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L'ITS Umbria Academy coniuga soft skill e innovazione tecnologica

Obiettivo principale: dare risposta al mismatch fra domanda di competenze espressa dalle imprese e i profili professionali in uscita dai processi formativi di vario genere e livello. In questa ottica si è sviluppato il modello politecnico della Fondazione ITS Umbria, un’Academy tecnica di alta specializzazione post diploma. Nei suoi quasi dieci anni di attività, il diplomato dell’ITS Umbria Academy ha rappresentato uno strumento formidabile ed efficiente di risposta a questa problematica. Tale risultato è stato possibile soprattutto in virtù della flessibilità didattica e curriculare dell’offerta formativa e alla continuativa partecipazione delle imprese

Come è nata la Fondazione? Nasce in un contesto economico-produttivo che, pur nella non particolare estensione territoriale, offre un’ampia varietà di settori industriali e filiere produttive di assoluto valore, quali aerospace, automotive, meccanica di precisione, chimica verde e biotecnologie industriali, agricolo, agroindustriale, costruzioni, in particolar modo quest’ultimo in riferimento all’introduzione e all’utilizzo del BIM - Building Information Modeling e ogni settore e comparto, sia manifatturiero sia di servizi, nelle quali le tecnologie digitali sono di impiego crescente.
I percorsi formativi sono il frutto di una proficua collaborazione tra i principali attori del territorio. Promosso dal Ministero dell'Istruzione e dalla Regione Umbria, l’ITS è governato da una Fondazione di partecipazione di cui fanno parte associazioni di categoria, università, scuole, ordini professionali e, in particolar modo, aziende. Tutti gli stakeholder uniti dalla stessa condivisione valoriale, hanno come obiettivo condiviso, da un lato la possibilità di creare opportunità per le nuove generazioni, fornendogli conoscenze qualificate e tecnologicamente innovative, dall’altro l’esigenza di soddisfare i fabbisogni di competenze espressi dalle imprese, in una prospettiva di maggiore competitività e sviluppo sostenibile.

“L’innovazione è il comun denominatore dell’offerta formativa”, spiega il Direttore Nicola Modugno, che illustra quali sono gli elementi che la caratterizzano e ne fanno un polo di eccellenza. “Certamente una didattica applicativa che trova spazio nei laboratori tecnologicamente avanzati di cui la Fondazione è proprietaria, come nel caso dei percorsi Meccatronico, Digitale e Biotecnologico, oppure dei laboratori di azienda e di ricerca di cui si avvale per tutti gli altri percorsi. Nello specifico il nostro laboratorio Labomec con sede a Foligno, è uno dei pochi, in tutta Italia, che ha già ottenuto la certificazione del MiSE quale Centro di Trasferimento Tecnologico. Questo permette di poter sviluppare progetti didattici che diventano al tempo stesso service per le aziende ed eccellenti opportunità formative per i nostri studenti. I progetti reali che li vedono protagonisti sempre più spesso trovano risoluzione tramite l’applicazione di quelle tecnologie abilitanti che stanno diventando il denominatore comune dello sviluppo tecnologico di questi ultimi anni”.

A un anno dal raggiungimento del diploma, come da monitoraggio MIUR-INDIRE, il tasso medio di occupazione è pari all’80% con punte del 100% per i percorsi in ambito meccatronico. Su 390 diplomati, 312 hanno avuto ad oggi un impiego alla scadenza dell’anno successivo. Dalla singola classe del 2011, oggi sono 6 le classi in avvio per il biennio 2019-21 e 6 le classi attive, ossia nel tirocinio del secondo anno, per il biennio 2018-20. 

“Numeri certo di assoluto rilievo, ma ciò che più conta – racconta Modugno -, è il potenziale di sviluppo nel tempo delle loro carriere lavorative, grazie alle competenze acquisite nella nostra Academy”. Gli studenti seguono infatti un programma formativo che, per tutta la durata del primo anno didattico, alterna hard e soft skill, perché “riteniamo che se vogliamo formare profili che possano rispondere alle esigenze delle imprese 4.0, non possono essere trascurate tutte quelle soft skill che hanno costituito la base di partenza, quelle che noi chiamiamo competenze 2.0. Assolutamente frequenti, ad esempio, sono le lezioni sugli aspetti motivazionali, anche su intelligenza emotiva e cognitiva, oppure sulle tecniche di Lean Production, WCM o TPM”.

Solo coniugando soft skill e innovazione tecnologica è possibile dare risposte concrete ed efficaci alla domanda sempre più forte che viene dal mondo delle imprese.

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