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L'apicoltura 4.0 del nuovo Millennio

Una tradizione millenaria, che ha radici profonde nella natura, che non sono mai state modificate. L’uomo, al servizio delle operose api utilizza così da circa 12mila anni il miele, nettare degli dei. Un mestiere, quello dell’apicoltore, che ancora oggi è incernierato nella linea produttiva del mercato del lavoro e che sta ampliando i propri orizzonti con successo, grazie anche alla cosiddetta apicoltura urbana, che consiste nel produrre miele con arnie dislocate sui tetti delle palazzine, debitamente “arredati” di verde e fiori vari.

Il settore professionale, che in Italia registra numerose eccellenze a livello internazionale è stato così recentemente investito dall’innovazione tecnologica e dalla tipica trasformazione digitale dei mestieri più tradizionali. In questo contesto nazionale sono state sviluppate recentemente tre idee, che hanno dato vita ad altrettante differenti startup innovative. Stiamo parlando della romagnola Beeing, la comasca 3bee e Hiveguard, realtà nata in Sardegna grazie alle ferventi menti di tre giovani universitari.

Beeing. Unendo la tradizione e la passione delle generazioni passate, alla tecnologia arrembante di oggi è nata questa startup faentina che commercializza prodotti, anche di design, pensati per proteggere le api e semplificare il lavoro degli apicoltori e agricoltori. Protagonisti dell’innovazione i big data, sensori digitali, arnie smart e urban e veri e propri antifurti, in linea con l’appello della Federazione Apicoltori Italiani, che nei mesi scorsi ha denunciato l’aumento dei furti di alveari sul territorio. I fondatori Roberto Pasi e Gabriele Garavini, grazie al supporto del loro team operativo hanno poi pensato bene di fornire ai propri utenti anche percorsi formativi e di aggiornamento online, al fine di rendere sempre più consapevole e professionale il settore tradizionale produttivo dell’apicoltura. La startup si occupa anche tecnicamente dell’eventuale fornitura di sciami e di analisi chimiche del miele per il rilevamento di utili dati ambientali.

3bee. Anche in questo caso, la tecnologia è alla base di questo progetto, che tramite un’app permette agli apicoltori moderni di monitorare a distanza le proprie api; controllando così da remoto, anche semplicemente tramite l’uso di un cellulare, l'andamento del proprio alveare. Sensori, bilance digitali e materiali all’avanguardia permettono così di potenziare la produttività delle api, tutelando l’ambiente e la vita degli insetti stessi. Su questi principi si basa quindi l’iniziativa “Adotta un alveare”, che permette agli utenti di “investire” una somma economica nella tutela dell’ambiente e delle api, ricevendo poi direttamente a casa propria una certa quantità di miele prodotta effettivamente dalle “api adottate”.

Hiveguard. Il miele è sicuramente un prodotto d’eccellenza per la Sardegna (non si dimentichi quello di corbezzolo, di cui l’isola è fra i maggiori produttori d’Italia) e i giovani Daniele Melis, Sara Sulis e Lorenzo Atzeri hanno deciso di valorizzare il prodotto naturale della loro terra, attraverso la fondazione di questa startup innovativa. L’idea è stata immaginare un sistema di monitoraggio a distanza dell’arnia, tramite un’applicazione dedicata, che si basi anche sull’utilizzo di telecamere e sensori interni all’arnia. In questo modo, l’apicoltore è meno “invasivo” nel suo mestiere e può monitorare l’alveare da remoto, senza “disturbare” le api e ledere la loro produttività naturale e individuando magari anche problemi specifici legati a malattie o altro. Risulta importante sottolineare che questa startup è nata all’interno del percorso di educazione imprenditoriale dell’Università di Cagliari, il Clab Unica, che finora ha fatto nascere e crescere 25 startup sarde: un altro esempio concreto di come la sinergia fra mondo degli studi e professionalità è utile e fondamentale per sviluppare i talenti dei giovani.

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