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La Lean Organization

“Le regole non sono necessariamente sacre, lo sono i principi” 

Franklin D.Roosvelt

 

Per essere competitivi sul mercato le aziende devono offrire al cliente il miglior prodotto o servizio al minor costo.
 
Ottimizzare l’efficienza e la redditività aziendale diventa possibile tramite l’utilizzo della Lean Production (produzione snella), il sistema di produzione che, negli anni ’50, ha permesso all’azienda giapponese Toyota di ottenere con TPS (Toyota Production System) risultati nettamente superiori a tutti i concorrenti nel mondo. 

Negli anni, la filosofia Lean è stata applicata non solo ai processi produttivi, ma anche a molti altri ambiti aziendali per cui si è passati dal concetto di Lean Production a quello di Lean Organization (organizzazione snella) e di Lean Thinking (pensiero snello) per identificare un’azienda che rispecchia in tutti i processi operativi, la filosofia, la cultura e la strategia del miglioramento continuo attraverso la riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione della performance individuale e aziendale.

Pensare snello” aiuta ad interpretare e a capire le esigenze del cliente, operando in modo diretto e immediato attraverso processi svuotati di ogni spreco e pieni di valore nella loro essenzialità.
 
Non si tratta dunque meramente di un metodo, ma di una vera e propria “filosofia del fare” universale e trasversale, applicabile a qualsiasi processo operativo, che ha come risultato la produzione lean.

Ma quali sono i cardini del lean thinking?

I fondamenti del pensiero snello si riassumono in un sistema produttivo incentrato sulla flessibilità, essenzialità e velocità nella creazione di valore all’interno dell’azienda, ma allo stesso tempo rivolto al rigore e alla precisione di produzione. 

Un approccio, questo, quanto mai appropriato nel mondo di oggi, che può vivere solo attraverso un’economia sostenibile, volta alla riduzione degli sprechi.

Il punto di partenza consiste nella definizione del “valore”, vale a dire la “capacità di un determinato prodotto di generare soddisfazione per il cliente”. 

Il secondo principio dell'azienda snella è quello di mettere a flusso tutte le attività che creano valore per il cliente.

Il terzo principio è quello di far scorrere il valore; si tratta dell'implementazione del processo di miglioramento in cui, eliminate tutte le attività non a valore aggiunto, la produzione fluisce liberamente, tirata dal mercato. Questo significa che non si dovrà più produrre su previsione ma si potrà utilizzare il mercato come schedulatore, fornendo al cliente ciò che vuole quando lo vuole.

Infine, bisogna puntare alla perfezione e affrontare anche la catena dei fornitori in ottica lean.

L'applicazione in azienda di questi sei principi determina un cambiamento enorme sia sul "piano fisico" sia sul piano organizzativo (riduzione dei livelli gerarchici, team interfunzionali, orientamento ai processi, responsabilizzazione, delega, snellimento delle funzioni ecc.).

Ancor di più: l’adozione del pensiero snello comporta un radicale cambiamento di mentalità da parte di tutto il personale ed una vera e propria "rivoluzione culturale".

Consulta la scheda che segue per approfondire i vantaggi di questo modello produttivo per le aziende!

Nelle aziende che applicano la filosofia snella i risultati vanno dalla riduzione delle scorte, degli errori e dei tempi di attesa per il cliente, fino al miglioramento continuo dei propri prodotti

La lean organization diventa dunque una efficace strategia organizzativa per poter migliorare la propria posizione sul mercato.

Ma quali sono, nel dettaglio, i vantaggi dell’organizzazione snella?  

  • Scorte ridotte

Nel modello lean le scorte sono considerate spreco.

La produzione può avvenire in modo efficiente con poca o nessuna scorta di materia prima, semilavorati  (WIP), o di scorte di prodotti finiti.

