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Il recruiting aziendale attraverso le Escape Room

Da piattaforme nate con l’intento di divertire gli appassionati del genere, a metodo di selezione aziendale del personale, le Escape Room sono la nuova frontiera del recruiting aziendale, adoperate anche per favorire lo spirito di squadra, migliorare l’intesa tra i propri dipendenti e la loro collaborazione.

In un mondo del lavoro in cui contano sempre di più le soft skills - quelle abilità che difficilmente emergono in un normale colloquio face to face - sono proprio i metodi alternativi di selezione che attirano l’interesse delle aziende. Tra questi, quello basato sulle escape room, in italiano “stanze trappola”, da cui si riesce ad uscire solo risolvendo una serie di enigmi, sta conquistando sempre più la curiosità dei datori di lavoro. Ed è proprio l’approccio del candidato nel sapersi costruire una via d’uscita che fa scorgere al selezionatore le abilità che potrebbero essere utili o meno all’interno di un contesto aziendale.

Essere chiusi in una stanza e poter contare solo sulle proprie capacità logiche e sugli altri membri della squadra stimola interessanti dinamiche di gruppo. Per uscire da una escape room quello che conta sono le abilità individuali: dal pensiero creativo, alle strategie di comunicazione, dal saper gestire il tempo a disposizione, alla capacità di leadership, alla cooperazione, al problem solving. In 60 minuti di gioco su una piattaforma del genere viene fuori la vera personalità del giocatore, ed è questo uno degli aspetti che interessa maggiormente le aziende. L’immersione nel gioco evidenzia non solo la capacità di concentrazione del giocatore-candidato ma l’abilità nel focalizzarsi su un obiettivo, nel saper portare a termine un compito, rispettare o meno le scadenze. Inoltre, rispetto ad un normale colloquio in azienda, in un contesto informale come quello del gioco, la persona sottoposta a recruiting difficilmente riesce a controllare il proprio comportamento. Questo permette al selezionatore d’individuare le qualità che potrebbero andare bene per la propria azienda, o che potrebbero non interessare, o addirittura non piacere.

Nella fase di team building, le “stanze-trappola” aiutano a relazionarsi con gli altri, a concentrarsi, a focalizzare gli obiettivi comuni. Questo può risultare molto vantaggioso per un’azienda che ha necessità di stimolare la produttività ed essere competitiva sul mercato. Lo spirito di squadra e di gioco è infatti essenziale in un ambiente di lavoro. Per un’azienda che voglia investire sul team building, le escape room sono l’occasione per migliorare i rapporti tra i colleghi, proprio perché uscendo da una zona di confort i lavoratori si mettono in gioco cercando di sviluppare soluzioni creative con il comune obiettivo della fuga. Le stesse dinamiche potrebbero risultare utili in un contesto lavorativo dove tutti i colleghi dovrebbero focalizzarsi sugli obiettivi di business prefissati dal management. Le emozioni che si provano in simili contesti riescono a far nascere relazioni profonde, fanno conoscere meglio le persone che lavorano insieme, accrescono la reciproca fiducia. Attraverso una escape room, un datore di lavoro può anche stimolare la competizione tra gruppi diversi della stessa azienda con il fine di far emergere quella creatività che è essenziale per trovare nuove soluzioni vincenti sul mercato. In definitiva, è proprio qui che si sviluppano tutte quelle capacità richieste a chi si prepara oggi a lavorare in un tipo di azienda innovativa e, che in una parola, potremmo riassumere con l’abilità di problem solving.

Sei alla ricerca di un'attività di team building per la tua azienda? Scopri nella scheda seguente come sfruttare l'esperienza dell'Escape Room nella selezione del personale e per unire il tuo team aziendale!

Un team di colleghi, una strategia, un’ora di tempo, un obiettivo comune: sono questi gli elementi alla base delle escape room, stanze allestite secondo atmosfere di film, videogiochi, libri, periodi storici.

Nate qualche anno fa in California, è da Budapest che hanno cominciato a diffondersi in tutto il mondo nel format che conosciamo oggi. Da allora è stato un lungo e costante exploit che ha portato le Escape Room a essere tra le esperienze più in voga del momento, diventando popolari anche in Italia.

Ecco, come funzionano

In apparenza una semplice stanza, nella realtà un mosaico di mistero che permette di vivere delle vere e proprie esperienze di avventura. I membri del team devono infatti riuscire a risolvere tutti gli enigmi (matematici, meccanici, elettrici, etc.) e, per trovare la chiave o il codice che permette loro di aprire la porta d’uscita, sono chiamati necessariamente a collaborare. L’esperienza è talmente trascinante che i partecipanti “vivono” un videogioco dal vivo dove vengono messe alla prova abilità individuali e di gruppo, affinando così l’intesa tra i membri.

In un clima giocoso ogni componente può giocare un ruolo ben preciso a seconda delle proprie qualità individuali. Le Escape Room in questo modo, oltre che divertenti, risultano istruttive ed efficaci. Gli aspetti positivi certo non mancano: oltre al divertimento in sé, la possibilità di sviluppare intuito e cooperazione e l’opportunità di creare business e posti di lavoro.

Non è poi così strano e curioso, dunque, che scenari di gioco come quello delle Escape Game siano utilizzate in altri contesti a adattate dalle aziende per attività di Team Building e a fini del Recruiting.

