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A scuola di Coding

Nella società contemporanea, in cui la presenza dei computer diventa pervasiva, per essere culturalmente preparato a qualunque lavoro uno studente vorrà fare da grande, è indispensabile avere dimestichezza con i concetti di base dell'informatica.

Imparare a programmare apre la mente. Per questo si può cominciare già in tenera età.

Con l'apprendimento del Coding, ovvero la programmazione informatica, gli allievi non solo acquisiscono conoscenze tecniche ma anche nuove abilità concettuali utili e immediatamente applicabili alla vita quotidiana, qualunque sia il loro sviluppo professionale.

Ma come è possibile far avvicinare bambini e adolescenti all’informatica in modo divertente ed efficace?

Si parte da un’alfabetizzazione digitale per arrivare allo sviluppo del pensiero computazionale, essenziale affinché i più piccoli siano in grado di affrontare la società del futuro non da consumatori passivi, ma da soggetti consapevoli di tutti gli aspetti in gioco.

Per far sì che ogni studente, in ogni scuola del mondo, svolga almeno un'ora di programmazione,  nel 2013 negli Stati Uniti è nata l’iniziativa “L'Ora del Codice”, in inglese The Hour of Code, che ha visto la partecipazione di circa 40 milioni di studenti e insegnanti di tutto il mondo.

Sulla scia dell’esperienza statunitense, l’attenzione al coding è cresciuta anche nel nostro Paese, alimentata da progetti come la Settimana Europea della Programmazione - EU CodeWeek, promossa dalla Commissione europea e giunta alla sua terza edizione, che si terrà dal 10 al 18 ottobre 2015.

In Italia, a partire da settembre 2014, l'Ora del Codice è stata proposta in tutte le scuole nell'ambito del progetto Programma il Futuro, l’iniziativa del MIUR, in collaborazione con il CINI – Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, che si inserisce nel programma del Governo “La Buona Scuola”.


Per scoprire i dettagli delle varie iniziative, consulta le schede che seguono!

Ogni allievo deve avere la possibilità di apprendere l’Informatica in tutte le scuole, di ogni ordine e grado, proprio come già avviene per la matematica o le scienze, fin dalla scuola primaria.

Con questa premessa, il MIUR in collaborazione con il CINI, ha proposto l’iniziativa “Programma il Futuro” al fine di introdurre un nuovo approccio culturale che abitui i ragazzi a ragionare nell'ottica di risoluzione dei problemi.

L’obiettivo del progetto è quello di rendere disponibili alle scuole una serie di strumenti per sperimentare l’introduzione strutturale dei concetti di base dell’informatica.

Si tratta di un radicale cambiamento di prospettiva in grado di superare l’idea errata che la disciplina informatica sia accessibile solo a pochi allievi con particolari attitudini, o debba essere collocata esclusivamente nei percorsi universitari.

Come si articola il progetto?
Sono previsti due differenti modalità di partecipazione: una di base e cinque avanzati. Il percorso base è L'Ora del Codice e consiste nel far svolgere agli studenti un'ora di avviamento al pensiero computazionale.

A questa prima ora di avviamento, possono seguire percorsi più approfonditi, che permettono di sviluppare i temi del pensiero computazionale attraverso ulteriori lezioni.

Tutti possono partecipare, anche chi non ha competenze tecniche specialistiche. Le lezioni sono costruite in modo semplice e intuitivo e gli strumenti possono essere utilizzati in classe da parte di insegnanti di qualunque materia.

Le risorse (materiali, tecnologiche, economiche etc.), necessarie alla realizzazione del progetto, sono fornite da enti che condividono la necessità di contribuire a creare i presupposti per la crescita culturale e sociale del nostro paese.

Come partecipare all’iniziativa?
Per consentire a una classe di partecipare è necessario che l’insegnante designato dal Consiglio di Classe si iscriva come insegnante con il suo indirizzo di posta elettronica istituzionale.

