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Il "ponte" sociale e imprenditoriale di Startup Africa Roadtrip

Mettere in contatto fra loro ecosistemi imprenditoriali diversi come quello italiano e dell’Africa orientale, è questa la mission di Startup Africa Roadtrip, iniziativa non profit nata nel 2017 per mente di Andrea Censoni e Lorenzo D’Amelio e promossa dall’associazione Techgarage.

“L’Africa è il più antico territorio abitato sulla Terra – spiegano i due ideatori - e nell’immaginario collettivo richiama deserto, biodiversità, tradizioni, natura, vita selvaggia, colori e musica; ma non è solo questo. E’ anche innovazione e spirito d’impresa. Con questa convinzione, ispirati dall’amico e founder di Vadoinafrica.com, Martino Ghielmi, e spinti dal desiderio di conoscere la vera Africa abbiamo deciso di partire, zaino in spalla, per un'esperienza di viaggio non convenzionale, trascorrendo un mese a Kampala, la caotica capitale dell'Uganda, incontrando e relazionandoci con gli attori dell'ecosistema di innovazione locale: startup, università, incubatori, acceleratori e business angels”.

“Abbiamo così scoperto che l'Africa è diversa da come viene dipinta solitamente – dice Censoni - e che in realtà è una tela bianca su cui ognuno in prima persona può dipingere costruendo ponti e collegando persone di paesi e culture diverse, che insieme possono ispirare e migliorare l’ambiente intorno a se stessi”. “Tornati in Italia abbiamo così creato e strutturato un percorso di formazione basato sulle principali metodologie della creazione d’impresa – continua Censoni - e grazie a un team internazionale di giovani competenti e appassionati volontari abbiamo plasmato la nostra realtà, Startup Africa Roadtrip, riuscendo a portare così un impatto positivo e contribuendo allo sviluppo delle comunità locali attraverso percorsi di supporto all’autoimprenditorialità e la creazione di un ecosistema collaborativo e interculturale tra Africa ed Europa”.

Lo scopo principale del progetto è quindi la co-creazione di reti relazionali tra Italia e Africa, che permettano a questi due mondi, che ancora faticano a riconoscere i propri punti di contatto, di stringere relazioni di business win-win. “Da circa tre anni cerchiamo di costruire ponti per l’innovazione – afferma Censoni - supportando startupper, innovatori, makers e giovani talenti che intendono sviluppare prodotti e servizi a elevato potenziale impatto su alcuni dei settori trainanti l’economia locale”.

Secondo l’esperienza di Startup Africa Roadtrip, l’imprenditorialità sembra essere nel Dna dei giovani africani, ma per generare frutti ha bisogno di essere coltivata, nutrita e incoraggiata. “Per questo crediamo che il focus del nostro lavoro debba essere il knowledge & skills sharing – dicono in coro Censoni e D’Amelio; know how, strumenti e partnership tra Italia-Europa e continente africano possono fare la differenza e contribuire allo sviluppo di questo Paese, ricco di potenzialità”.

Startup Africa Roadtrip punta così all'attivazione di un ecosistema imprenditoriale locale fornendo ai giovani gli strumenti necessari per investire nelle proprie comunità e far crescere la prossima generazione di imprenditori africani. “Questi ragazzi sono i fondatori delle aziende che domani innescheranno un ciclo virtuoso e positivo - spiega Censoni - formando altri giovani e creando occupazione, dando vita a nuovi mercati, fornendo beni e servizi ai propri concittadini; quindi portando beneficio e impatto alle loro comunità”.

In tre anni di attività sono state realizzate più di 15 sessioni di workshops, coinvolgendo oltre 50 startup e 200 imprenditori, che in questi anni sono riusciti anche a raccogliere da alcuni investitori diverse centinaia di migliaia di dollari.

In continuità con le attività degli anni precedenti, l’estate 2019 ha visto il team impegnato in Uganda per una startup competition dal titolo “Made in Africa”, con attività di scouting di idee d’impresa, training e attivazione di connessioni locali e con l’ecosistema italiano. La call ha visto la partecipazione di 116 progetti, 22 startup selezionate per partecipare alla cosiddetta techweek (settimana di competizione e formazione intensiva) e 50 imprenditori partecipanti a Kampala, presso la sede dell’incubatore della Makerere University. Alla fine della techweek, cuore del progetto patrocinato interamente dall’ambasciata italiana, con l’alternanza di momenti di networking con l’ecosistema startup locale, workshop tematici e sessioni di lavoro individuale e mentoring, sono stati decretati i quattro vincitori di “Made in Africa”. I premiati 2019 sono stati Herhealth, progetto tutto al femminile, che grazie a un dispositivo non invasivo di analisi delle urine intende favorire la diagnosi precoce e migliorare la salute delle donne che vivono in aree rurali; Gorilla Conservation Coffee, startup sociale che produce e commercializza caffè equo e sostenibile contribuendo alla salvaguardia dell’habitat dei gorilla; Zembo, la cui missione è rivoluzionare la mobilità su due ruote in Uganda, diffondendo moto elettriche da loro sviluppate e Swipe2Pay startup fintech che, tramite web e mobile app dedicata, consente a PMI di accettare mobile money e carte come modalità di pagamento.

Startup Africa Roadtrip è un’iniziativa che cresce giorno dopo giorno, accogliendo costantemente nuovi partner e volontari che rendono possibile la continuità delle attività e dei programmi di supporto alle iniziative imprenditoriali africane. “Ogni anno – spiega Censoni – fra settembre e ottobre selezioniamo nuovi volontari da far entrare nel nostro team. È importante essere curiosi e avere voglia di mettersi in gioco in un’esperienza nuova e non convenzionale; avere voglia di vivere forti momenti di condivisione e scambio umano e culturale e chiaramente essere appassionati di imprenditorialità e social impact. Cerchiamo quindi giovani volontari, professionisti, consulenti, imprenditori e sponsor. Per essere tra i prossimi compagni di viaggio ed entrare a far parte del team è possibile candidarsi tramite il nostro portale”.

Il futuro di Startup Africa Roadtrip è ricco di iniziative: “Dopo aver visitato e conosciuto gli ecosistemi di Kenya, Uganda e Tanzania - afferma Censoni - nell’arco del 2020 vorremmo proporre altri due programmi in questi ultimi due Paesi, con l’obiettivo di arrivare, entro la fine dell’anno, a formare 100 startup e 250 imprenditori”.

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