Logica, collaborazione, velocità, abilità, organizzazione e affiatamento sono tutte qualità che gli addetti alle selezioni cercano nei candidati.

??I sistemi di selezione delle aziende si sviluppano in concomitanza alle esigenze del mercato del lavoro.

Di solito le persone convocate per un colloquio hanno superato altri step, quello dello screening dei CV e/o quello delle prove psicoattitudinali come il 15FQ, in grado di fornire un rapporto sui tratti della personalità della persona esaminata.

Anche in Italia, ogni tanto, si trovano Coach, HR, Psicologi e Recruiter, che, stanchi dei soliti standard selettivi, oltre a guardare il percorso di studi dei candidati, con grande fantasia, adottano particolari strategie per conoscere la personalità delle possibili risorse, affacciandosi a nuove forme di Recruiting.

Test, simulazioni e giochi mirati a verificarne l’effettivo interesse, passione, attitudine, carattere della persona candidata.

Gli hackaton, ad esempio, sono diventati un modo per scegliere candidati ideali nella progettazione tecnologica, gli aperitivi business to business, gli e-workafè,  sono tutti luoghi di incontro tra svago e lavoro, due realtà apparentemente distanti. Tutti spazi in cui i giovani possono trovare un’occupazione, nuovi contatti professionali e presentarsi a manager e selezionatori.

La capacità di integrarsi velocemente, divertendosi, sta diventando il nuovo must nel mondo del lavoro e il criterio di scrematura all’ingresso di molte realtà innovative. Mock games, live action game, Escape Game.

La scatola stavolta è quella del contesto lavorativo, il procedimento è lo stesso, le chiavi per uscire vincitore sono sempre due, abilità e spirito di squadra.

Un processo di selezione alternativo dove ogni candidato ha 60 secondi per presentarsi, evitando risposte alle domande canoniche Mi parli di lei/Mi parli delle sue esperienze di lavoro/Come descriverebbe il suo lavoro ideale e paroline come io ed allora, e 60 minuti per dimostrare leadership, capacità di lavorare in team e problem solving.

 Il risultato di un colloquio “unconventional” sarà da una parte un candidato che, tra una birra e una manciata di noccioline, dimentica l’altissima posta in gioco, un lavoro, e un  selezionatore che riesce a vedere di più rispetto a un tradizionale colloquio, qualità, difetti e personalità di ciascun giocatore: aspetto cruciale nei contesti lavorativi.

Solo in questo modo le aziende e addetti ai lavori individueranno non solo dipendenti, ma veri e propri alleati.

Insomma, se volete essere assunti dai cacciatori di teste lasciate a casa l’ansia dovuta alle domande trabocchetto “Ha chiuso la porta?” e pensate a scappare.

Se trovi la chiave ti assumo! Quello che potrebbe apparire solo un gioco, è invece un metodo alternativo di selezione adoperato da startup e aziende con esiti positivi. In una dimensione lavorativa sempre più innovativa, informatizzata e automatizzata in cui tramonta il vecchio adagio: “Impara l’arte e mettila da parte”, alle giovani generazioni si richiedono quelle abilità che attengono alla sfera emozionale e alle capacità individuali. Le competenze tecniche acquisite negli anni di studio costituiscono ormai solo una base di partenza. Ed è così che i format di selezione tradizionali spesso non rispondono alle esigenze delle startup più innovative. Per trovare la risorsa giusta, oggi le startup italiane si affidano a processi di recruitment alternativi.

Tra le antesignane di questi metodi vi è la startup Friendz. Il processo di selezione del personale si è svolto in due tappe: un party a sorpresa, durante il quale ogni candidato è stato chiamato a presentarsi, e una prova di abilità.

Ma la parte più innovativa di questa esperienza è stata sicuramente la seconda prova. I 5 candidati sono stati rinchiusi infatti nella escaping room di The X-Door a Milano. I selezionatori hanno spiato i candidati da una telecamera e hanno potuto valutare diverse abilità: leadership, capacità di lavorare in Team e problem solving.  Grazie a questa esperienza il team di Friendz ha potuto scegliere con una discreta dose di certezza le persone giuste da inserire nella propria squadra. Esperienze come quelle di Friendz provano che nel mondo delle innovazioni nuove forme di selezione riescono ad allargare gli orizzonti.

In questo panorama, s’inseriscono anche escape room come Closeddoor che forniscono supporto alle aziende per stimolare attività di team building. Qui si possono sviluppare briefing per organizzare il gruppo di lavoro, in 60 minuti è possibile accrescere nei partecipanti la propensione alla comunicazione e all’interazione. Da queste stanze si riesce ad uscire solo lavorando in gruppo e definendo i ruoli di ognuno. La pressione dei minuti che scorrono inesorabilmente e della stanza chiusa farà sì che tutti i partecipanti uniscano le proprie forze per trovare la via d’uscita finale. A gioco finito ci si ritrova in una stanza chiamati ad analizzare quello che è accaduto con l’aiuto di un coach team building.

 

Se hai trovato interessante questo argomento e desideri saperne di più sul rapporto tra attività lavorativa e ludica, consulta l’approfondimento che Cliclavoro ha dedicato alla Gamification!

 

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