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Marketing territoriale, la risorsa per valorizzare la nostra Italia

Strategie finalizzate alla comunicazione turistica, tramite la valorizzazione di un determinato territorio e delle sue caratteristiche naturali e architettoniche sono concetti alla base del marketing territoriale, un utile strumento sempre più utilizzato all’interno di piccoli e meno piccoli comuni italiani.

Uno dei mezzi fondamentali è certamente lo storytelling, ovvero il narrare al pubblico il profumo della storia che c’è dietro ogni singolo borgo, attività di artigianato, tradizione o azienda enogastronomica locale. E non si tratta solo di fantomatiche teorie: già poco tempo fa ad esempio, Airbnb, che si occupa di “home sharing” ha lanciato un piano nazionale denominato Italian Villages, con l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione dei centri storici e delle loro comunità. D’altronde, far conoscere questi spaccati di Paese ai viaggiatori di tutto il mondo significa accendere i riflettori su paesaggi, folklore e saperi unici, azione cui consegue una migliore economia, che a sua volta sostiene le attività imprenditoriali del territorio. Senza dimenticare la componente sociale: progetti e iniziative di marketing territoriale creano infatti legami e permettono ai singoli cittadini e componenti di comunità specifiche di “fare rete” fra loro, permettendogli di vivere appieno il proprio territorio, traendone vantaggio, senza doversi magari spostare altrove per trovare un’occupazione valida.

Il marketing territoriale va quindi a “finanziare” interi settori produttivi e non solo, come dimostrato dal progetto tutto Made In Italy, “Una boccata d’arte” (organizzato da Fondazione Elpis e Galleria Continua), che individua un comune a regione per ospitare installazioni di arte contemporanea al fine di incentivare il turismo di prossimità e sostenere gli artisti italiani.

Quasi sempre le iniziative partono dal basso, dal locale, nei comuni stessi, come per il caso calabrese del borgo marinaro di Schiavonea (frazione del comune di Corigliano Rossano). L’iniziativa Vivi Il Borgo punta proprio a far rinascere nel tempo, grazie al turismo, uno dei territori che ancora oggi attua la pesca artigianale. Appena 10mila anime, cittadini però determinati, che insieme hanno deciso di valorizzare la propria terra, creando i presupposti per viverci in maniera economicamente autosufficiente, sfruttando le potenzialità ivi presenti.

Insomma la pubblicizzazione e sponsorizzazione più intimamente legata al territorio è un vero e proprio asso nella manica utile per incrementare l’economia locale. Piacenza ad esempio si è ingegnata addirittura con un gioco da tavolo. Ebbene sì, a settembre scorso, il Consorzio Piacenza Alimentare, tramite il progetto Assapora Piacenza ha inventato un table game per incrementare il turismo enogastronomico verso il territorio piacentino e far scoprire le proprie specialità ai visitatori provenienti dall’Italia e oltre. “Gioca Piacenza, vinci Piacenza” è quindi una vera e propria plancia di gioco, stile gioco dell’oca, in cui ogni volta che si visita un’azienda, un museo, un teatro o un luogo caratteristico del comune emiliano, si riceverà un timbro da aggiungere al proprio passaporto di gioco. Ogni timbro a sua volta permette di acquisire premi, come cene di coppia, visite guidate, prodotti artigianali ed enogastronomici.

Per gli interessati, le possibilità formativo-professionali in ambito marketing locale sono molteplici: dai corsi di formazione, a veri e propri corsi di studio superiori o universitari, senza dimenticare le offerte di lavoro, che spesso interessano proprio i giovani. Uno dei punti di forza di queste occasioni è proprio il fatto che riguardano spesso piccoli centri abitativi, “territori ostici”, nel senso di “limitati” nei vantaggi che effettivamente possono poi dare a chi li abita dal punto di vista lavorativo. Non resta che fare un po’ di ricerca, anche sul web e il gioco è fatto!

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