  • Velocità di risposta ai clienti

Sviluppando una cultura basata su  una risposta rapida e decisioni più rapide diminuisce l’attesa. Questo non significa che le decisioni vengano prese senza un'attenta riflessione ma significa semplicemente che una risposta lenta o una mancanza di risposta diventano l'eccezione.

  • Riduzione dei costi

Il pensiero lean prevede di ridurre al minimo i costi ma non a scapito della soddisfazione delle richieste dei clienti.

Le tecniche lean minimizzano i tempi di sviluppo prodotto e riducono al minimo il livello degli investimenti. Questo implica che il prodotto arriva sul mercato più velocemente, rendendo più facile integrare le nuove qualità richieste dai clienti agli attuali requisiti nel prodotto.

L'utilizzo di macchine ad intensità di capitale più bassa si traduce inoltre in un minor costo iniziale da recuperare, di conseguenza i cicli di vita dei prodotti possono essere più brevi e gli sviluppi più frequenti e meno invasivi.  La redditività non ne soffre e la fedeltà alla marca aumenta.

È evidente che il metodo lean, se applicato correttamente, diventa uno strumento efficace soprattutto per le piccole e medie imprese.
 
Nella scheda seguente andremo ad approfondire la diffusione del pensiero snello nelle PMI  italiane.
Le PMI costituiscono la ricchezza del nostro paese e il loro valore è riconosciuto anche a livello internazionale, in quanto esse sono essenziali per generare spirito imprenditoriale e innovazione, che si traducono in un motore per la competitività e l’economia. 

Proprio le micro e piccole imprese sono state il motore della ripresa occupazionale italiana nel 2015. A rilevarlo è l’indagine dell’Osservatorio Mercato del Lavoro Cna (Confederazione Nazionale dell’artigianato e della Piccola e Media Impresa), curata dal Centro Studi, che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione in un campione di 20.500 Mpi con 125mila dipendenti.  

Ma come è possibile per le PMI nostrane sfruttare i benefici della lean organization?

L’Italia è infatti ricca di realtà imprenditoriali forti delle conoscenze tecniche di prodotto ma tali risorse devono essere inserite in un assetto organizzativo che metta l’impresa nelle condizioni di poter affrontare le insidie presenti nel mercato. 

Diventa fondamentale per un’impresa infondere i principi del pensiero snello nei manager, nei dipendenti e nei soggetti che si interfacciano con questa realtà.

La diffusione del metodo “lean” in Italia è stata analizzata in uno studio dal titolo “Linee di sviluppo del Lean in Italia”.

Dall’indagine emerge che la filosofia snella è utilizzata maggiormente nelle imprese situate al Nord, storicamente caratterizzato da un tessuto produttivo molto sviluppato. In particolare, è evidente un’elevata concentrazione in Veneto, nelle province tra Venezia, Vicenza, Verona e Treviso, seguito dalla Regione Lombardia.

Mentre all’inizio il lean si estendeva alle imprese metalmeccaniche, oggi la nuova filosofia si allarga a settori e ambiti molto diversi tra loro: dalle imprese dei servizi a molte organizzazioni pubbliche (non mancano le strutture sanitarie che hanno deciso di operare in modo più snello a fronte della diminuzione delle risorse a disposizione).

Ma quali sono i motivi che singono le imprese ad abbracciare il lean thinking?

Il fattore trainante è senza dubbio l’apertura e il confronto con le realtà esterne. Che dimostrano la possibilità concreta di riduzione dei costi e di miglioramento della competitività. Naturalmente questa possibilità cresce alla presenza, all’interno dell’organizzazione, di un leader orientato al cambiamento e all’innovazione.

Un altro fattore di interesse per le PMI deriva dagli stimoli dati dalle iniziative di formazione imprenditoriale. In Italia si sono diffusi centri di ricerca e strutture di formazione, la cui mission è proprio la diffusione del Lean a supporto delle PMI.

Numerosi sono anche gli enti e le associazioni datoriali che promuovono progetti a sostegno degli imprenditori.  

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