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MAAM, la formazione che trasforma la genitorialità in un percorso di sviluppo professionale

Rivolto alle aziende, nel 2012 è nato MAAM, un programma di formazione digitale che trasforma maternità e paternità in un master in competenze soft per lo sviluppo professionale. “L’obiettivo - spiega Elisa Vimercati, responsabile Ricerca e Sviluppo della realtà - è aiutare le imprese a trasformare le esperienze di vita dei propri dipendenti in maggiore produttività, innovazione e competitività. Tutto nacque nel 2012 da un’intuizione iniziale, seguita da anni di ricerca scientifica riassunta nel libro “MAAM. La maternità è un master che rende più forti uomini e donne”, scritto da Riccarda Zezza e Andrea Vitullo. In questo libro – prosegue - gli autori dimostrano che un’esperienza di vita così importante, come il diventare genitori, attiva energie, motivazione e soprattutto allena in modo naturale e quotidiano competenze preziosissime come ad esempio la pianificazione e gestione del tempo e delle priorità, il problem solving, l’empatia e la creatività, skills a oggi sempre più apprezzate nel mercato del lavoro”.

MAAM vuole quindi offrire un contributo concreto per costruire ambienti di lavoro più inclusivi e rispettosi delle esigenze personali dei propri lavoratori, nelle loro diverse fasi di vita. “Il nome è nato come acronimo di Maternity As A Master’s - afferma la responsabile - ovvero la maternità è un master. Dietro questo nome si coglie tutto il potenziale che mamme e papà possono offrire nei contesti professionali. Siamo rivoluzionari, perché rafforziamo la consapevolezza dei neogenitori, in un periodo della vita che di solito è percepito come un arresto di crescita e carriera”.

Lo strumento digitale funziona, dato che attualmente ci sono più di 4500 genitori e 40 aziende attive sulla piattaforma: le competenze dei partecipanti crescono fino al 35% in più e con esse, la motivazione (+54%) e l’energia e capacità di gestire la complessità organizzativa (+75%). “È provato - dichiara Vimercati -, che con dipendenti più motivati migliorano le performance aziendali fino al 16%, -125% di pericolo di burnout (disagio psicofisico che interessa chi è impegnato quotidianamente in relazioni interpersonali, ndr), e aumentano la soddisfazione e la fidelizzazione verso la propria azienda +46%. Il recente studio di McKinsey & Company e Ashoka, The skilling challenge del 2018 cita MAAM tra le 10 migliori esperienze di reskilling al mondo, valorizzandone l’unicità e il carattere di scalabilità e inclusività, caratteristiche che la rendono una soluzione ottimale per il mercato HR”.

Per migliorare le performance aziendali bisogna quindi gestire al meglio, ovvero saper vedere e valorizzare, le “transizioni” dei singoli lavoratori: dalle macro, come cambiare luogo di lavoro, ruolo, azienda, andare a convivere e appunto diventare genitore; alle micro, come il comportamento individuale che chiaramente cambia nel passaggio dalla porta di casa a quella dell’ufficio. Ricerche dimostrano che più le persone hanno tempi adeguati per ricaricarsi fuori dal lavoro – dice Vimercati -, più aumenta la produttività dell’intera azienda. Le politiche di welfare migliori sono quelle che prevedono il rispetto della salute fisica e mentale dei propri lavoratori e quelle inclusive, che rendono visibile e valorizzano per tutti, l’essere anzitutto persone, genitori e tanti altri ruoli nella vita. Questa sì che è una modalità che aumenta l’ingaggio e la fidelizzazione verso la propria azienda”.

Per una realtà così progressista, all’inizio non sono mancate le difficoltà. “Legate soprattutto alla novità del nostro progetto – racconta Vimercati -; non avendo infatti concorrenti diretti era difficile far capire al pubblico cosa fosse realmente MAAM. Le prime aziende rimanevano colpite dall’idea, ma faticavano a inquadrarci. Lavorare con i primi clienti e far evolvere la nostra piattaforma digitale, anche quasi co-progettando insieme a loro è stata davvero una bella palestra per tutti”.

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