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Il sistema di IeFP

I percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) sono ormai stabilmente collocati nel panorama del sistema educativo italiano, con 316.018 iscritti nel corso del 2013-14 ai quali si aggiungono i 12.156 iscritti ai corsi di IV anno.

Il richiamo che la filiera di IeFP suscita sui giovani per il livello di praticità e concretezza del sistema di apprendimento è notevole e anche gli imprenditori ne stimano gli esiti, come evidenziato dall’ultimo rapporto Excelsior sui programmi occupazionali delle imprese.

Ad evidenziarlo è il XIII Rapporto di monitoraggio “Istruzione e Formazione Professionale: una chance vocazionale" A.F. 2013/2014, elaborato dall’Isfol per conto del Ministero del Lavoro, al fine di evidenziare le attività realizzate sul territorio nazionale dalle Amministrazioni e dalle Province Autonome per favorire la partecipazione alle attività formative dei giovani appartenenti alla fascia del diritto-dovere di IeFP.

Nel nostro Paese con il termine istruzione e formazione professionale si tende a designare percorsi specifici di durata triennale o quadriennale, la cui formulazione rientra nella competenza delle regioni e delle province autonome che emanano bandi pubblici per il finanziamento di corsi a tutti i livelli erogati da strutture formative accreditate e voucher formativi a copertura del costo del corso.

In una prospettiva europea, il termine istruzione e formazione professionale comprende tutte le tipologie e i livelli di istruzione generale e di istruzione e formazione professionale (IFP).

A prescindere da chi la eroga o dalla sua governance, l'IeFP è fruibile a livello secondario, post-secondario o superiore in ambiti d’istruzione e formazione formali o non formali, incluse le iniziative lanciate sul mercato del lavoro.

Il sistema di IeFP
, nato in forma sperimentale nel 2003 a seguito dell’approvazione della legge 53/03, è andato formalmente a regime nell’anno formativo 2011-12 come sistema di pari dignità e parte integrante nel secondo ciclo del sistema educativo italiano di Istruzione e Formazione.

È risultato in continuo e progressivo sviluppo il lavoro svolto dall’Unione Europea per armonizzare tutte le politiche per l’apprendimento permanente, incluse quelle dell’istruzione scolastica e del sistema di IeFP, dell’Università e dei percorsi ITS, dell’apprendistato,
dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), nonché dei servizi per il lavoro e le imprese, anche attraverso l’organizzazione di reti territoriali per l’apprendimento permanente.

Tra gli obiettivi di Europa 2020 rientra, infatti, quello di portare
il tasso di abbandono scolastico al di sotto del 10% e di fare in modo che il 40% dei giovani consegua una laurea o un diploma.

L'Italia si è posta come obiettivo strategico quello di rafforzare il sistema di IeFP  riconoscendo allo stesso un ruolo essenziale per favorire la crescita di aziende e cittadini.

In questo quadro, si inserisce l’insieme di misure previste dal Programma Garanzia Giovani al fine di relazionare meglio l'istruzione e la formazione al mercato del lavoro.

Tali misure sottolineano l’esigenza di ridurre gli abbandoni scolastici, ampliare i sistemi di apprendimento basati sul lavoro, garantire lo sviluppo professionale di insegnanti e formatori, aumentare l'offerta formativa professionalizzante, promuovere l'apprendistato e i tirocini e rafforzare l'orientamento professionale.

Le rilevazioni dell’Isfol ci restituiscono il quadro di un’offerta formativa che risponde ai fabbisogni sia del mercato del lavoro locale che della domanda di formazione dei giovani.

In aggiunta, il Rapporto pone l’accento sulla necessità di monitorare le effettive ricadute occupazionali dei percorsi di qualifica realizzati presso gli Istituti Professionali. Ed ancora, sulla possibilità di allargare il Repertorio nazionale alle nuove figure che il mercato del lavoro richiede.


Per avere un quadro completo della filiera dei percorsi di IeFP, consulta le schede che seguono.

