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Il lavoro nella cultura è oggi a portata di click

Sono un milione e mezzo le persone che lavorano nella filiera culturale e creativa del nostro Paese. Un numero che cresce ogni anno, come illustra “Io sono Cultura 2018”, lo studio della Fondazione Symbola e Unioncamere che annualmente racconta come si stia trasformando questo indotto dal valore di 92 miliardi di euro

Sì, perché si tratta di una vera e propria “fabbrica di valore”: per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano quasi due milioni in altri settori, arrivando così a un totale di 250 miliardi. L’effetto moltiplicatore si traduce nel turismo e anche nei territori a vocazione manifatturiera. E si traduce, soprattutto, in termini di posti di lavoro.

Ma quali sono le professioni legate alla cultura? Come vi si accede? Esistono percorsi formativi specifici? A queste domande prova a rispondere ProfilCultura che da poco è sbarcato in Italia. Il progetto, nato in Francia, è dedicato proprio ai professionisti del settore o da chi vorrebbe farne parte. Per questo è articolato in due portali: ProfilCultura-Lavoro, sito di incontro tra domanda e offerta, e ProfilCultura-Formazione, un vademecum ad hoc sulle competenze necessarie.

“Da un mese circa è online ProfilCultura-Formazione e presto lanceremo l’altro portale dedicato al lavoro”, ci spiegano Giulia Graffi e Filippo Dompieri, i due responsabili della filiale italiana, “in particolare, ProfilCultura-Formazione vuole essere una grande guida online per studenti e addetti del settore. Al momento, sono presenti 650 istituti ma non si tratta solo di illustrare l’offerta formativa italiana (e non solo) dedicata alla cultura”. Quello che accumuna le diverse opportunità formative presenti sul neonato sito è la qualità: gli enti erogatori devono essere accreditati a livello nazionale o regionale. Anche gli altri soggetti promotori  (ad esempio, teatri o musei) devono avere una solida base reputazionale.

“Abbiamo dedicato uno spazio alle notizie - continua Giulia - in modo che gli utenti possano rimanere aggiornati sulle ultime novità e un’area «Informazione pratiche», dedicata a spiegare le diverse tipologie di diplomi, elementi sui contratti come quello di apprendistato e sugli stage. Il nostro target sono gli studenti, in primo luogo, e anche i professionisti che vogliono specializzarsi, i quali possono trovare in un unico strumento tutto ciò che c’è da sapere”.

I destinatari sono solo artisti, tecnici, insegnanti o designer? In realtà il termine “cultura” è un contenitore molto vasto, abbiamo quindi chiesto ai due referenti cosa contenesse esattamente. “Intendiamo un insieme di diversi settori  – illustra Giulia - ci sono quelli più classici dei beni culturali e dell’artigianato e tutto ciò che di creativo ruota intorno alla comunicazione, all’audiovisivo, al web e allo spettacolo. Abbiamo, inoltre, scelto di ricomprendere l’insegnamento legato proprio a queste discipline”.

Se la vastità e le potenzialità del settore sono chiare, lo è meno come sia concretamente possibile sfruttarlo per trovare lavoro. Secondo Filippo: “Bisognare partire da tre step tra loro legati. Il primo è agire con consapevolezza, capendo quali sono le competenze necessarie e quali le reali prospettive occupazione. Il secondo è accettare l’idea che sia necessario accumulare esperienza, anche attraverso periodo di apprendistato o tirocinio. Infine, è necessario essere dinamici e flessibili perché il settore è in continua evoluzione e l’aggiornamento delle competenze diventa indispensabile anche per chi è del campo. Le nuove tecnologie digitali, ad esempio, stanno cambiando l’approccio all’architettura e al design ma la formazione continua è utile anche a coloro che vogliono specializzarsi maggiormente nel proprio ambito. ProfilCultura vuole rispondere proprio a tali esigenze”.

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