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Influencer e aziende si incontrano in Jungler

Se la pubblicità è l’anima del commercio, ora lo è più che mai, con lo sviluppo esponenziale delle piattaforme, dei social network e della fruizione digitale dei contenuti. Una rivoluzione che ha visto fiorire nuove professioni e modificarne delle altre. Sicuramente l’Influencer è tra queste, una nuova figura capace di orientare scelte d’acquisto e decisioni grazie a carisma e autorevolezza. Allora perché non sfruttare le potenzialità di questo nuovo modo di comunicare e agire che caratterizza la società contemporanea permeando gusti, scelte e opinioni? Perché non provare a mettere in contatto vere e proprie aziende con piccoli influencer qualificati in grado di potenziare l’immagine del brand sul mercato? Tre ragazzi di nemmeno 30 anni ci hanno già pensato, creando una startup di Influencer Marketing per far incontrare aziende con influencer di qualità tramite un Marketplace dedicato. Si chiama Jungler, una startup giovanissima, nata solo nel giugno 2019 e i fondatori sono Simone Scaglia (27 anni), Luca Giacomella (28 anni), Irene Jin (28 anni).

I fondatori raccontano: “Simone lavorava in una startup di influencer marketing e dopo 4 anni nel settore intuisce che il mercato si stava evolvendo e decide di voler intraprendere un nuovo percorso. Frequenta diversi eventi di Digital Marketing a Milano e ad uno di questi conosce Luca. Luca si occupava di Digital marketing e gestiva dei suoi progetti online. Decidono di portare avanti insieme l’idea di Simone. Mancava tuttavia una figura fondamentale nel team: qualcuno che conoscesse in modo approfondito il mondo degli influencer. Nel suo lavoro precedente Simone aveva conosciuto Irene, un’influencer di professione. Decide così di contattarla non per campagne di influencer marketing ma per renderla partecipe del progetto. Da allora l’idea si è evoluta fino a diventare sempre più concreta”. A riprova del buon andamento della startup, nell’ultimo anno il team si è allargato ad altri componenti in ambito Sales&Account e Tech, per un totale di 10 persone.

Il disegno iniziale prevedeva la creazione di una piattaforma automatizzata che permettesse ad aziende ed operatori turistici di promuovere i loro servizi sfruttando la potenza di una community qualificata e settorializzata di micro-influencer, diventando così un punto riferimento per semplificare ed ottimizzare il processo di digitalizzazione in un settore come il turismo. Ma l’avvento dell’emergenza sanitaria ha modificato il progetto. “La contestuale necessità di digitalizzazione da parte del mondo intero – spiega Irene - ha spinto il nostro progetto ad aprirsi anche verso altri settori come il Fashion&Beauty e Food&Beverage. Oggi Jungler è il primo Marketplace-as-a-service che mette in contatto le PMI con una community di micro-influencer qualificati e permette di creare, gestire e analizzare campagne di influencer marketing in modo automatizzato in ben tre paesi: Italia, Spagna e da un mese anche in Portogallo”.

Il vantaggio di questa piattaforma è quella di ridurre i tempi e i costi delle campagne pubblicitarie e allo stesso tempo garantire l'autenticità e la misurabilità dei risultati. Ma come funziona nello specifico? “Jungler facilita e velocizza il processo di creazione delle campagne consentendo di selezionare gli influencer in base a criteri specifici, approvare i contenuti ed effettuare il pagamento. La gestione dell’intero flusso di lavoro all’interno della piattaforma, oltre a dare al cliente il controllo diretto sui risultati, ottimizza i costi e riduce dell’80% il tempo di gestione di una campagna, creando un ecosistema tracciato e virtuoso tra aziende, influencer e il loro pubblico”.

I giovani fondatori hanno voluto creare un sistema in grado di regolamentare e supportare un settore come l’influencer marketing che si sviluppa spesso in un mondo frammentato e vasto come Internet. “Gli utenti sentono sempre più il bisogno di appoggiarsi ad una persona di riferimento, e della quale si possono fidare, che sia in grado di raccontare un’esperienza in modo genuino, un prodotto o i valori di un’azienda trasmettendo emozioni attraverso i loro contenuti - spiega la giovane -. Non è un caso infatti che oggi, dati alla mano, gli utenti si fidino molto di più di un micro-influencer e non degli annunci pubblicitari autoreferenziali e fini a sé stessi delle aziende”.