I recenti monitoraggi confermano il ruolo positivo che il sistema di IeFP svolge nel nostro sistema educativo italiano.  Si indebolisce, dunque, lo stereotipo della IeFP come apprendimento di serie B, per riconoscere in esso uno strumento alternativo ed efficace contro la piaga della dispersione scolastica: un canale flessibile e autonomo, complementare all’istruzione generalista e in linea con gli orientamenti internazionali più recenti nel campo del sistema VET - Vocation and Edicational Training.

Il 2013-14 è l’anno in cui è arrivato a compimento il primo triennio dei percorsi svolti in “regime di sussidiarietà” su tutto il territorio. Le Regioni, competenti in materia di programmazione della formazione professionale, possono infatti prevedere che i percorsi triennali di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) vengano realizzati in collaborazione con gli Istituti Professionali di Stato.

L’analisi condotta rileva che in relazione ai soli percorsi triennali, nel 2013-14, la IeFP ha assorbito 316 mila allievi, raggiungendo 328.174 unità con gli iscritti al IV anno. La quota degli iscritti al triennio presso i Centri accreditati ha registrato un incremento del  2,2% rispetto all’annualità precedente, con ben 130 mila unità. Il numero degli iscritti ai percorsi IeFP svolti a scuola, invece, ha avuto un aumento del 13,9%.

A scegliere i percorsi di IeFP sono, in primo luogo, i giovani a rischio di abbandono scolastico con percorso irregolare e con una scarsa coscienza dei propri mezzi: si tratta di ragazzi che subiscono un “orientamento per dirottamento”, solitamente a partire dal secondo anno dei percorsi dell’Istruzione professionale. Tuttavia, la percentuale di chi sceglie la IeFP non per ripiego ma per “vocazione” è abbastanza alta, sia tra le Istituzioni formative (41,4%) che tra quelle in sussidiarietà integrativa (37,6%).

Le Regioni con il maggior numero di iscritti nei 3 anni risultano essere Lombardia, Sicilia, Piemonte ed Emilia Romagna, che da sole sfiorano la metà dell’offerta (48%).

Passando a considerare le figure professionali che suscitano più interesse tra gli allievi, l’operatore alla ristorazione” raccoglie la maggioranza delle preferenze in assoluto, con oltre 94 mila iscritti. Segue, con oltre 36 mila iscritti, la figura ”operatore del benessere”, i cui corsi sono realizzati quasi esclusivamente presso le Istituzioni Formative. In entrambi i casi la maggioranza dei corsi viene svolta ad appannaggio degli Istituti Professionali di Stato.

Per quanto riguarda le scelte per il diploma professionale, la figura preferita è il “tecnico di cucina”, cui segue il “tecnico dell’acconciatura”, “trattamenti estetici”, “servizi di impresa” ed “impianti automatizzati”.

Sul versante delle risorse finanziarie, nel 2013 sono stati impegnati, dalle Amministrazioni Regionali e Provinciali, 647 milioni di euro.

Il livello Regionale e Provinciale, con il 40% delle risorse, rappresenta la maggior fonte di finanziamento del settore della Formazione Professionale. Le risorse provenienti dal Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, influiscono per il 27% circa del totale, quelle di provenienza Comunitaria per il 21% e quelle del Ministero dell'Istruzione per il 12%.

Ma cosa rende così appetibili i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale?
La filiera della IeFP è giovane nel panorama educativo italiano, proprio come l’utenza che prende in carico: per questo è anche il terreno fertile per verificare elementi di continua messa a sistema, allo scopo di rafforzarne l’attrattività. Si presenta come un canale dinamico ed efficace, in grado di rispondere sia alla funzione di professionalizzare giovani che scelgono un percorso di inclusione più rapida nel mondo del lavoro, sia di recupero alla formazione di coloro che, spesso approdati alla IeFP da iter scolastici poco lineari, necessitano di percorsi centrati sull’esperienza.

Le ragioni principali dell’apprezzamento da parte dell’utenza si possono dunque trovare in un insieme complesso di fattori: il modello di formazione basato sul “saper fare” e sull’apprendimento nell’esperienza (stage, laboratori, lavoro per progetti), l’azione formativa personalizzata, la centralità delle competenze trasversali, il coinvolgimento delle famiglie e delle realtà imprenditoriali, la diffusione di adeguate strutture laboratoriali e la metodologia didattica attiva.

