inventivo che hanno animato sin dall’inizio il processo di ricerca. Un evento naturale, come i terremoti, anche se imprevedibile non dovrebbe mai trasformarsi in una tragedia sociale ed economica; questo non accade se si agisce preventivamente proteggendo le nostre città. Da uno Studio iniziato più di tre anni fa quindi è nata la prima tecnologia intelligente per la protezione sismica di edifici esistenti,I-Pro 1. L’azienda è nata ufficialmente a dicembre 2017 con inizio esercizio commerciale a gennaio 2018, e il deposito del primo brevetto nello stesso anno».

Nonostante l’evidente fascino di questo progetto, capace di coinvolgere ricerca universitaria, tecnologie avanzate e sviluppo digitale, anche la nascita di Isaac non è stata semplice, con le difficoltà derivanti dalla ricerca do investitori disposti a rischiare e credere nell’azienda .«Un prodotto come il nostro – spiega il fondatore di Isaac – portava con sé molte sfide, sia inerenti allo sviluppo tecnologico sia per quanto riguarda la parte commerciale, data la componente fortemente conservativa che caratterizza il mercato dell’edilizia. Con impegno e dedizione siamo riusciti a dimostrare a livello numerico il funzionamento tecnologico. Abbiamo definito, quindi, un piano strategico, con obiettivi chiari che ci avrebbero portato dove siamo poi arrivati oggi: ad avere un prototipo in scala 1:1, che sta per essere testato su edifici in scala reale».

Per lo sviluppo del progetto, è dunque del tutto evidente come la tecnologia rivesti ruolo fondamentale. Al suo interno, ISAAC ha ingegneri specializzati nell’ambito meccanico e civile che si occupano quotidianamente della ricerca e dello sviluppo tecnologico della tecnologia. Inoltre, la società collabora a stretto giro con il Politecnico di Milano, in particolare il dipartimento di ingegneria meccanica. A questo bisogna aggiungere la collaborazione con i laboratori Eucentre di Pavia, centro di ricerca con pluriennale esperienza nel campo dell’antisismica, per lo svolgimento dei test su tavola vibrante di I-Pro 1.

Quello dell’azienda milanese è un team giovane – basta pensare che l’età media è di soli 32 anni – e snello: «Siamo partiti da essere in 2 per arrivare oggi a 6 membri della squadra, operativi al 100%. Al Team si aggiungono, inoltre, consulenti esterni e mentors che ci permettono di sviluppare ogni aspetto dell’Impresa. Chi lavora con noi deve essere motivato, credere nel progetto e nei valori per cui ISAAC affronta sfide ogni giorno. Per noi è fondamentale creare una squadradi persone che si sentano libere di esprimere la propria idea e che si sentano parte fondamentale del team ISAAC». Nella fase di lancio della startup, hanno avuto inoltre un ruolo decisivo gli stimoli che arrivano dall’esterno, soprattutto bandi regionali e nazionali. «La nostra startup ha partecipato e vinto molteplici competizioni che ci hanno permesso di sostenerci economicamente. Tuttavia, la gestione finanziaria di una startup rimane un punto molto complesso da gestire poiché i bandi rimborsano a spesa sostenuta, e (a volte) anche dopo molto tempo dall’avvenuta rendicontazione.Un aiuto rilevante, da parte dalle istituzioni, potrebbe avere la forma di incentivi per le assunzioni, permettendo di pagare meno tasse alle startup».

Per il futuro, tuttavia, i piani di ISAAC guardano con fiducia a un orizzonte di crescita ulteriore. «L’obiettivo di ISAAC è quello di continuare a crescere. Di seguito alcune previsioni: nel 2023 prevediamo di raggiungere un numero di dipendenti pari a 32 e, nello stesso anno, un fatturato pari a 5,8 milioni di euro. Questo si integra ovviamente con la volontà di sviluppare il mercato su tutto il territorio italiano, senza escludere la possibilità di internazionalizzare il business». Non ci resta che fare il tifo per questa avventura.

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