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Lauree professionalizzanti, dottorati e scuole dedicate all'Industria 4.0

Dall’Università 4.0 all’Industria 4.0. In Italia grazie all’evoluzione tecnologica si sta attuando un vero e proprio cambiamento anche nella didattica e infatti stanno nascendo sempre più corsi professionalizzanti di laurea, dottorati e perfino una scuola di competenze per le imprese. Tutte queste realtà utilizzano l’innovazione tecnologica per migliorare i servizi e formare i giovani, grazie ai nuovi prodotti e alle nuove professioni digitali.

Il Politecnico di Torino, ad esempio, ha pensato a un corso professionalizzante triennale, incentrato sull'ingegneria della produzione industriale, meccatronica e tessile condividendo docenze e apparecchiature sperimentali per il learning-by-doing, che vorrebbe dire che oltre alle lezioni serve mettere subito in pratica ciò che è stato appreso. Infatti i ragazzi potranno scegliere tra tre percorsi: il percorso di laurea di tre anni all’interno del Politecnico, due anni di Its con il conseguimento del diploma superiore oppure - dopo i due anni di Its - potranno frequentare il terzo anno per acquisire una laurea professionalizzante. 

Inoltre proprio lo scorso novembre è partito “Smart Industry” il primo dottorato italiano dedicato all’Industria 4.0. Il percorso di durata triennale - finanziato dalla Regione Toscana con il bando Pegaso e in collaborazione con le Università di Pisa, Firenze e Siena - mette in contatto gli allievi con le aziende e offre l’opportunità di essere formati sulle nuove figure professionali riguardanti l’innovazione tecnologica nei processi industriali 4.0. La particolarità del dottorato è - oltre alla multidisciplinarietà - l’obbligo di condure parte della ricerca presso laboratori di imprese o laboratori misti Università-imprese.

Per la formazione delle imprese e dei lavoratori nasce a Bologna Bi-Rex, il primo dei sette competence center per l’industria 4.0 che sorgeranno in Italia. All’interno del centro i partner che ne fanno parte tra università, centri di ricerca e imprese sono 57 tra cui Bologna, che ha guidato la presentazione della proposta, la negoziazione e la costituzione del centro, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e gli atenei di Ferrara, Modena Reggio-Emilia e Parma. Tra gli enti di ricerca nazionali sono presenti Cnr e Infn, oltre all’Istituto Ortopedico Rizzoli, Aster, Bologna Business School, Cineca e Fondazione Golinelli che ospiterà il centro nella sua fase di avvio. Mentre le 45 aziende coinvolte lavorano in diversi settori come meccatronica, servizi, finanza, informatica, biomedicale, agro-alimentare, energia, ambiente e automotive, che daranno sostegno finanziario diretto, oltre a fornire servizi e tecnologie. Le attività sono estese anche ad altre regioni fra cui Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia e Trentino-Alto Adige. L’obiettivo resta quello di formare imprese e lavoratori alla rivoluzione digitale dell’industria. Una grande opportunità per i giovani ma anche per i lavoratori che vogliono intraprendere il nuovo futuro lavorativo con competenze digitali adeguate.

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