Subito dopo la qualifica, un giovane su 3 continua a formarsi, nella convinzione di poter trovare un impiego più soddisfacente con un altro diploma (31%), ma risulta ampia anche la quota di intervistati che riferisce altre ragioni, come la ritrovata voglia di studiare (29%). Diminuisce di 3 punti, invece, rispetto alla prima indagine, la quota di giovani che troviamo ancora nei percorsi di studio (6,6%), due terzi dei quali all’Università.

Dalla ricerca “Gli allievi di origine straniera nella IeFP: percorsi, inclusione e occupabilità”, svolta dall’Isfol nel 2013, la filiera risulta anche il segmento più inclusivo del Sistema educativo di Istruzione e Formazione italiano: la percentuale degli allievi con disabilità è quasi doppia rispetto a quella delle scuole secondarie di II grado (il 7% contro il 3,9%), e ancora, la percentuale di stranieri è più alta nella IeFP (15,5%) che in tutta l’Istruzione secondaria di 2° grado (6,6%) e, in particolare, nell’Istruzione Professionale (12,6%).

Non a caso il mondo imprenditoriale ha espresso la necessità di rendere maggiormente allettante l’offerta di IeFP, favorendo su tutto il territorio un sistema di qualità e in stretto collegamento con le imprese.
I percorsi di IeFP accompagnano i giovani efficacemente nell’inserimento lavorativo?

A questa domanda ha risposto la II indagine nazionale sugli esiti occupazionali dei qualificati nei percorsi di IeFP, dal titolo “Occupati dalla Formazione”, che ha coinvolto un campione nazionale di 5 mila qualificati nei percorsi triennali di IeFP nell’a.s.f 2008-09.

Proprio per rilevare condizioni lavorative più strutturate, si è scelto di realizzare la rilevazione a più di 3 anni dalla qualifica, scongiurando in tal modo la variabile “occasionalità”.

Lo studio rispecchia il quadro di una filiera ad utenza italiana (90%), residente nel nord Italia (78,5%), proveniente per il 70% dalle agenzie formative e di genere maschile (57%).

Si rileva inoltre un incremento del numero di giovani fuoriusciti dall’esame di stato con un giudizio superiore a “sufficiente” (il 64% contro il 55,5% della prima indagine), come pure la quota di giovani (38%) che si è iscritto ai percorsi di IeFP subito dopo la ex scuola media, a riprova del fatto che questi percorsi riescono sempre più a richiamare i giovani che li scelgono per “vocazione” dopo il I ciclo di istruzione.

Nel dettaglio, il 50% dei qualificati in esito ai percorsi triennali risulta aver trovato il primo impiego, con risultati migliori degli allievi dei Centri accreditati rispetto a quelli provenienti dai percorsi IeFP svolti a scuola.

I giovani in formazione risultano il 6,6% (nella precedente indagine erano il 9,7), mentre diminuisce il numero degli inattivi (1,3%) che nell’indagine del 2011 erano il 4%.

È interessante notare come le migliori performance occupazionali vengano registrate da parte delle agenzie formative del Nord Italia i cui qualificati si inseriscono più facilmente nel mondo del lavoro (55%) rispetto a quelli delle scuole (38%). Ciò è dovuto alla maggiore capacità delle agenzie del Nord di intercettare i fabbisogni del tessuto produttivo locale.

Considerevoli sono anche gli esiti degli indicatori di “utilità” della formazione ricevuta rispetto al lavoro svolto. Due ragazzi su tre, infatti, alla domanda “la qualifica professionale che hai conseguito è un requisito necessario ed utile per il lavoro che svolgi?”, risponde positivamente ritenendo l’iter formativo seguito fondamentale per svolgere il proprio lavoro.

Infine, viene rilevato anche lo stimolo esercitato dai percorsi di IeFP verso l’ulteriore formazione post qualifica. La conferma arriva dagli stessi protagonisti: l’82,6% rifarebbe la scelta di iscriversi ai percorsi e, in una scala da 1 a 10, attribuisce all’esperienza formativa un voto medio di 8,4.

Vengono apprezzati il rapporto con i compagni e con i docenti, ma anche gli argomenti e le modalità in cui avviene l’apprendimento.

Per saperne di più, consulta i documenti raccolti nella scheda seguente.

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