È inoltre opportuno che in ogni scuola si individui un docente, che dovrà iscriversi come referente sul sito, con il compito di assicurare la partecipazione da parte del maggior numero possibile di classi del proprio istituto e di sensibilizzare i colleghi interessati allo svolgimento delle attività.

Il MIUR ha predisposto una rete di volontari qualificati, provenienti dal mondo universitario e della ricerca oppure dal mondo aziendale, che supportano le classi interessate a prendere parte all’iniziativa.

Quando partecipare all’iniziativa?
Entro il 10 ottobre è possibile partecipare alla sperimentazione di messa a punto del progetto, durante la quale alcune classi della scuola testano almeno una lezione dell'Ora del Codice in concomitanza con la Settimana Europea del Codice.

Per poter partecipare al progetto ed ottenere il premio erogato da parte del sito di fruizione delle lezioni, è necessario iscriversi entro il 5 dicembre.

Tuttavia, si suggerisce che l’avvio delle attività avvenga nella settimana dall’8 al 14 dicembre, durante la quale si celebra a livello mondiale l’Ora del Codice.

Sei un insegnante e vorresti coinvolgere la tua scuola nell’iniziativa? Consulta le
FAQ e prendi contatto con il gruppo di gestione del progetto per ricevere assistenza

Sei un’azienda e vuoi diventare partner dell’iniziativa? Scarica il programma di partenariato e contatta l’agenzia di comunicazione
Il mondo della didattica guarda con grande interesse all'esperienza del CoderDojo: una vera e propria palestra di creatività dove bambini e ragazzi, tra i 7 e i 17 anni, possono creare i propri programmi, videogiochi, animazioni o storie interattive, attraverso il gioco.

Ma scendiamo nel dettaglio: il termine "Coder" deriva da "Coding", la capacità di programmare. "Dojo", invece, proviene dalla tradizione giapponese e si riferisce al "luogo della via", ovvero ad un ambiente in cui poter apprendere un nuovo modo di rapportarsi con gli strumenti tecnologici.

Nato in Irlanda nel 2011, CoderDojo è un movimento senza scopo di lucro che si occupa di istituire dei club e organizzare incontri gratuiti in centinaia di circoli indipendenti sparsi in tutto il mondo.

Ogni Dojo promuove l’utilizzo del software open source e organizza le proprie attività rispettando le indicazioni della Charter internazionale stilata dalla Fondazione Internazionale CoderDojo.

Un portatile, la merenda e la voglia di imparare a programmare divertendosi. È tutto quello che occorre per prendere parte ad un appuntamento CoderDojo.

Si parte da un unica regola: Above All: Be Cool“, bullying, lying, wasting people’s time and so on is uncool”. (Soprattutto sii in gamba! Il bullismo, mentire e far perdere tempo non è da persone in gamba).

Perché hanno tanto successo?
In Italia sono attivi dal 2012 circa 40 Dojo (ecco la lista completa) che si basano su un particolare approccio all’insegnamento dell’informatica ai più piccoli: il mentor sostiene il coder nelle sue scelte, incoraggiandolo a trovare una soluzione personale attraverso lo scambio reciproco. Non sono previsti manuali o noiose lezioni di logica ma un percorso a gradi di complessità e tutorial basati sul learning-by-doing.

Gli incontri hanno una cadenza di due volte al mese per i giovanissimi coder e si tengono nelle università, o nelle biblioteche, spazi di co-working, scuole, musei, incubatori d’impresa.

Come partecipare?
Il modo più semplice per prendere parte all’iniziativa è fare volontariato come tutor in un Dojo. Il valore di questo progetto è infatti anche quello di dare la possibilità agli sviluppatori esperti di mettere in rete le proprie conoscenze.

Puoi controllare l'elenco dei Dojo a 
CoderDojo Zen per avere i contatti del gruppo più vicino.

Se non c'è Dojo vicino a te, puoi creane uno. Sulla pagina 
CoderDojo  dedicata, trovi  alcuni utili suggerimenti per l’avvio.

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