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Keesy, un modo innovativo e tech di fare turismo

Keesy è una startup fiorentina che sviluppa soluzioni per una smart hospitality delle strutture ricettive. Fondata nel 2016 da Patrizio Donnini Gallo, è un servizio nato dall’idea di coniugare esigenze degli ospiti, flessibilità e ottimizzazione dei costi. «Quello che offriva il mercato non era completo e non mi permetteva realmente una gestione semplice. Da questo bisogno è nata la mia startup e la mia nuova avventura imprenditoriale», racconta il founder di Keesy, da sempre appassionato di tecnologia e attivo per anni nel mondo della comunicazione. Con queste premesse, la startup si è fatta strada nel mondo delle aziende più innovative, crescendo nel corso del tempo e affinando i propri servizi. Ma vediamo nel dettaglio quali sono gli ambiti in cui lavora Keesy.

«Il nostro è il primo servizio di self check-in e contactless check-in» – racconta Donnini – «abbiamo sviluppato dei prodotti che permettono di gestire arrivi, partenze e accesso dell'ospite alla struttura che ha scelto senza vincoli di orario e con la massima flessibilità». Tutto questo è reso possibile da un software che permette di effettuare tutti gli adempimenti propri del check-in (invio dei dati in questura, verifica identità, pagamenti, calcolo e riscossione della tassa di soggiorno) in 7 lingue, attraverso attraverso dispositivi per lo smart access con cui gestire l’apertura di porte, portoni e cancelli e box in vari point sparsi per l’Italia per lo scambio delle chiavi fisiche. Prosegue il founder di Keesy: «Il nostro target è stato inizialmente quello dei property del settore extra alberghiero, considerando che gli appartamenti privi di una reception necessitavano con più urgenza di trovare una soluzione flessibile. Ma ad oggi, specie dopo il Covid -19, anche la realtà alberghiera si sta muovendo verso la smart hospitality».

Proprio intorno a quest’ultimo concetto sono legate alcune delle difficoltà incontrate da Keesy durante il proprio percorso di crescita: «La difficoltà principale è stata quella di creare una vera e propria cultura relativa alla smart hospitality. Il pregiudizio è sempre stato quello di pensare che l’utilizzo della tecnologia togliesse l’esperienza dell’accoglienza made in Italy. In realtà con il tempo chi ci ha provato e quanti utilizzano i nostri servizi hanno imparato che accogliere un ospite non è aprire una porta e prendere i documenti ma è qualcosa di ben diverso. Il check-in e l’accoglienza non coincidono, sono momenti e fasi differenti». Quanto all’emergenza seguita alla pandemia di Covid-19, e alle difficoltà legate al settore del turismo, Donnini spiega: «operiamo nel settore più colpito durante la Pandemia, quindi l’impatto iniziale e lo stop è stato notevole ma abbiamo lavorato a nuovi sviluppi e perfezionato i prodotti già esistenti. Inoltre, sono sincero, proprio a causa del distanziamento e delle norme di sicurezza anti Covid uno strumento come il nostro, che non prevede contatti, sta diventando molto richiesto». Del resto, si tratta di una formula che riesce a coniugare flessibilità, semplicità e ottimizzazione dei costi, permettendo un buon equilibrio fra questi bisogni.

Giovane e rivolto al futuro, il team di Keesy ha un’età media di 26 anni, affiancate da figure senior presenti nell’azienda sin dall’inizio dell’avventura. Nel campo dell’innovazione, il cambiamento portato da una startup come questa è evidente. Racconta ancora Donnini: «Prima di Keesy in Italia nessuno offriva un self check-in; esistevano solo gestioni di appartamenti con agenzie che trattenevano grosse percentuali, senza però offrire agli ospiti la massima flessibilità di accedere alla struttura scelta senza vincoli di orario e in completa autonomia. L’utilizzo della tecnologia come strumento di aiuto nel ricevimento degli ospiti non era immaginabile fino a qualche anno fa». Il successo è testimoniato dalla ripresa della richiesta dei servizi offerti da Keesy subito dopo la fine del lockdown; e mentre al momento non ci sono posizioni aperte, Donnini racconta che l’obiettivo per il futuro è di «entrare nel settore alberghiero per portare anche lì i nostri prodotti», non escludendo che a breve possano aprirsi possibilità lavorative all’interno di questa startup ad alto tasso innovativo.

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