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Il "nuovo" commercialista digitale tra formazione e innovazione

Tutte le professioni sono soggette a evoluzioni nel tempo che ne modificano il modo di espletarle e i percorsi formativi da seguire per svolgerle al meglio. L’innovazione digitale è sicuramente uno degli elementi che maggiormente ha modificato il modo di lavorare nel nostro Paese a tutti i livelli. La digital transformation ha inevitabilmente “toccato” anche il settore dei commercialisti.

Ci racconta questa trasformazione, Francesco Cardone, commercialista e imprenditore di Imprefocus Srl, società insignita del premio Professionista Digitale, attribuito dall’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale della School of Management del Politecnico di Milano. 

Anzitutto, il commercialista di oggi non può più essere solo un mero intermediario fiscale, bensì un vero e proprio “coach dell’imprenditore”. “Una sorta di tutor – spiega Cardone -, costantemente al fianco di chi fa impresa. Il nuovo commercialista deve accompagnare l’imprenditore in tutte le sue scelte strategiche, con l’obiettivo finale della crescita del core business aziendale. È in questo modo che l’imprenditore di oggi potrà trovarsi davanti un professionista o uno studio di professionisti, in grado di seguirlo a 360 gradi in ogni aspetto della gestione del proprio business”.

Le parole chiave sono quindi formazione, digitalizzazione e attitudine imprenditoriale, ovvero la capacità di “fare impresa”, perché solo in questo modo si sapranno ottimizzare e migliorare tutti i processi aziendali. “Necessario aggiornarsi con frequenza – dice Cardone -, sicuramente di più delle 20 ore formative annuali raccomandate dall’Ordine. Anche la digitalizzazione è fondamentale, perché l’obiettivo principale è il miglioramento dell’efficienza e della velocità delle procedure aziendali, utilizzando quindi anche metodologie e tecnologie all’avanguardia”.

Non bisogna poi dimenticare le cosiddette soft skills. “Le caratteristiche irrinunciabili per i nuovi commercialisti – indica Cardone - sono leadership, flessibilità e propensione all’innovazione. C'è una grande differenza tra essere manager o leader, perché per poter essere leader bisogna esserlo innanzitutto di sé stessi, comprendendo a fondo la propria mission personale. Solo così si può pensare in seguito di guidare gli altri, facendo da esempio per tutti. La flessibilità invece – continua il professionista -, come per molti altri lavori è imprescindibile: sviluppare e migliorare la propria capacità nell’adattarsi a differenti situazioni e condizioni di business è questione centrale nelle doti del commercialista di oggi, periodo in cui tutto muta alla velocità della luce”.

L’outsourcing poi è un’altra risorsa nodale per il “consulente evoluto”. Grazie agli strumenti messi a disposizione dal mondo digitale infatti, un professionista ha oggi la piena possibilità di esternalizzare quella sfera di attività “standard”, a basso valore aggiunto, che non richiedono necessariamente il suo contributo diretto. “Molto importante è anche l’uso sapiente dei sistemi cloud – afferma Cardone -, che consentono da un lato di non avere limiti geografici per quanto riguarda i clienti da seguire e dall’altro di poter delegare i processi standardizzati della propria attività. In questo modo, il consulente fiscale potrà essere in grado di focalizzare la propria attenzione soprattutto, se non solo, sulla parte strategica relativa alle aziende clienti”.

Il web viene ulteriormente in auto del professionista digitale, anche da un punto di vista economico, perché attraverso la digitalizzazione, un commercialista ha l’opportunità di creare e vendere anche propri prodotti online inerenti l’ambito fiscale. “Ad esempio – evidenzia Cardone - corsi online, ebook e pacchetti di servizi come l’analisi del bilancio. Queste azioni sono possibili grazie all’utilizzo di piattaforme web, che possono essere sfruttate per presentare e rendere disponibili, in ogni momento, i propri prodotti per imprenditori e professionisti del settore”.

In definitiva, la digitalizzazione del commercialista ha portato grandi vantaggi alla categoria, soprattutto per chi sa cavalcare bene l’onda dell’innovazione, rimanendo così competitivi sul mercato del lavoro che è in costante evoluzione.

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