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Il Tecnico della riabilitazione psichiatrica

“Dichiarata sana e rispedita nel mondo. Diagnosi finale: borderline recuperata. Che cosa voglia dire ancora non l'ho capito. Sono mai stata matta? Forse sì. O forse è matta la vita”: è l'epilogo di Ragazze interrotte, il film che racconta la storia di Susanna, una giovane donna costretta a "soggiornare"  in un noto ospedale psichiatrico, alla fine dei turbolenti anni '60, periodo in cui l’approccio delle strutture e degli operatori era ancora di tipo manicomiale e l’obiettivo era l’alienazione e l’allontanamento del malato dal resto della società.

Negli anni, e precisamente il 13 maggio del 1978 con la legge Basaglia (riformatore della disciplina psichiatrica in Italia), si aprono le porte a concetti quali prevenzione e riabilitazione, all'impegno e alla possibilità di migliorare la qualità della vita degli individui con disturbi mentali, garantendo loro i diritti.

È proprio in questo passaggio di modello, da Biomedico a Psicosociale, che s’inserisce il Tecnico della riabilitazione psichiatrica o TErP il cui approccio è di tipo riabilitativo e il fine è il reinserimento del malato nella società.

Chi è e cosa fa il TErP?

Una figura, nell’ambito psichiatrico, nata in concomitanza a tecniche e terapie innovative del settore, e a capo di un’équipe multiprofessionale che coordina. Questo Professionista aiuta il paziente ad avere cura di , a occuparsi degli aspetti della vita quotidiana per vivere nel modo più autonomo possibile. L’obiettivo è lo sviluppo o il miglioramento della capacità di relazionarsi con gli altri, il reinserimento del paziente nella società e quando possibile, a lavoro

Il punto di partenza del metodo riabilitativo è la riorganizzazione e il potenziamento delle capacità residue del paziente, facendo leva su ciò che vi è di sano e non sulla patologie, seguito poi dal momento della riacquisizione delle abilità sociali, relazionali e quotidiane perse a causa della malattia, per arrivare infine alla “guarigione sociale” della persona con disabilità psichiatrica.

In altre parole la Riabilitazione coinvolge la persona, la famiglia, la comunità e il territorio di riferimento. Può essere definita come l’insieme di tecniche e di interventi utili a diminuire gli effetti della cronicizzazione del disagio psichico e a promuovere attivamente il reinserimento della persona nel contesto sociale e lavorativo di riferimento.

Il TErP si occupa della persona al 100% e crea in base a esigenze, bisogni e desideri del paziente, un progetto terapeutico individualizzato che prevede attività riabilitative individuali e di gruppo come il social skills training, che consiste nell'allenare un'abilità prima all'interno del gruppo di lavoro e poi all'esterno, problem solving, psicoeducazione (una vera e propria trasmissione di conoscenza al paziente sulla propria malattia: per riconoscere i segni e le fasi della patologia) e riabilitazione cognitiva computerizzata che mira invece ad allenare tutte le funzioni cognitive ed esecutive danneggiate dalla malattia.

All’interno delle strutture come i centri diurni, si passa poi ad attività espressive come musicoterapia, danzaterapia, arteterapia e a laboratori (giardinaggio, inglese, informatica, scrittura, ceramica)  dove i pazienti hanno la possibilità di imparare un mestiere, e in alcuni casi di svolgere uno stage o un lavoro all’esterno: questo è uno degli obiettivi principali del TErP.

In generale la salute delle persone è migliore se sono occupate e peggiore se sono disoccupate e sappiamo che ciò è particolarmente vero per le persone con disturbi mentali.

L’Individual Placement and Support (IPS) è oggi, a livello internazionale, la pratica di riferimento per aiutare le persone con disturbi mentali gravi a raggiungere e mantenere una posizione lavorativa effettiva nel mercato del lavoro. Il metodo IPS motiva l’utente e lo mette in grado di ricevere una reale soddisfazione professionale, anche in tempi rapidi (meno di sei mesi), non con borse lavoro, tirocini, inserimenti in cooperative di serie B ma basandosi sul sostegno individuale e su una valutazione concreta delle abilità della persona.

Il TErP opera in sinergia col contesto familiare e socio ambientale della persona e con altri professionisti sanitari, tra cui appunto gli addetti IPS. A livello sociale, il TErP, attiva dunque una “rete” d’aiuto sul paziente e su tutti i suoi contesti di vita sia a livello ricreativo che lavorativo.