La piattaforma si utilizza in questo modo: dopo essersi registrata, un’azienda può creare la propria campagna in 5 minuti e ricevere una lista di influencer in linea con la campagna. L’azienda può selezionare quelli che preferisce visionando un “media kit” (una sorta di curriculum vitae) dell’influencer e valutando i vari prezzi degli influencer. Una volta scelti gli influencer, l’azienda dovrà approvare i contenuti oppure chiedere delle modifiche e infine riceverà un report dettagliato con tutte le metriche della campagna. I vantaggi? “Una community di influencer verificati e selezionati per garantire la qualità dei risultati, selezione in target con gli obiettivi della campagna, una piattaforma semplice ed intuitiva nel suo utilizzo, l’incremento della visibilità dell’azienda, la creazione di interazioni sui profili social, recensioni positive e genuine, poter raggiungere potenziali nuovi client, contenuti sempre nuovi e innovative sui social, una migliore esperienza per l’utente”, racconta Irene.

Il processo di ricerca e l’individuazione dei micro-influencer, spiegano i fondatori, avviene in modo manuale per poter garantire sempre una alta qualità e coerenza con la mission di Jungler; il processo di selezione/verifica, invece, avviene attraverso l’utilizzo di un algoritmo proprietario sviluppato internamente.  “Il nostro team monitora costantemente il lavoro di svariati influencer tramite collaborazioni, eventi, scraping specifici, progetti e ricerche dedicate attraverso hashtag, tag e geotag – spiega Irene -. Una volta individuati i migliori, questi vengono contattati, analizzati ed invitati a far parte della community di Jungler. Il processo di on-boarding in realtà è molto articolato perché prima di accettare l’influencer nella community di Jungler vengono verificati attentamente sotto ogni singolo aspetto: interessi, qualità dei contenuti, interazioni reali, modo di comunicare, tipologia di follower, collaborazioni precedenti, partnership, agenzie, anagrafica del pubblico e molto altro ancora. Oggi Jungler conta 900 influencer tra Italia, Spagna e Portogallo e la community continua a crescere a seconda delle richieste del mercato”.

La startup lavora sia con i grossi Brand che con le Pmi, quindi sia con aziende di grandi dimensioni che di piccole e medie. I settori spaziano dal Fashion, Beauty, Travel, Food&Beverage, Wellness ed Hospitality. “Al momento siamo attivi in Italia, Spagna e Portogallo e presto saremo anche in America Latina”.

Un’esperienza che ha fatto la differenza e ha permesso di fare l’upgrade è stata certamente quella con LVenture, il programma di accelerazione. “LVenture ci ha dato la possibilità di metterci alla prova e crescere, sia da un punto di vista professionale che personale. Il percorso è strutturato in sprint di 2 settimane in cui si cerca di portare a termine obiettivi in tempi prefissati. I 5 mesi di percorso sono stati duri e difficili ma ci hanno permesso di presentare la nostra startup davanti ai migliori investitori italiani. Siamo stati contattati da loro prima dell’inizio del batch estivo e dopo una serie di call siamo stati selezionati per prendere parte al programma. Nel futuro prossimo abbiamo intenzione di terminare il prodotto con tutte le funzionalità che abbiamo previsto e rilasciare la versione completa anche in Spagna e in Portogallo”. Ma tutti percorsi sono costellati di difficoltà. “All’inizio sicuramente abbiamo subito un po’ la mancanza di esperienza, che ci ha impedito di trovare investitori che credessero nel progetto. Nonostante avessimo fatto tutti gli step giusti per lanciare la nostra idea sul mercato abbiamo avuto difficoltà nel farci conoscere, complice anche il fatto che in Italia c’è un ecosistema poco sviluppato per quello che riguarda il mondo delle startup”. Ma I ragazzi ci hanno creduto e ora guardano al futuro. “Al momento abbiamo un duplice focus: da un lato raccogliere fondi per continuare a sviluppare al meglio la nostra idea e scalare il nostro business e dall’altro quello di implementare il nostro prodotto e offrire un’esperienza e un servizio sempre migliori. In futuro vorremmo creare un vero e proprio social commerce dando la possibilità di vendere, promuovere e acquistare direttamente dentro un’unica piattaforma generando un ecosistema virtuoso tra aziende, influencer e utenti”.

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