  

Come fare per diventare TErP

Il TErP deve essere in possesso della laurea in tecnica della riabilitazione psichiatrica, afferente alla classe n. 2 delle lauree universitarie delle professioni sanitarie. Per formare questa figura è predisposto un percorso formativo universitario triennale (Laurea sanitaria D.M 29 marzo 2001, n.182) a frequenza obbligatoria consistente in lezioni frontali e attività pratiche integrate.

Fin dal primo anno lo studente può svolgere parte del tirocinio formativo in strutture convenzionate. I laureati possono proseguire gli studi accedendo ai corsi di laurea magistrali in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie di durata biennale ad accesso programmato, e in Scienze cognitive e processi decisionali, di durata biennale e ad accesso programmato.

Altrimenti possono iscriversi ai master di primo livello e a corsi di perfezionamento di durata variabile.

L'attività professionale si svolge in diversi contesti: strutture psichiatriche pubbliche, Centri di Salute Mentale, servizi residenziali, centri diurni, servizi territoriali, Strutture neuropsichiatriche private, Case di Cura, Servizi per le dipendenze, comunità, SERT (Servizi per le Tossicodipendenze), Servizi di neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza, ambulatori, Centri di ricerca e formazione, Studi privati come libero professionista.

Il supporto all’impiego nel mercato del lavoro, indipendentemente dal livello di istruzione del cittadino, dal retroterra socio-culturale, dalla diagnosi o da disagi fisici e psichici è frutto della collaborazione tra gli operatori del Servizio psichiatrico (Tecnici della riabilitazione psichiatrica) e le politiche attive fuori dalle strutture.

 

Di seguito raccogliamo alcune iniziative attive sul territorio nazionale.

 

Una grande contributo nel garantire la continuità dei percorsi di riabilitazione viene da attività e progetti che sostengono le buone pratiche di riabilitazione psichiatrica già consolidate sul territorio.

AbilitArte è l’iniziativa della cooperativa Anthropos, da anni attiva nel settore della cura e della riabilitazione psichiatrica, promossa in occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ha visto la partecipazione di persone con disabilità e senza, giovani e non, tutti all'insegna della creatività. AbilitArte ha partecipato con una mostra frutto di un lungo lavoro realizzato dagli ospiti delle strutture gestite dalla cooperativa: dipinti, schizzi, fotografie. Gli utenti affetti da psicosi e nevrosi hanno trovato nell’arte un linguaggio universale per esprimersi.

Tangram è una Cooperativa sociale che mette a disposizione uno spazio capace di ospitare 49 persone affette da disabilità, insieme a 7 operatori e molti volontari. Qui tutti lavorano e tutti - disabili e non - si mettono al servizio della comunità: grazie a percorsi riabilitativi e a vari laboratori di lettura, scrittura creativa, ceramica, rafforzamento grammaticale, stimolazione cognitiva, igiene, cucina, informatica, alimentazione c’è chi crea bomboniere, articoli da regalo e cornici da vendere nel negozio; chi è impiegato al centro stampa, chi si occupa di etichettare riviste, contare oggetti, ordinare fogli per conto di aziende, scrivere poesie.

Teatro Integrato dell’emozione” è il corso di formazione Sperimentale di Tor Vergata e Teatro Patologico dedicato alle persone con diverse abilità fisiche e psichiche. Il progetto è fortemente innovativo perché unisce ricerca, formazione e terapia con l’intento di offrire opportunità anche a giovani in condizioni di disagio mentale. I ragazzi qui sono produttori, attori, stilisti, non certo pazienti!

“Sguardi” è la mostra Fotografica realizzata dagli ospiti della Comunità Psichiatrica “Il Sestante”, ad alta intensità riabilitativa che ospita fino a 25 utenti residenziali con patologie psichiatriche. I neo-fotografi hanno realizzato un intenso e personalissimo book fotografico, del quale sono diventati a pieno titoli gli autori.

Tutti esempi di architettura sociale partecipata ed ecosostenibile dove i disabili, tramite le arti (musica, teatro, fotografia, pittura) si mettono al servizio della comunità fornendo prodotti e servizi di vario tipo.

 

Nell’approfondimento Disability Manager trovi importanti informazioni sull’inclusione socio-lavorativa delle persone con disabilità!

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